Per la prima volta dal lontano 2007 (giunta Pone) non è a lui a stilare il bilancio del Comune di Sant’Anastasia e delle novità appena approvate che vedono azzerati capitoli riguardanti cultura e politiche sociali dice: «Sembra che il loro motto sia zero euro per tutti, così è facile e saprebbe farlo chiunque ma amministrare vuol dire decidere e non piangersi addosso».
A chi si può chiedere un parere sul primo bilancio dell’assessore Antonio Squillante, tecnico prescelto dal sindaco Abete, se non a chi il bilancio di Palazzo Siano l’ha preparato negli ultimi nove anni? L’abbiamo chiesto all’ex vicesindaco Armando Di Perna, assessore al bilancio degli ultimi tre sindaci.
Conosci il bilancio di previsione approvato ieri sera in consiglio comunale?
«Ovviamente sì, l’ho analizzato capitolo per capitolo. Sia perché è dal 2007 che me ne occupo sia perché, come cittadino di Sant’Anastasia sono interessato».
Qualcuno l’ha definito un bilancio «magro», l’assessore ha parlato della necessità di riequilibrare la situazione perché finora chi l’aveva preceduto, cioè tu, aveva fatto finta di niente, ha parlato di poche risorse a disposizione.
«Non voglio commentare nel merito alcune incaute affermazioni che meriterebbero altre sedi, ma posso dire che i Comuni quest’anno non hanno avuto tagli. Ho ascoltato una serie di gravissime bugie al solo scopo di nascondere una incredibile ignoranza accoppiata ad una buona dose di malafede. Sospetto tra l’altro che alcuni consiglieri abbiano votato senza nemmeno leggere le carte».
Perché?
«Perché so che la consigliera Veruska Zucconi, per ottenere i documenti con i capitoli e le voci in dettaglio, ha dovuto presentare una richiesta scritta dopo un primo rifiuto. Immagino che non tutti abbiano fatto così».
Hai parlato di scelte che consideri gravi, a cosa ti riferisci?
«Hanno abolito i fondi per manifestazioni istituzionali come l’incendio al campanile, il Presepe Vivente, il premio di teatro Angrisano, il Festival Giovani Talenti, cancellando decenni della nostra tradizione culturale e religiosa in una sola sera. Se sul serio non sono in grado di garantire otto o diecimila euro per manifestazioni storiche su 15 milioni di euro di spesa, dovrebbero dare forfait, ammettere di non sapere come si amministra e rinunciare allo stipendio. Facessero almeno questo».
Alcuni consiglieri di opposizione, pur approvando i tagli agli eventi, hanno fatto notare invece i tagli alle politiche sociali.
«Anche su quel fronte le previsioni sono peggiorate, ogni risorsa destinata alle famiglie in difficoltà è stata azzerata: rimborso Tari, buoni spesa per i diversamente abili e altre fasce deboli, perfino il soggiorno climatico per gli anziani. Prendo atto del nuovo motto di Palazzo Siano: zero euro per tutti. Cominciassero dai loro stipendi, a questo punto».
E il piano delle opere pubbliche?
«Vale anche qui, quel motto. Hanno annullato in un solo colpo tutti i progetti già finanziati: via Marconi, via Porzio, via Marra, parcheggio in via Romani, via Mario De Rosa ma, attenzione, qualche capitolo è aumentato: quello dei fondi per i premi di produttività dei dipendenti. Ma su cosa devono premiarli se non ci sono né programmi, né progetti?»
Però, si è detto in aula, che molti di quei progetti di cui parli non sono finanziati.
«Una sciocchezza, sono anche disponibile al confronto ed a spiegare cosa avrebbero dovuto fare. Ma potrei farlo a condizione che il confronto sia con un tecnico di media intelligenza».
Dunque concordi con chi dall’opposizione ha bocciato con il suo voto questo bilancio, mi pare.
«Assolutamente sì. Questo è un bilancio pessimo, non per cause oggettive ma perché è redatto e pensato male, le risorse sono distribuite anche peggio. Manca a dire il vero qualsiasi indirizzo politico, amministrare significa incidere, decidere, non certo piangersi addosso. In caso contrario è meglio andare a casa».






