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Molto spesso, sempre più spesso, sono portata a pensare che il nostro modo di vivere così 3.0 – da generazione social – se da un lato ci fa continuamente sentire insieme ad altri, parte integrante di un gruppo, in condivisione, per altri versi ci porta ad essere e a sentirci sempre più soli nel vivere la realtà di ogni giorno.

Questa solitudine, cui sembra non vogliamo arrenderci quasi fosse un nemico, viene vissuta come un peso insostenibile e ingigantisce la sua essenza quando ci troviamo ad affrontare problematiche della nostra vita; quando quel quotidiano, reale e tangibile, presenta difficoltà più o meno importanti da affrontare, superare, risolvere.
In quel momento il nostro essere social ci pone dinanzi la realtà: siamo soli!

Per ben due volte, nella prima ipotesi così come nella seconda, abbiamo una percezione, se non errata, quantomeno non esatta del nostro status.
Non è avere amici sui social network che ci rende e ci fa sentire amati, non è il momento di solitudine, che è fisiologico, giusto e sano nella vita di ognuno di noi, a renderci esseri asociali e soli.
In entrambi i casi urge una visione ridimensionata e più autentica di noi stessi e dei nostri rapporti di “amicizia vera”.

Negli ultimi giorni, più ancora che in altre occasioni, leggendo le pagine di cronaca che dolorosamente ci parlano di giovanissimi suicidi, donne maltrattate e soprusi di ogni genere sui “deboli”, pensando ai comportamenti di chi è vittima, girano nella mia mente tanti pensieri con un unico filo conduttore: l’amicizia che ci salva facendoci sentire forti.

Quante volte guardando tra le pagine della nostra vita, ritroviamo un momento in cui un amico ci ha salvati? Quante volte – pur superbi nel nostro volerci indipendenti da tutti – in cuor nostro riconosciamo il valore di un gesto, di una parola, di un suggerimento datoci al momento giusto da un amico?

L’amicizia ci salva ogni volta che la lucidità della nostra mente si offusca e perdiamo di vista noi stessi, il nostro percorso, le nostre potenzialità, la nostra vita.

Di volta in volta, senza platealità, ci salva il gesto affettuoso di chi ci è amico; le parole di conforto, sfida, sprone; l’ascolto delle nostre parole e dei nostri silenzi; il regalo che un amico ci fa della propria esperienza, affinché diventi nostra ed affinché per noi il percorso sia meno impervio.
Questa mia convinzione è frutto dell’alto valore che io attribuisco all’amicizia e del potere che in tal modo le conferisco: per me un amico è davvero in grado di salvarti la vita.

Anche se non vi sentite fortunatissimi nei rapporti sociali, vi consiglio di dare maggiore fiducia a voi stessi ed alle vostre capacità di scelta di un amico ed altrettanta fiducia alla vostra capacità di costruire rapporti di amicizia perché rispecchiano sempre un po’ di voi.
Coltivateli questi rapporti: non basta un LIKE ad un post per essere vicini; occorre guardarsi negli occhi e se in quello sguardo incontrerete un’anima affine alla vostra, fidatevi.

Aristotele affermava che “nessuno sceglierebbe di vivere con molti beni ma senza amici” ed io sono sicura che sia così, gli amici sono la vera ricchezza di ognuno di noi.

Pensiamoci la prossima volta in cui ci sentiremo soli.

Mediano-GlamMEDIANOGLAM