Al Santuario di Madonna dell’Arco si ricorda l’illustre Rettore al quale nel 2011 l’ex sindaco Esposito volle intitolare una strada. Una mostra che resterà aperta una settimana e una solenne celebrazione in suo onore lunedì.
Cento anni dalla nascita di padre Mariano Nazzaro, uno dei più illustri Rettori del Santuario di Madonna dell’Arco: l’evento ricorre domani, domenica 17 maggio, e la sua comunità, quella Domenicana, lo ricorderà il giorno dopo (lunedì alle 18,30) con una solenne celebrazione eucaristica presieduta da padre Alessio Romano, attuale Rettore. Ci saranno familiari, amici, ex orfane e i tanti fedeli, tra loro anche il sindaco Abete che renderà omaggio al compianto cittadino d’onore.
Da ieri, inoltre, e per tutta la prossima settimana, sarà possibile ammirare una mostra fotografica – curata da Domenico Granata e Luigi Corcione del Centro Studi Arco – dal titolo “Padre Mariano Nazzaro Tutto per Maria” con foto inedite firmate da Ezio Ingusci. Saranno esposti, tra l’altro, l’abito e il rosario di Padre Mariano il quale ha segnato con la sua personalità la storia, le opere e i tanti eventi religiosi e culturali del secolo scorso. Al Santuario donò tutto, trascorrendovi la vita alla sua ombra, da vero figlio di San Domenico.
Nacque il 17 maggio del 1915 a Chiusano San Domenico e fu Rettore del Santuario per 27 anni, suo nume tutelare per mezzo secolo. Il suo unico pensiero, la sua sola passione, fu appunto la Madonna dell’Arco, con il popolo a lei devoto, le sue opere, le bambine dell’ex orfanatrofio – alcune di esse saranno domani in chiesa per la celebrazione in sua memoria – e la propagazione del culto della Vergine. Si chiamava Mario, il suo nome mutò in Mariano quando prese l’abito: ordinato sacerdote nel 1938, nove anni dopo fu eletto per la prima volta priore del Convento. Nel 1960 fu nominato ispettore onorario per le arti e le tradizioni della città di Napoli.
A lui si deve lo stadio oggi proprietà del Comune perché il 18 gennaio del 1974 volle donare a Sant’Anastasia il fondo dove ora sorge la struttura. Fu lui anche a segnare un momento storico nella vita della città: accolse, il 23 aprile del 1974, un pellegrino d’eccezione: l’allora cardinale e arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. Nel 1989 fu nominato cittadino onorario di Sant’Anastasia e un anno più tardi entrò a far parte della prestigiosa Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti.
Morì nel 2000 e il 25 marzo 2011 le sue spoglie furono tumulate nella cappella del Rosario, all’interno del Santuario. Lo stesso giorno, in una cerimonia solenne, l’allora sindaco Carmine Esposito volle intitolargli il primo tratto di strada di via Romani – la stessa che collega la cittadella mariana a Pomigliano d’Arco e che fu creata nel 1960 per interessamento dello stesso Padre Mariano.



