Nel workshop organizzato dal dottor Antonio Ferrara e da Aerospazio Campania il patron di Atitech ha spiegato a studenti e ricercatori il contenuto del suo progetto.
Non è stata una lectio magistralis ma una lezione è stata, almeno stando al contesto, gli ampi saloni della facoltà di ingegneria. Qui Gianni Lettieri, patron di Atitech, ha chiarito l’operazione industriale che ormai sta per mettere a segno, uno dei più grandi “colpi” degli ultimi trent’anni a Napoli: “ Non si acquista e non si vende niente: è una joint venture tra Atitech e Alenia ”. Stavolta però Lettieri ha chiarito tutto da “professore”, vale a dire illustrando a duecento tra studenti e ricercatori del politecnico il suo piano del momento: il progetto del polo delle revisioni e delle manutenzioni aeronautiche.
Progetto che sarà reso possibile dall’acquisizione di uomini e mezzi dell’Alenia di Capodichino, acquisizione che si completerà il primo giugno ma che in questi giorni è tormentata dal conflitto sindacale, a causa della contrarietà dei lavoratori Alenia a passare sotto le insegne Atitech. “ Salverò una fabbrica che fa perdere soldi all’Alenia – ha spiegato Lettieri – e sarà la seconda volta che succede, dopo aver salvato l’Atitech, che ora non ha più debiti. Sono stato – ha poi aggiunto con una punta d’orgoglio – il primo imprenditore napoletano a salvare grandi aziende napoletane”. Spiegazioni consumate durante il seminario organizzato nella sala Bobbio della facoltà di ingegneria, a piazzale Tecchio, e promosso dal dottor Antonio Ferrara, dalle associazioni Aeropolis, Aian, Aidaa, in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Industriale e con Best, l’organizzazione degli studenti di ingegneria della Federico II.
Lungo il dettaglio del progetto Lettieri. Il 16 marzo Alenia e Atitech hanno presentato ai sindacati il progetto industriale relativo all’acquisizione di Alenia Capodichino da parte della società partenopea guidata da Lettieri e il conseguente piano relativo alla creazione del polo delle manutenzioni aeronautiche: ore di lavoro triplicate e 270 nuove assunzioni entro cinque anni grazie alle committenze delle compagnie italiane e straniere. Il progetto, ormai giunto alla fase operativa, prevede un considerevole aumento delle ore lavorate, che passeranno da 400mila a 1milione all’anno. Sotto il profilo occupazionale sarà dato il via, entro il prossimo 1 giugno, al trasferimento in una “newco” di 178 lavoratori di Alenia Capodichino, che svolgeranno attività di manutenzione e trasformazione degli aerei A320, Boeing 767 e di tutte le tipologie di Atr. Si tratta di 178 lavoratori che resteranno con il contratto metalmeccanico. “ Dico agli pseudo statisti che si sono presentati davanti all’Alenia – la stoccata di Lettieri a Maurizio Landini, Valeria Ciarambino e Giorgia Meloni – che la newco è sorta per garantire la prosecuzione del regime in contratto metalmeccanico dei lavoratori Alenia, visto che i dipendenti Atitech hanno il contratto dei trasporti. Ma l’azienda sarà una.
Successivamente infatti – ha anticipato l’imprenditore – diventerà una sola società ”. La newco, una srl, è controllata al 75 % da Atitech e al 25 % da Alenia. Per quanto riguarda le attività di revisione e montaggio del velivolo militare C27J e G222, queste resteranno in Alenia Capodichino fino ad esaurimento. Dopodiché saranno trasferite in Alenia-Torino. C’è intanto un elenco di compagnie italiane ed estere, sono 16, che stanno trattando con Lettieri, il quale ha garantito tra i 10 e i 12 milioni di euro di investimenti Atitech per la riconversione degli spazi e per la formazione. Martedi riprenderà la trattativa con i sindacati, a Roma, su tutta la partita.



