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Salvataggio dei licenziati Gepin: è accordo separato. Come alla Fiat di Pomigliano

La Cgil non firma a causa del mancato inserimento dell’articolo 18. 

L’area industriale di Casavatore tornerà a sorridere tra qualche mese. Grazie alla firma dell’accordo di salvataggio degli ex dipendenti Gepin la nuova azienda subentrante, la E-Care, riaprirà infatti il grande call center di viale delle Industrie chiuso tre mesi fa nell’ambito della procedura culminata con il licenziamento, il primo agosto scorso, di tutti i suoi 220 addetti. E’ stata però un’intesa che sotto il profilo delle relazioni sindacali si è rivelata molto traumatica, a causa dello strappo consumato in ambito sindacale, con la Slc-Cgil che ieri non ha voluto sottoscrivere al ministero dello Sviluppo Economico il patto salva posti. Il disappunto del sindacato di sinistra circa il mancato inserimento dell’articolo 18 nella clausola sociale che consentirà la riassunzione dei licenziati alla E Care crea intanto una serie di dubbi che solo il tempo, cioè alla prova dei fatti, potrà dirimere o meno. L’accordo inoltre non sarà sottoposto al giudizio dei lavoratori. Non ci sarà nessun referendum. Nessun voto sull’intesa, che si può a questo punto già considerare operativa. A spingere i sindacati di categoria di Cisl, Uil e Ugl a non far sottoporre il patto al giudizio dei lavoratori è stata la necessità di non perdere tempo allo scopo di salvare in tempi ragionevoli i posti di lavoro. Sullo sfondo c’è però anche la ferita ancora fresca aperta il 4 maggio scorso dal referendum dei lavoratori di Almaviva, l’altro call center napoletano. Durante la consultazione primaverile i dipendenti della grande azienda italiana hanno bocciato la proposta di accordo sindacale finalizzato alla revoca della procedura di mobilità, circa 3mila licenziamenti decisi dal gruppo multinazionale. Poi però la revoca dei tagli è arrivata lo stesso grazie al fatto che alla fine l’accordo per Almaviva è stato stipulato ugualmente, qualche settimana dopo la clamorosa bocciatura. Accordo che anche in questo caso, come per Gepin, non è stato sottoposto al voto delle maestranze. Le tensioni sono nel frattempo destinate ad aumentare. Per domani Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno organizzato a Casavatore l’assemblea dei lavoratori relativa al patto appena stipulato. Ma la Slc Cgil non è stata invitata.                                                                                    

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