La città di Pomigliano d’Arco è travolta da una delicata vicenda giudiziaria che rischia di provocare uno scossone politico di vasta portata. L’inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, vede al centro il primo cittadino Raffaele Russo, indagato per concussione aggravata con l’aggravante del metodo mafioso. A riportare gli ultimi sviluppi è «il Mattino», in un articolo firmato da Pino Neri.
A far emergere nuovi dettagli è la deposizione rilasciata dall’ex comandante dei vigili urbani Emiliano Nacar, oggi in servizio presso il Comune di Marigliano, ascoltato dal pm Henry John Woodcock. Nacar avrebbe negato di aver seguito le indicazioni ricevute telefonicamente dal sindaco per avviare controlli alla clinica San Felice, struttura privata riconducibile all’eurodeputato della Lega Aldo Patriciello. “Scelsi personalmente di non procedere”, ha spiegato l’ex comandante, smentendo così la versione di Russo e prendendo le distanze dalla condotta contestata.
Il nodo della clinica e il pressing sui dipendenti licenziati
Al centro delle accuse vi sarebbero presunti tentativi di pressione da parte del sindaco per far riassumere tre ex dipendenti della casa di cura. Le indagini si concentrano su una telefonata intercettata, ritenuta dagli inquirenti prova di un abuso di potere, con ipotetiche minacce velate legate a ispezioni forzate nella struttura sanitaria. Le parole di Nacar rafforzerebbero il quadro accusatorio, mostrando come vi sia stata una precisa volontà di non piegarsi a eventuali abusi.
Caos nel Pd locale: accuse interne e clima da resa dei conti
Intanto, la bufera giudiziaria si riflette anche sul piano politico. Nel Partito Democratico di Pomigliano, la linea di condotta nei confronti del sindaco indagato ha aperto una spaccatura profonda. Se da una parte alcune realtà associative e sindacali si schierano al fianco di Russo, la segretaria cittadina Ester Cimitile prende le distanze e condanna ogni forma di giustificazione politica a presunti reati. Ma la sua presa di posizione non è condivisa da tutti: cinque dirigenti del partito – tra cui il vicesegretario Luigi Damasco – contestano apertamente la gestione della segreteria, denunciando l’esclusione da ogni decisione politica.
Crisi politica e istituzionale: Pomigliano in bilico
La risposta della segretaria non tarda: “Quel comunicato è il frutto di una strategia interna, firmato solo da una minoranza del direttivo”. Tuttavia, il danno politico è ormai evidente. Il partito è diviso e l’amministrazione comunale appare sempre più fragile. L’indagine prosegue, così come le verifiche su altri episodi legati alla gestione pubblica. Resta da capire quanto in profondità questa vicenda intaccherà la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni. E quale sarà, alla fine, il verdetto della giustizia.



