Alle 17, 30 di domani (giovedì 19 gennaio), nell’aula consiliare di Palazzo Siano, la presentazione del libro, edito da Guida e
scritto a quattro mani dai giornalisti Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma, con l’intervento degli autori preceduto dai saluti del sindaco Abete e dell’assessore alla Cultura, il vicesindaco Carmen Aprea.
Due penne affilate e di pregio: quella di Corsi, giornalista e scrittore nonché commendatore al merito della Repubblica, oltre che cittadino onorario di Sant’Anastasia e quella di Toma, autore di saggi, poesie e racconti che con Corsi ha già scritto «Il nostro Novecento, due giornalisti a confronto». I due autori affrontano nell’ultimo libro un tema attualissimo, ossia il crescente ruolo che le donne hanno avuto in politica nel ventesimo secolo. Da Hillary Clinton, che non ha perso le elezioni contro Trump perché donna, a Sonia Gandhi e Benazir Bhutto, ai vertici delle istituzioni in India e Pakistan. Ma il filo conduttore del libro di Corsi e Toma inizia dalle battaglie per la parità nel campo dell’istruzione e per il suffragio, dal femminismo e dalla volontà di emancipazione della donna.

Oggi la percentuale media mondiale del genere femminile nelle legislature nazionali è ancora spaventosamente bassa, il 19% circa. E, ancora, è la Scandinavia ad essere la zona del mondo più emancipata. In Olanda e in Germania la presenza femminile varia tra il 42 e il 30%, seguita da Austria, Spagna, Gran Bretagna, Italia e Francia dove si registra una media intorno al 20%”. Ancora troppo poco, eppure, come sosteneva la Lady di ferro, Margaret Thatcher, «In politica se qualcosa vuoi che venga detto, chiedilo a un uomo; se qualcosa vuoi che venga fatto, chiedilo a una donna».
Il libro, diviso in due parti, passa in rassegna le donne protagoniste in tutto il mondo, e che hanno imposto un nuovo modo di vivere la società a livello internazionale. In Italia la situazione è migliorata nel 1946 erano solo 21 le donne elette all’Assemblea Costituente, oggi sono quasi alla pari con gli uomini, sebbene non si sia ancora vista una donna al Quirinale, per esempio.
Nella seconda parte del libro ci si sofferma sui dati: nei primi anni del ‘900 erano appena 14 le donne premier in tutto il mondo, cento anni dopo il numero è salito a 35. Corsi e Toma ne selezionano 23, tratteggiandone profili umani e politici, con pregi e difetti, debolezze e virtù. Theresa May, Golda Meier, Aung San Suu Kyi, Angela Merkel e molte, molte altre, per porre poi all’attenzione una data e un interrogativo: nel 2022, una donna al Quirinale?



