Centrale il contenuto integrale del filmato che ha portato Esposito in carcere. La Uil di Pomigliano col fiato sospeso.
Stamattina Roberto D’Auria, giudice per le indagini preliminari della decima sezione del tribunale di Napoli, terrà nel carcere di Poggioreale l’udienza di convalida dell’arresto di Antonio Esposito. Il sindacalista della Uil Trasporti è stato filmato da una telecamera nascosta mentre prendeva 2500 euro in contanti dalle mani di Giuseppe Morelli, il titolare della Tmp srl, la ditta che gestisce le strisce blu a Pomigliano e in altri comuni dell’hinterland. La scena è stata ripresa nell’ufficio di San Giorgio a Cremano di Morelli, mercoledì scorso. Subito dopo aver preso i soldi Esposito è stato arrestato dagli agenti della compagnia della Guardia di Finanza di Portici. Ieri il video che riproduce la vicenda ha fatto il giro d’Italia. Anche perché le accuse nei riguardi del sindacalista sono di quelle gravi. Esposito, 46 anni, moglie e due figli adolescenti, è sospettato di aver intimato all’imprenditore di non versare nel conto corrente della Uil trasporti il danaro delle trattenute sindacali (11 euro per ogni lavoratore) detratte dalle buste paga dei 14 ausiliari del traffico alle dipendenze della Tmp srl nel cantiere di Pomigliano. L’avvertimento sarebbe stato “condito” dalla minaccia del sindacalista di dare il via agli scioperi in caso di risposta negativa. E in cambio dell’omissione, cioè del mancato versamento delle trattenute nel conto corrente Uil trasporti, Morelli, sempre in base a quanto contestato, avrebbe potuto trattenere per se la metà dell’importo delle detrazioni sindacali. “Dal filmato pubblicato ieri si nota soltanto un passaggio di danaro, che non è un reato – afferma intanto l’avvocato difensore Gian Mario Sposito – sarà necessario verificare se nei reperti audiovisivi c’è la prova delle accuse”. La minaccia di sciopero sostanzia l’accusa di estorsione. “Soltanto un mese fa – replica Sposito – il mio assistito ha ipotizzato al Martinelli uno sciopero ed è stato durante la vertenza per l’aumento delle ore di lavoro. Poco dopo i 14 ausiliari del traffico di Pomigliano si sono visti aumentare l’orario, e quindi gli stipendi, di 3 ore, passando da 32 a 35 ore settimanali. Ma la registrazione dell’incontro nell’ufficio della Tmp è di molto successiva, risale ad appena tre giorni fa”. Per Sposito dunque si tratta di verificare se esista un contenuto integrale del video, una versione più lunga di quella diramata ieri attraverso il web. “L’udienza di convalida potrà farci capire meglio questo aspetto cruciale della vicenda”, conferma il legale. Nel frattempo la Uil trasporti ha emanato un comunicato ufficiale con cui dichiara di aver sospeso Antonio Esposito e di essere rammaricata per “una vicenda grave che danneggia l’immagine dell’intero sindacato”. “Ho chiesto alla Uil trasporti – eccepisce però l’avvocato Sposito – le intimazioni di pagamento delle trattenute sindacali che il sindacato di categoria ha spedito a Morelli. Ma non me le hanno inviate: ne sono rammaricato”. E’ un identikit complessivamente ordinario quello di Antonio Esposito. Orfano di padre, il sindacalista cresce in uno dei rioni più poveri di Pomigliano, nel vico di Miano. Da giovanissimo, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, entra poi nell’azienda che si occupa della manutenzione e della pulizia della Fiat. Poco dopo Esposito sposa la figlia di una persona conosciuta nel territorio per la sua filantropia, un attivista impegnato nell’Agvh, l’associazione dei genitori e dei volontari per i portatori di handicap. A livello sindacale da sempre vicino alla Uil territoriale, a un certo punto viene assunto nella ditta di pulizie della Fiat anche un fratello del sindacalista. Di recente la moglie di Antonio Esposito sarebbe stata assunta come assistente nella Fondazione Pomigliano Infanzia, un ente del comune di Pomigliano. Poi però la consorte si sarebbe licenziata. Una vicenda, questa dell’impiego nella fondazione municipale, smentita però dall’avvocato Gian Mario Sposito, legale del sindacalista. Sindacalista che tra il 2010 e il 2013 ha promosso, insieme agli altri sindacati, una serie di scioperi alla Enam, la società comunale di nettezza urbana. Certo è, inoltre, l’impegno politico della famiglia di Esposito a sostegno, l’anno scorso, della candidatura a sindaco di Raffaele Russo, poi riconfermato alla guida della città. Una cognata di Esposito, la sorella della moglie, è stata candidata al consiglio comunale, in una lista civica di maggioranza. Sullo sfondo di tuta questa storia c’è un appalto tribolato, quello gestito appunto dalla Tmp. Sono Quattordici gli ausiliari del traffico assunti a Pomigliano dalla ditta, a partire dal 2012, anno in cui l’azienda ha iniziato a svolgere il servizio di gestione delle strisce blu. Ausiliari che sono tutti iscritti alla Uil trasporti, dal primo momento. “Conoscevamo un sindacalista della Uilm, Crescenzo Auriemma: lui ci ha indicato Esposito per iscriverci al sindacato perché la sua organizzazione è quella dei metalmeccanici mentre noi dovevamo iscriverci all’organizzazione dei trasporti”, racconta, pettorina blu indosso, Antonio Di Maio, giovane rsa, cioè rappresentante sindacale aziendale della Uil Trasporti nel cantiere di Pomigliano della Tmp. Antonio è il figlio di un poliziotto municipale della città .”Abbiamo saputo di questa vicenda – aggiunge – soltanto dai giornali, da internet. Non siamo stati avvisati da nessuno”. Tra gli ausiliari del traffico della Tmp srl ce ne sono cinque assunti dopo una lunga lotta di strada. Si tratta di cinque ex operai della Fiat di Pomigliano i cui contratti a termine non furono confermati dall’azienda automobilistica, nel marzo del 2010. Ne scaturì una battaglia occupazionale che coinvolse le forze politiche e il vescovo della diocesi di Nola, Beniamino Depalma. Alla fine degli gli 88 contrattisti a termine della Fiat rimasti senza lavoro 5 hanno ritrovato il sorriso con la ricollocazione, due anni dopo l’estromissione dalla fabbrica, nell’appalto di gestione delle strisce blu. Strisce blu che sono state volute per la prima volta a Pomigliano dal sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo. Un provvedimento osteggiato da molti cittadini. Il Codacons, l’associazione dei consumatori, raccolse, nel settembre del 2012, cioè due mesi dopo la stipula del contratto tra il comune di Pomigliano e la Tmp, 4mila firme contro la decisione del sindaco. Nella petizione si contestava in particolare il fatto che le aree di sosta a pagamento hanno coperto ben oltre il 50 % delle zone occupate e che molte strisce blu sarebbero state spinte oltre la fascia di rispetto prevista dal codice della strada. Il risultato è stato che le poche aree vicine al centro cittadino risparmiate dal pagamento del parcheggio sono sistematicamente prese d’assalto. Il che provoca forti disagi. Ma l’appalto delle strisce blu, a Pomigliano come in altri comuni del Vesuviano e del Casertano, è stato tribolato anche per un altro motivo. La ditta che lo aveva vinto, la Urbania di Ercolano, era stata infatti raggiunta, quattro anni fa, da un’interdittiva antimafia. Cosa che spinse il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise ad affidare il servizio alla Tmp, giunta seconda in graduatoria. L’azienda di San Giorgio ha quindi iniziato la gestione della sosta a pagamento nell’ottobre del 2012. Una gestione che si è rivelata positiva per le casse dell’azienda sangiorgese. Meno per il comune di Pomigliano, che ricava da questo business più che altro privato cifre piuttosto modeste. Nel frattempo non si sono registrati scioperi nel cantiere di Pomigliano della Tmp. “Mai uno sciopero: tutto sempre tranquillo”, conferma un giovane ausiliario del traffico.



