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Le ricette di Biagio: cosciotto d’agnello. E’ l’arma del delitto in un famoso racconto che irride il genere “giallo”

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Roald Dahl (1926 – 1990), scrittore, sceneggiatore, autore di libri per ragazzi, pubblicò il racconto “Cosciotto d’agnello” in originale Lamb to the Slaughter, nel 1953, sulla rivista “Harper’s Magazine”. Il racconto, nella traduzione in italiano, è stato inserito da Laura Grandi e da Stefano Tettamanti in una raccolta preziosa di “Racconti gastronomici” pubblicata da Einaudi nel 2012. La massima di Brillat- Savarin “fatemi vedere che cosa mangia e vi dirò che uomo è” è usata dagli autori per indicare l’idea-guida della raccolta. Da “Limina Mundi” l’immagine satirica in appendice.

 

 

Ingredienti: un cosciotto d’agnello, olio, sale, pepe, rosmarino, timo. Eliminate dal cosciotto le parti di grasso in eccesso, salate, pepate e liberate le carni da pieghe e da noduli con sapienti moti della mano, mettete il cosciotto in una teglia unta con un velo d’olio, e, ricoperto il cosciotto con un altro velo d’olio, “ornatelo” con il timo e il rosmarino. Fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per due ore, girando il cosciotto a metà cottura: e quando sarà perfettamente rosolato da ogni lato, il cosciotto andrà in tavola ancora fumante.

 

Dahl apre il racconto con la scena di Mary Maloney che bacia il marito poliziotto tornato dal lavoro, gli prepara il bicchiere di whisky, nota che lui se ne versa un’altra dose abbondante, capisce che è stanco, e anche se è giovedì, giorno che essi dedicano di solito alla cena in ristorante, si dichiara pronta a restare in casa e a cucinare cotolette di agnello o di maiale, “quello che vuoi, il freezer è pieno”. Ma all’improvviso Patrick le ordina di sedersi, “devo parlarti”, e mentre “un muscolo gli si contraeva a scatti vicino all’occhio sinistro”, le dice che ha deciso di separarsi da lei, e mentre lui parla, Mary lo guarda “con stupore e raccapriccio, stordita” dal fatto che il marito “si allontanava da lei sempre più ad ogni parola”.

 

Lo stordimento della donna è così devastante che ella crede “d’ essersi immaginata tutto”, “che il marito non avesse parlato affatto”. E come se nulla fosse successo, Mary va a preparare la cena, tira fuori dal frigorifero un cosciotto d’agnello, ritorna nella stanza dove c’è il marito, e quando lui, senza guardarla, le dice “Non prepararmi la cena, vado fuori”, lei gli si avvicina, si mette alle sue spalle e lo colpisce sulla testa con il cosciotto, violentemente. Lui rimane “fermo impalato per almeno un cinque secondi”, poi “crollò sul tappeto”. Il rumore riporta Mary alla lucidità: ha ucciso il marito e ora deve crearsi un alibi. Va dal salumiere Sam, recita la scena dell’incontro con il sorriso sulle labbra e con vivacità – sorriso e vivacità a lungo provati davanti allo specchio, prima di uscire – e compra patate e piselli, e anche una fetta di torta al formaggio – Sam sa che al marito piace, e lei lo ammette “L’adora”, e dice al salumiere che il marito era troppo stanco per andare a cena fuori, come fanno di solito ogni giovedì. Tornata a casa, prima mette il cosciotto a cuocere nel forno e poi telefona alla polizia e sconvolta – anche a esprimere sconvolgimento si è, per un momento, allenata – grida:” Presto! Venite presto! Patrick è morto”.

 

I poliziotti arrivano, avviano le indagini, le chiedono di raccontare quello che sa, lei dice di essere andata dal salumiere per comprare la roba, un poliziotto va da Sam per i controlli di rito, e poco dopo, tra i singhiozzi che la scuotono senza freno, Mary sente dire dal poliziotto che il salumiere ha confermato tutto, “ si è comportata in modo del tutto normale…molto allegra, voleva preparargli una buona cena…impossibile che sia…”.Quattro poliziotti, amici del defunto, cercano per tutta la casa l’arma del delitto, un’arma di metallo, un vaso di bronzo, una chiave inglese: ma non trovano nulla. Quando il sergente Noonan dice a Mary che bisogna spegnere il forno, che è ancora acceso, “con dentro la carne”, la donna ha un altro colpo di genio: prega i poliziotti di mangiare il cosciotto, in memoria dell’amico ucciso, che “non mi perdonerebbe se non vi ospitassi in modo decente”.

 

I quattro si arrendono all’insistenza di Mary, e si mettono a tavola, e lei “attraverso la porta aperta li sentiva parlare tra di loro, sentiva le loro voci ingrossate e impedite, perché avevano la bocca piena di carne”. I quattro parlano dell’arma: “uno di loro ruttò” e si dichiarò convinto che l’arma era stata nascosta in casa. “Magari l’abbiamo proprio sotto il naso…Nell’altra stanza, a Mary Maloney scappò da ridere”. La risata della donna è il commento del geniale rovesciamento a cui Dahl ha sottoposto gli schemi tipici del genere “giallo”: il lettore sa dal primo momento chi è l’assassino, e i poliziotti non solo non scoprono chi è il colpevole, ma “consumano” e occultano definitivamente l’arma usata per il delitto.

 

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