ACERRA – La Città Metropolitana ha dichiarato, per la seconda volta, la proposta di PUC del Comune di Acerra non coerente con le strategie a scala sovracomunale.
Nonostante i rilievi della Città Metropolitana, e nostri, sulla precedente proposta del 2019, la Giunta comunale ha insistito nel pianificare proponendo una crescita urbanistica assolutamente insostenibile e sovradimensionata rispetto alle previsioni statistiche.
Una proposta inaccettabile in quanto finalizzata all’espansione edilizia, con un gravissimo consumo di suolo anche nelle aree agricole.
Errato anche il dimensionamento delle aree per garantire i servizi ai cittadini.
Assente la pianificazione delle aree industriali e degli insediamenti produttivi.
La bocciatura del Piano da parte della Città Metropolitana è assolutamente condivisibile. Avevamo già dichiarato che il PUC adottato violava il programma di governo e gli indirizzi del Consiglio comunale.
Occorre chiedersi quanto il ritardo nell’approvazione del PUC incida ora sulla concreta utilizzabilità da parte del Comune dei fondi PNRR.
In ogni caso, è il momento di avviare finalmente una nuova politica di urbanistica partecipata, coinvolgendo nella pianificazione del territorio i cittadini e le associazioni ed i loro rappresentanti, ad iniziare dal Consiglio comunale che non è stato fino ad oggi coinvolto nelle scelte fondamentali riguardanti il governo del territorio come invece richiesto dal Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto che, avendo avvertito per tempo, è stato facile profeta di una bocciatura che, purtroppo, modifica il giudizio su questi anni di governo: arrivare alla fine di due mandati senza uno strumento urbanistico approvato deve far riflettere tutti.
Il capogruppo Il segretario
f.to Salvatore Maietta f.to Giuseppe Candido
“Non tocca a me, nella qualità di Presidente del Consiglio comunale, fare valutazioni politiche: tocca a me ricordare agli altri due organi che la partecipazione alle scelte, soprattutto quelle generazionali, non è un optional ma dev’essere la regola per chi ha un’autentica cultura democratica” conclude Piatto.



