Sciacalli

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Fumo nero che si irradia dalle campagne di San Giorgio verso San Sebastiano.

Molti degli abitanti di San Sebastiano, Ercolano e San Giorgio non si spiegavano come mai, a più di una settimana dall’evento incendiario di Contrada Novelle Castelluccio, si continuasse ad avvertire un acre odore di fumo e plastica bruciata ma poi, tutto è stato chiaro. (Vgs. il video)

Oramai le notti degli abitanti di via degli Astronauti, viale dello Zodiaco e zone limitrofe ma anche per quelli di altre zone, in particolar modo in via Patacca e via Figliola a San Giorgio, erano diventate insonni; per molti era diventato necessario chiudere balconi e finestre per proteggersi dalla puzza acre caratteristica della plastica bruciata, fetore che brucia la gola e che si insinuava nelle abitazioni col calare delle tenebre, togliendoti sonno e salute. Con l’arsura estiva, il disagio è poi aumentato, costringendo le persone a chiudersi dentro per non respirare la velenosa diossina; solo chi era in possesso di aria condizionata superava parzialmente il disagio ed è riuscito ad affrontare la nottata.

Col calare del sole infatti, incominciava a scendere una coltre scura e maleodorante ma non veniva dalla Montagna, col vento di terra, portando i miasmi del rogo di Contrada Novelle Castelluccio, così come spesso è accaduto in passato e così come è accaduto ancora una volta a ridosso di martedì 30 giugno. Questa volta sono calati altri sciacalli ad avvelenarci, sciacalli ben mimetizzati, non solo nella notte scura ma anche nel nostro contesto sociale, brave persone, rispettabili di giorno e vili inquinatori durante la notte.

Stavolta il recente rogo di Ercolano ha fornito a questi vigliacchi lo spunto per spacciare il fumo delle loro attività commerciali con quello di Contrada Novelle Castelluccio, mescolando probabilmente una buona percentuale di residuo organico con gli imballaggi di plastica frutto anch’essi della loro attività florovivaistica. E ancora una volta, perché, purtroppo, questa è una vecchia storia che si reitera ormai da decenni, chi vive in quei luoghi vocati alla campagna e alla salubrità dell’aria, subisce malessere e disagio e questo per il guadagno di questi pochi ammanigliati.

Eppure è bastato poco per capire da dove provenisse quel fumo; è bastato puntare un faro là dove veniva il puzzo, e questo si è immediatamente fermato, così come in passato lo avevano bloccato le telefonate dirette o le intercessioni degli amministratori locali. Ma evidentemente non è bastato, il vizio di bruciare materiale pericoloso nei bruciatori per il riscaldamento delle serre, costoro, non lo perdono. La gente del posto è ormai stufa ed è pronta ad andare fino in fondo anche per le vie legali qualora si ripetessero eventi di questo tipo.