Si conclude con un nulla di fatto in Consiglio regionale per l’interpellanza sulla riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Pollena Trocchia.
Erano i primi di gennaio quando l’ospedale di Nola diventava il centro di una gogna mediatica che mostrava lo scandalo di posti letto insufficienti e medici costretti ,loro malgrado, a curare i pazienti persino sul pavimento dell’unica struttura in grado di coprire le necessità della maggior parte delle zone vesuviane. La questione sollevava la problematica riapertura dell’ospedale Apicella , chiuso dall’agosto del 2011. Arrivava così con una nota congiunta di alcuni consiglieri comunali del Vesuviano la richiesta alla regione di intervenire per risolvere la mancanza di assistenza per una popolazione abbandonata a se stessa. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino annunciava così la mozione in Consiglio regionale per la riapertura della struttura e le dichiarazioni a caldo sono giunte proprio a seguito dell’incontro del 31 gennaio. Essenzialmente una discussione mai terminata «E’ scandaloso che il Consiglio regionale per mancanza di numero legale abbia evitato di esprimere un voto sulla mozione del Movimento 5 Stelle – attacca difatti Ciarambino – i cittadini sapranno farsi un’idea su coloro che non li rappresentano.
La sanità che conoscono i cittadini campani è ben diversa da quella illustrata dal presidente De Luca nella sua brochure patinata, pagata con soldi pubblici, dove compaiono foto con reparti liberi dalle barelle, con l’ospedale del Mare aperto e funzionante, con i pazienti ed i medici sorridenti e felici. Un racconto da fiaba che tarocca la realtà, falsificandola. La nostra mozione parte da un’immagine che ha fatto il giro di tutti i media italiani – spiega il capogruppo – quella di pazienti adagiati su coperte distese sul pavimento nel pronto soccorso dell’ospedale di Nola. A differenza del presidente De Luca, impegnato nella sua principale attività di governo, il taglio di nastri, che preferisce liquidare i gravissimi fatti come sciacallaggio – aggiunge – noi del M5S vogliamo che le condizioni dell’assistenza sanitaria dei campani migliorino e che scene come quelle di Nola non abbiano mai più a ripetersi. E’ impensabile rispondere alla domanda di assistenza sanitaria di 600mila abitanti, provenienti anche dall’Agro Sarnese, dal Vesuviano, dall’Avellinese, dall’Acerrano – prosegue – solo con il pronto soccorso dell’ospedale di Nola»
Non si è fatta attendere la risposta della consigliera Pd Loredana Raia che chiede: «Maggiore coerenza e soprattutto serietà quando si scrive una mozione. Se la sanità in Campania è commissariata ed il commissario non è il presidente della giunta regionale, è del tutto evidente che il Movimento 5 Stelle abbia sbagliato il destinatario della mozione sulla riapertura del pronto soccorso di Pollena Trocchia. Ho visitato più volte con altri colleghi del gruppo consiliare l’ospedale Apicella – ha ricordato Raia – ho discusso con gli operatori sanitari, i pazienti e con la direzione generale. È chiaro che il caso Nola sia diventato facile preda per tutti quelli che ricercano, più che soluzioni vere ai problemi, l’amplificazione degli stessi per addossare responsabilità a destra e a manca, pur di guadagnarsi un momento di gloria, incuranti che tale atteggiamento possa finire per aggravare le prospettive stesse della sanità in Campania.
Bisogna avere rispetto per chi opera spesso in condizioni difficili e ancor di più per chi soffre e spera di poter ricevere le cure più tempestive ed efficaci possibili. In questi mesi ci siamo confrontati con i direttori sanitari e aziendali del presidio e abbiamo registrato con soddisfazione, già molto tempo prima dell’emergenza dei primi di gennaio, la disponibilità della direzione generale ad elevare la complessità assistenziale, potenziando le specialistiche di cardiologia e anestesia, per offrire, con un servizio di PSAUT avanzato, una risposta concreta e praticabile in tempi brevi» ha concluso l’esponente Pd.



