
Peppe Maiello: «Frutto di una situazione drammatica, ma non lo condividiamo senza il nostro contributo». Il capogruppo Antonio De Simone: «Quest’amministrazione non ha una strategia per Sant’Anastasia».
La relazione tecnica sul documento finanziario il Pd l’ha affidata al più giovane dei consiglieri, Peppe Maiello, ma il capogruppo Antonio De Simone, avversario di Abete nel ballottaggio 2014, ha dato un giudizio lapidario sul bilancio e da lui non si sono sentite le aperture che il suo collega consigliere ha mostrato nei confronti dell’amministrazione.
Differenze sostanziali, se si pensa che Maiello, analizzati punto per punto i capitoli di bilancio e soffermatisi sulle «anomalie» rispetto ai proventi derivanti da «controllo, repressione, illeciti e irregolarità» e sui crediti di dubbia esigibilità, ha comunque mostrato volontà di collaborazione pur votando contro il documento. «Siamo disponibili a dare un nostro contributo alla luce del sole e in consiglio comunale – ha detto Maiello – anche a fare un atto di coraggio e di amore per il paese che oggi ne ha bisogno, sia pure si trattasse di scelte politiche forti. Siamo qui, disposti a dare il nostro contributo – ha ribadito – per il bene del paese». Per ora però il voto è «no» al bilancio. «Non c’è il nostro contributo, nonostante siano condivisibili alcune scelte: come quella dei tagli alle manifestazioni, dal Presepe Vivente all’incendio al campanile, spese superflue in un momento in cui tante famiglie versano in condizioni di difficoltà».
Maiello ha poi citato un «debito» del Comune, ripreso nell’intervento successivo dal suo capogruppo: imprenditori ed artigiani che hanno lavorato per il Comune sarebbero ancora creditori di una somma complessiva che si aggira intorno ai 400mila euro.
Il consigliere Antonio De Simone ha preso in prestito una battuta dell’assessore Squillante, vale a dire «non c’è trippa per gatti», per il suo intervento. «Se così è – ha detto De Simone – questo rappresenta la naturale conseguenza di una gestione dissennata e non oculata, di una serie di scelte contro le quali ci siamo battuti negli anni scorsi. E questa sera ho sentito cose gravissime: imprenditori ed artigiani che operano per la comunità e ancora attendono quanto loro dovuto, ciò è “criminale” da un punto di vista politico. Vuol dire che il Comune, garante della giustizia e delle norme, ha “comprato” sangue e sudore altrui senza riconoscere quanto dovuto».
«Non me la prendo con l’assessore Squillante che è solo un tecnico – ha proseguito De Simone – ma qualcuno avrebbe dovuto indirizzare dal punto di vista politico ciò che immagina per i figli e i giovani di Sant’Anastasia. Il bilancio è questo: un mezzo per realizzare idee e progetti ma per far ciò occorre una strategia, un orizzonte, un disegno strategico che questa amministrazione non ha».






