Somma, tanti i fedeli in pellegrinaggio sulle Gavete

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Grazie alla fatica fisica ed economica di un gruppo di amici, alla loro passione e al loro amore per la montagna, ieri è stato possibile raccogliersi in preghiera dinanzi alla grotta naturale delle Gavete che accoglie Mamma Schiavona.

 

Dominatrice della verde piana/ levi all’azzurro la corrusca fronte/ e ti rispecchi al mare /che da millenni stringi in un amplesso semilunare/Il tuo cuore materno/ che si alimenta del perpetuo fuoco/ brucia come ferita/ e le notti in vermiglia/ del suo caldo respiro…

Sono solo alcuni dei tanti versi che il poeta Gino Auriemma ha dedicato alla montagna di Somma. Una montagna coperta di vigneti e di boschi, di castagni e di ginestre. Un lussureggiante spettacolo della natura ancora tutto da scoprire, che continua ad incantare e ad attirare visitatori di ogni dove. Ma soprattutto la montagna definita da Gino Auriemma muntagna e stu core è effettivamente nel cuore di ogni sommese e, in particolare, delle antiche e nuove paranze che la vivono e la frequentano quotidianamente.

Sono proprio la passione e l’amore per la montagna e la fede per la Madonna di Castello, meglio conosciuta come Mamma Schiavona, a far nascere e crescere le paranze, ovvero gruppi di amici che condividono il forte attaccamento alla loro terra e la voglia, irrefrenabile, di scoprire e promuovere le antiche tradizioni sommesi. È così che è nata una delle ultime Paranze, quelle delle gavete, quella che ha voluto e ha saputo ripulire e riportare al suo vecchio splendore una delle zone più suggestive del monte Somma, l’antica sorgente, decantata anche da Gino Auriemma, dove una volta i contadini sommesi andavano ad attingere acqua. Oggi quella valle, ‘e gavete, grazie al sudore della fronte e alle risorse economiche di questi amici, è stata restituita alla città. Transenne e gradinate naturali, sentieri ripuliti e resi accessibili per raggiungere la suggestiva grotta che accoglie Mamma Schiavona: nulla è stato trascurato o lasciato al caso.

Un miracolo umano in un miracolo naturale: ecco che cosa e come è apparso ai tanti fedeli accorsi lassù la zona gavete. Davanti a quella grotta, ieri mattina, 1° maggio, si sono inginocchiati tantissimi fedeli, anziani, giovani, bambini. Ai piedi di quella grotta, ieri, c’è stata una vera esperienza di Chiesa, di comunità di credenti, raccolti e uniti per la protettrice della città e dei suoi abitanti; ai piedi di quella piccola grotta gli anziani hanno rivissuto, commuovendosi, il loro passato e i giovani hanno potuto conoscere una parte delle loro radici culturali.

Davanti a quella grotta il sacerdote che ha officiato la messa, don Franco Gallo, ha invitato a pregare “per la zattera a cui tutti ci dobbiamo aggrappare, ovvero per il nostro pastore dal cuore semplice e umile, Papa Francesco; per tutti i lavoratori, per tutti quelli che vivono disagi e solitudine; per le paranze, che devono rappresentare una forza per gli amministratori e, per questo, devono essere uniti e concordi; una preghiere, infine, va anche ai nostri politici affinchè perseguano il bene comune con competenza, onestà e laboriosità”. Una preghiera suggellata dal canto ‘a ffigliola intonato da uno dei capo paranza e dedicato a “chesta bella mammarella nost, ca chìà vist c’a tutt unit”.

Un canto accompagnato da un lungo applauso, dallo scambio di abbracci tra i presidenti delle paranze, tutti presenti alla festa. E, poi, uniti come non mai, insieme alla mitica signora Ninuccia, all’unisono, un solo canto alla bella montagna di Somma. Polizia municipale, i candidati sindaci Metodio, Piccolo, Raia, paranze, fedeli, giovani e bambini, una sola voce forte e chiara: ”Muntagna e stu core… te voglie assaie bene…”.

(foto: paranza delle gavete)