A Torre Annunziata, una disputa interna alla comunità religiosa è approdata in tribunale. Don Felice Balzano ha infatti presentato querela contro il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, accusandolo di aver diffuso dichiarazioni ritenute diffamatorie e di aver messo in atto comportamenti considerati persecutori nei suoi confronti.
Il contrasto tra il parroco e la Curia nolana non è un fatto recente, ma negli ultimi mesi la tensione è cresciuta, alimentata da richiami ufficiali, provvedimenti disciplinari e prese di posizione pubbliche che hanno spaccato la comunità parrocchiale. Una parte dei fedeli si è schierata apertamente con don Balzano, mentre altri hanno espresso pieno sostegno all’autorità ecclesiastica.
Secondo fonti vicine agli ambienti giudiziari, l’esposto depositato presso la Procura di Torre Annunziata farebbe riferimento a episodi documentati che, a detta del sacerdote, rientrerebbero in una strategia volta a isolarlo e a compromettere il suo operato pastorale. L’avvocato che lo assiste ha sottolineato come l’obiettivo sia difendere non solo l’onore personale del parroco, ma anche quello di una comunità da tempo segnata da forti divisioni.
La Curia di Nola mantiene il silenzio ufficiale, ma fonti vicine all’episcopio definiscono prive di fondamento le accuse, ribadendo la volontà di contestare ogni addebito nelle sedi opportune. Nel frattempo, la vicenda ha assunto un’eco che supera i confini cittadini, con il rischio di trasformarsi in un caso capace di scuotere l’intera diocesi.
Per Torre Annunziata, si tratta di una crisi senza precedenti che, invece di risolversi con il dialogo, si è trasferita nelle aule giudiziarie. Ora spetta alla magistratura verificare i fatti e stabilire se esistano gli estremi per un procedimento. Sul piano ecclesiale, resta aperta la sfida di ricucire una frattura che rischia di allargarsi ulteriormente, mettendo in ombra l’immagine della Chiesa in un territorio già alle prese con complesse problematiche sociali e culturali.






