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A Volla il Referendum sulla Costituzione si è svolto con gli Scrutatori “Nominati” dal Sindaco e dai Consiglieri di Maggioranza.  

 

Attenti e stimolati si sono dimostrati i cittadini di Volla, per la consultazione elettorale di domenica scorsa 4 dicembre, dove si è votato per il Referendum Costituzionale, con il 60,36% di affluenza alle urne. Di impatto la decisione che il popolo Vollese ha preso in merito alla Riforma Costituzionale. Il 73,95% dei votanti ha bocciato la riforma, con 14 punti percentuali in più rispetto alla Nazione.

Popolo attento o arrabbiato?!

Nelle ultime settimane prima del Referendum sembra che parte della popolazione abbia contestato le modalità con le quali la nuova amministrazione aveva scelto gli addetti allo scrutinio del Referendum in questione.

Erano oramai diverse volte che per la nomina degli scrutinatori si procedeva al sorteggio telematico e qualche volta anche manuale. Procedura voluta dalle amministrazioni del passato. Invece, la nuova amministrazione Viscovo ha deciso in commissione elettorale, presieduta dallo stesso Sindaco, di cambiare  modalità e di passare alla “nomina diretta” da parte dei consiglieri e dello stesso sindaco.

Ciò che la nuova amministrazione ha “garantito”, per il futuro, sarà la rotazione degli scrutinatori e la scelta di essi tra le fasce sociali meno ambienti o comunque con reali difficoltà economiche.

A supporto di questa decisione, gli esponenti del governo locale hanno sottolineato che l’operazione di sorteggio, che è sempre avvenuta fuori commissione e con strumenti non disciplinati senza una reale garanzia di controllo, è “illegittima”.

Sulla questione polemiche a non finire sia sui social che dal vivo, soprattutto dalle opposizioni.

Da una parte, il consigliere del Movimento 5 Stelle, S. Vaccaro, membro della commissione elettorale, ha pubblicato il verbale della commissione dal quale si evince la sua chiara posizione in merito: “… il Consigliere Vaccaro non ritiene opportuna, seppur consentita dalla legge, la procedura di individualizzazione degli scutatori, pertanto propone di procedere al sorteggio …” . Ovviamente non ha indicato nessun nominativo. Sulla questione però il Movimento Cinque Stelle locale, con il suo portavoce Vaccaro, presenterà al prossimo consiglio una proposta di regolamento. Dall’altra, gli altri consiglieri di opposizione, D. Viola (Partito democratico – Per Volla diamoci una mano) e L. Manfellotti. V. Manfellotti, e R. Montanino (Area comune Volla al Centro), hanno diffuso un manifesto/ volantino nel quale hanno dichiarato il loro dissenso alla procedura di nomina.

Il testo del volantino, recita parole dure. “… a Volla gli scrutinatori sono stati nominati  e spartiti dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri comunali secondo la logica clientelare dell’appartenenza politica e familiare dei nuovi governanti”. In più punti le parole del  volantino hanno rimarcato “disgusto” per le modalità di nomina. Ma intanto, il Referendum è passato con gli scrutatori “nominati”. La nomina degli scrutatori è solo uno dei primi segnali della nuova “visione del paese”, e delle “scelte” che la neo eletta amministrazione, insediatasi lo scorso giugno, sembra avere.

Diversità rispetto alla scorsa amministrazione Guadagno.

Con Guadagno, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle avevano ottenuto il consenso di riprendere e pubblicare on-line, in streaming, le sedute del consiglio comunale. Viscovo ha provveduto alla registrazione solo nelle prime puntate. Poi, buio. Più nulla.

I componenti dell’amministrazione Guadagno avevano dimezzato il loro stipendio. Quelli dell’amministrazione Viscovo lo prendono per intero, “perché ce lo meritiamo”, avrebbero dichiarato.

Uno, due , tre passi indietro per Viscovo e i suoi, rispetto al passato. Dal sorteggio, alla nomina. Dai riflettori accesi per la trasparenza nei consigli comunali, al buio attuale. Dal risparmio di qualche soldino degli stipendi, alla presunzione di “meritarli” tutti.

Questi “provvedimenti” non si possono certamente chiamare traguardi, nè tantomeno si possono criticarne le motivazioni, poiché tutto sembra “legittimo”. Certamente suggeriscono quale sia l’idea di paese che è nella mente e nei piani di Viscovo e della sua amministrazione. Di altri provvedimenti significativi per il cambiamento del paese, prospettato in campagna elettorale, dai “civici” al motto di “essere più che sembrare”, per adesso non vi è traccia pubblica. Forse la nuova amministrazione sta ancora “studiando”, essendo trascorsi soltanto sei mesi dal suo insediamento, mentre il paese aspetta con “ansia”.

Quello che sembra apparire è il pretesto del “rispetto della legge” per compiere scelte non univoche, né sufficienti per essere apprezzati dal popolo.