Struttura scolastica devastata, lezioni sospese. La dura condanna del sindaco: “Un gesto vile che colpisce l’intera comunità”
Grave episodio vandalico a San Giuseppe Vesuviano, dove nella mattinata di ieri bambini e insegnanti del plesso scolastico Croce Rossa hanno trovato la scuola gravemente danneggiata. Un atto incivile che ha colpito una delle strutture scolastiche storiche del paese, provocando sdegno e indignazione in tutta la comunità.
Ambienti messi a soqquadro, materiali distrutti, spazi resi inutilizzabili: questo lo scenario davanti al quale si sono trovati alunni e docenti. Le conseguenze sono state immediate e pesanti: giorni di scuola persi per i bambini, disagi per le famiglie e un duro colpo alla serenità del corpo docente.
Durissime le dichiarazioni a caldo del sindaco, che ha espresso tutta la propria indignazione per quanto accaduto: «Sono profondamente indignato e amareggiato. Quanto accaduto ha superato ogni limite di tollerabilità. San Giuseppe Vesuviano non si farà intimidire da gesti vili che mirano a sabotare il cambiamento e a colpire la nostra comunità».
Il primo cittadino ha sottolineato come colpire una scuola significhi ferire l’intero tessuto sociale: «La scuola è un luogo sacro di crescita, educazione e futuro. Attaccarla vuol dire colpire direttamente i nostri bambini e il domani della nostra comunità». Da qui la vicinanza espressa agli alunni del plesso Croce Rossa, alle famiglie e agli insegnanti, vittime dirette di un gesto definito “inaccettabile”.
L’amministrazione comunale, ha assicurato il sindaco, è intervenuta immediatamente per ripristinare i danni. L’obiettivo è quello di restituire la piena funzionalità della struttura già da lunedì, garantendo condizioni di assoluta sicurezza per studenti e personale scolastico.
Nel frattempo, l’episodio è stato denunciato alle autorità competenti e sono in corso le verifiche delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. «Non abbasseremo la guardia – ha concluso il sindaco – atti di questo genere non possono e non devono restare impuniti».
Un episodio che riaccende i riflettori sul tema della tutela degli spazi pubblici e della scuola come bene comune, da difendere e proteggere, soprattutto quando a pagarne il prezzo sono i più piccoli.





