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Pomigliano, conferenza stampa del Pd: “Il presidente del consiglio comunale va rimosso”

“E’ inadeguato”, stigmatizza il gruppo dei democratici. Ombre gettate anche sui conti del comune.

Ieri sera, nella Casa del Popolo di Pomigliano, c’è stata la conferenza stampa del gruppo consiliare del PD sul consiglio comunale di venerdì scorso. Gli esponenti del Partito Democratico hanno fatto sapere che faranno ogni sforzo per far rimuovere dall’incarico l’attuale presidente dell’assemblea cittadina, Maurizio Caiazzo (Udc), che dal microfono dell’assise ha dato più volte dello stupido al capogruppo dem Michele Tufano. Inoltre, ma non è cosa secondaria, gli esponenti politici hanno gettato una serie di ombre sulla gestione finanziaria della municipalità, oltre a esprimere di nuovo la solidarietà al giornalista Pino Neri ( chi vi scrive ) per l’annuncio di una querela contro di lui a proposito di un articolo sulla camorra, annuncio pubblico fatto dal sindaco Raffaele Russo proprio durante i lavori del consiglio.

Ecco il resoconto della conferenza:

Il capogruppo Michele Tufano ha iniziato col parlare delle troppe incongruenze nella presentazione dello stato contabile del comune:  “Il 96 per cento di tutto quello che il comune spende lo abbiamo pagato noi direttamente attraverso le casse comunali. Su ogni cittadino di Pomigliano pende una pressione fiscale annuale di 600 euro. E la spesa ci concentra su feste e festicciole. Peraltro solo Pomigliano Jazz ha un modesto ritorno. Al Pizza Fest, che il comune finanzia, la pizza viene pagata due volte: prima di entrare e dopo. A ogni modo il bilancio comunale non è in disavanzo perché si fonda sui residui attivi. Ma la situazione dell’ente è complicata in termini generali. Sulle spese, poi, non si capisce. Sulla spesa in conto corrente non c’è una spesa più certa di quella per il personale. Ma noi sforiamo la previsione su questa voce di 600mila euro. E la voce “prestazione servizi”? Sforamento di 7milioni di euro.  Inoltre,  le macrovoci sulla polizia locale:  ci sono 455mila euro stanziati ma non spesi, di cui 107mila sono per acquisti. Poi devo vedere che da oltre un anno le motociclette sono rotte? La cultura: sulle biblioteche hanno stanziato pochissimo, somme ridicole. La manutenzione:  sulle spese di ordinaria manutenzione loro avevano stanziato 1milione e 200mila, di cui 950mila per interessi passivi. Gli altri nemmeno li hanno spesi. In questo caso la base dovrebbe essere di fare un buon intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria nel rione della ricostruzione, la 219. Qui paghiamo oltre 100mila euro all’anno per lo studio “Cioccolanti” che si deve occupare della vendita della 219.  Ma loro, la maggioranza,  mi rispondono così: “Quelli della 219 non si meritano nemmeno i 15mila euro che stanziamo”. La progettualità:  tutti i progetti per un motivo o per un altro non sono partiti. Tra la menzogna e l’incapacità non so cosa sia peggio”.

Il consigliere Angelo Toscano si è quindi soffermato sui dettagli dei conti :” Sul preventivo le fonti di finanziamento sono ordinarie. Ci hanno accusato di essere tristi denigratori ma io non riesco a essere felice se penso che per i prossimi 30 anni noi e i nostri figli saremo costretti a pagare ratei, mutui. Dovremmo essere felici se pensiamo che i revisori hanno approvato i conti, a differenza di quanto accaduto la volta scorsa, quando si espressero negativamente, anche se quello loro è solo un parere formale. Un altro problema: non c’è traccia del finanziamento europeo di 8milioni di euro per il Parco di Città.  Tra il dup e il previsionale c’è poi un’incongruenza. L’amministrazione dichiara di razionalizzare l’organico del comune e di introdurre  più tecnologia. Però ci sono ancora 28mila euro  all’anno di spese postali, per tre anni. E per la formazione sono previsti 40mila euro, per nuovi software gestonali però, ma non per la formazione dei dipendenti. Un altro elemento contradditorio è quello della sicurezza urbana. Nel dup l’amministrazione dichiara che intende perseguire una rete integrata. Cardine di questa rete: la polizia municipale. Intanto  non vi è un euro in termini di competenza per il 2016.  Allo stato attuale ci sono 11 telecamere fisse e 3 mobili in città. Ma quelle di viale Alfa sono tutte posizionate verso l’alto. Anche le altre non so se funzionino.  Ergo: non c’è programmazione nella redazione del bilancio previsionale. Le feste, le iniziative popolari :  Pomigliano Jazz vive dei  fondi Fesr. Per le altre iniziative  ci sono 220mila euro di fondi comunali. Con queste tasse paghiamo 2 volte il Pizza Fest, peraltro ospitato gratuitamente presso il parco pubblico.  Invece queste manifestazioni potrebbero essere finanziate con le sponsorizzazioni, allo scopo di attuare una politica di lotta al contrasto della povertà. L’inquinamento:  la voce di spesa previsionale è pari a zero, non c’è. Ci sono stati degli interventi ma questi derivano comunque da una mancanza di programmazione.  Noi avevamo proposto una variazione  di spesa di 100mila euro per questo grave problema.

Il consigliere Giovanni Russo: “L’obiettivo principale del consiglio comunale di venerdi scorso era di catalizzare l’attenzione sulle politiche sociali, sulla povertà, sulla difficoltà, con un emendamento finalizzato.  L’altro tema era quello della cultura. In questo senso avevamo posto la questione del museo della memoria: un museo abbandonato.  Ma la comunità continuava a pagare le spese telefoniche della struttura anche se questa è inutilizzata . Poi su insistenza nostra e del M5S il comune ha rescisso il contratto. Però resta il problema del rilancio.  Il museo aveva una logica di carattere pedagogico. Ma l’assessore ci ha presentato cifre impressionanti per rimetterlo in sesto. A questo punto devo pensare che non c’è progettualità in quest’amministrazione. Bisogna avere la capacità di muovere più soggetti ma non ci sono spese chiare. C’è per esempio la polemica sulla fondazione Imbriani: è  stata “deformata” la fondazione . Ha una vocazione completamente diversa. Si limita a organizzare attività pseudoculturali, o paraculturali. Probabilmente quell’organismo serve ad altro. Avevamo pure trovato 100mila per il museo della memoria. Ma non è proprio nelle corde di chi gestisce oggi la cultura a Pomigliano. Intanto la comunità vuole sapere. C’è una forbice tra quello che viene stanziato e quello che viene effettivamente speso. L’altro problema di fondo è che non c’è consapevolezza da parte di quest’amministrazione di dover essere chiari”.

Il consigliere Michele Caiazzo: “Oltre alla discussione sul bilancio volevo ribadire la solidarietà al giornalista  Pino Neri. Quando ho amministrato non mi sono mai permesso di comportarmi in questo modo con lui, annunciando addirittura una denuncia contro di lui in consiglio comunale.  L’impressione che si ha è che non si regga il confronto. Abbiamo notato che loro non leggono le carte che sono in approvazione in consiglio comunale. E la prova che non reggono il confronto è che non hanno un progetto di intervento sulla città. Le uniche cose che vanno avanti sono quelle che anni addietro sono state programmate, senza nemmeno, dopo vent’anni, premurarsi di fare una rielaborazione. Intanto quali sono le nuove emergenze ? Ci vuole un piano di contrasto alla povertà. Si tenga presente che il governo ha iniziato a stanziare un miliardo di euro per questo gravissimo problema. Inoltre,  l’igiene urbana, la cura del verde: in alcune zone di Pomigliano si pulisce e si fa manutenzione ma in altre no. Nel frattempo i canali di raccolta delle acque pluviali sono ostruiti. Ma voglio tornare sul Museo della Memoria: è una vergogna che sia abbandonato. Non è costato un soldo alla comunità. E’ stato realizzato con i fondi europei ed è stato intitolato a Vincenzo Pirozzi, caduto nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Sullo sfondo c’è una situazione contabile assurda: per quanto riguarda i revisori dei conti dico che dovrebbero approfondire di più e non parlare in bizantino. Dulcis in fundo devo necessariamente esprimere una posizione precisa sugli incidenti nel consiglio comunale.  Su un punto del bilancio di previsione la maggioranza non aveva il numero legale. Erano rimasti in sette. A quel punto il presidente del consiglio ha dato dello stupido al nostro capogruppo. Io allora ho chiesto attraverso Giovanni Russo di farlo rinsavire. Ma la sua risposta è stata forse più grave. Il presidente del consiglio comunale ha preferito offendere i principi più elementari dell’educazione e ha abdicato al suo ruolo di garante delle opposizioni. Quello che è accaduto è la certificazione, la prova, che questa persona non è idonea a svolgere la sua funzione di presidente dell’assemblea cittadina, una responsabilità che è stata affidata a una persona che evidentemente non è in grado di ricoprire quell’incarico di garanzia. Infine,  di nuovo a proposito delle finanze pubbliche : quando c’è un comune che al 96 per cento fonda la spesa sulle proprie casse non bisogna fare feste e festicciuole, finanziare questo o quello a seconda delle circostanze. Questi eventi con la cultura non hanno nulla a che vedere. La festa della pizza non ha nulla di culturale. Non capisco perché la povera vecchietta pensionata debba pagare due volte una pizza, prima e dopo. Ma questo mio non è un attacco alla festa della pizza: si tratta di finanziare queste cose diversamente”.

Giovanni Russo sugli incidenti di venerdì: “Un uomo che ha una ventina d’anni d’esperienza in quell’assise non può comportarsi in quel modo. Questo soggetto più volte è andato al di là di quello che è lecito. Se noi avessimo fatto passare la cosa lui sarebbe stato recidivo anche perché negli ultimi tempi c’è stata una recrudescenza di quei comportamenti.  Se noi non avessimo fatto la scelta di abbandonare l’aula Caiazzo avrebbe acquisito un senso d’impunità: in otto-nove casi ci siamo trovati di fronte a una situazione di questo genere”.

Tufano a proposito dei prossimi passi sul fronte del ripristino dell’ordine democratico in municipio : “Noi pensiamo che questa non debba diventare una vicenda personale. La scelta della querela a Caiazzo è una sciocchezza. Perchè la trasformerebbe in una vicenda personale. Il fatto invece  è politico. E’ in sede politica e istituzionale che vogliamo intervenire”.

Michele Caiazzo conclude così: ” La questione non sarà “diplomatizzata”. Quella persona non può fare il presidente del consiglio comunale. Un presidente non può rivolgersi in quel modo a Tufano, e come a Tufano ai Cinquestelle. E anche il sindaco nel consiglio ha gli stessi diritti e doveri dei consiglieri. Voglio infine ricordare un fatto relativo alla retata dei camorristi del clan D’Avino di Somma Vesuviana:  tra i rastrellati è finito anche un esponente del clan che è residente nella nostra “grande isola felice” di Pomigliano “.

 

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