Per le indagini avviate sul suo conto, era stato sospeso dalla suo incarico il responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune di Brusciano, arrestato nelle ultime ore con un altro indagato di Terni. Da poco era ritornato a lavoro. Oggi la notizia dell’arresto. Il sindaco annuncia la costituzione di parte civile in caso di processo.
Pratiche truccate a favore di cittadini stranieri dietro pagamento di denaro, questa l’accusa da cui dovrà difendersi Michele Di Maio. I reati contestati sono falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si sapeva da luglio dell’anno passato che fosse finito sotto inchiesta per questioni legate al rilascio di documenti da parte dell’ufficio anagrafe di cui era responsabile. Brusciano è un piccolo comune, e la notizia della visita nei mesi scorsi degli investigatori al municipio e della sua sospensione dal lavoro era circolata velocemente all’esterno.
Nella casa comunale, non sembra che la notizia del suo arresto abbia scalfito più di tanto i lavoratori. Non ha destato più di tanto stupore, in un comunità che già si aspettava qualcosa, e nella quale serpeggia l’idea che in realtà dietro questa storia ci sia lo zampino di un componente dell’amministrazione comunale, un soggetto venuto fuori nel corso delle indagini dei carabinieri, ma nei confronti del quale, almeno per ora, non è stato spiccato alcun provvedimento.
Nel seguente video, il sindaco del Comune di Brusciano, Giuseppe Romano, rilascia le sue dichiarazioni sulla vicenda, annunciando che ad un eventuale processo l’ente si costituirà parte civile.




