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Ottaviano tutta, in nome della sua devozione e della sua storia, vuole che la Chiesa della Madonna del Carmine diventi un Santuario

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Lo chiedono, ha detto don Antonio Fasulo nel convegno di giovedì 11, la fede e la storia della città e i prodigi della Madre del Carmelo.Siamo certi che il clero e il sindaco avv. Luca Capasso faranno in modo che anche questo antico desiderio degli Ottavianesi si realizzi. La Confraternita dell’Angelo Custode ha ospitato una splendida manifestazione, in cui gli Ottavianesi sono stati i veri protagonisti, come sempre accade quando si parla dei Patroni della città.

 

Nel convegno che giovedì sera si è tenuto nella Confraternita dell’Angelo Custode e che Francesco Gravetti ha presentato con la consueta sapienza il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, ha parlato dell’attenzione dell’Amministrazione per la tutela della storia e delle tradizioni della città; l’assessore alla cultura dott.ssa Virginia Nappo ha garantito il suo sostegno a tutte le iniziative che mirino a promuovere  il culto delle bellezze di Ottaviano; la prof.ssa Giovanna Andreoli, presidentessa dell’ “Archeoclub”, ha delineato il progetto di un interessante percorso culturale che coinvolgerà anche le scuole; Lorenzo Pisanti, in qualità di Priore, ha assicurato la disponibilità assoluta della Confraternita dell’Angelo Custode ad ospitare incontri e convegni dedicati alla storia religiosa e civile della città;  don Vittorio Garzone, che al momento amministra anche la parrocchia di San Giovanni, ha dato testimonianza di quanto profonde siano a Ottaviano le radici del culto della Madonna del Carmine; don Antonio Fasulo si è dichiarato orgoglioso di aver promosso, dieci anni fa, la solenne cerimonia in cui il cardinale Comastri incoronò la statua della Madonna, proclamando la Vergine del Carmelo Compatrona, con San Michele, della città di Ottaviano e realizzando un desiderio che gli Ottavianesi tutti avevano pubblicamente espresso già da tre secoli  e che, in misura sempre più intensa, ha segnato la storia tutta della città.

Don Antonio Fasulo ha concluso il suo intervento, esortando gli Ottavianesi a custodire gelosamente il culto secolare della Madonna del Carmine, e, rivolgendosi al Sindaco e ai presenti, ha ricordato che un altro progetto “deve” essere realizzato: la Chiesa del Carmine merita di diventare Santuario. .Non so descrivere la natura dell’applauso che le parole di don Antonio Fasulo hanno fatto scrosciare: c’erano in quell’applauso consenso, gioia, commozione, devozione. Carmine Cimmino ha raccontato i prodigi che nel 1660 e nel 1701 la Madonna ha compiuto per difendere gli Ottajanesi dal Vesuvio e ha fatto cenno alle storie inedite delle “penitenti”, della benedizione delle vigne e delle “erbe” del Vesuvio, della protezione che la Vergine del Carmelo garantiva, dalla Sua Chiesa di Ottajano, anche contro i malefici delle “magare” e delle “fattucchiare”: insomma, Cimmino ha fatto in modo che tutti “sentissero” che le relazioni tra il culto della Madonna del Carmelo e la città di Ottaviano sono ancora più complesse e vaste di quanto si pensi, e che dunque è giusto e necessario che la Chiesa del Carmine diventi Santuario.L’oratore ha anche fatto notare, in chiusura, che, essendo la Madonna del Carmine compatrona di Ottaviano, del Suo culto si può parlare in qualsiasi sede, e non solo nella Sua Chiesa: del resto, nel 2009 il card. Comastri La incoronò in piazza San Michele, davanti alla Chiesa dell’Arcangelo.

Sono certa che Carmine Cimmino dedicherà un suo articolo agli inediti documenti trovati negli archivi; a me interessa sottolineare l’attenzione e la partecipazione del pubblico, in cui erano rappresentati tutti i gruppi sociali, e che si esercitava visibilmente nello splendido gioco della rimembranza ogni volta che gli oratori citavano fatti e nomi di un passato che non è stato dimenticato, perché ha lasciato in tutti segni indelebili: don Pietro Capolongo, la processione del18 luglio del1943 sotto la minaccia dei bombardamenti anglo-americani, don Luigi Pisanti, il prof. Francesco D’Ascoli, i Saggese, gli Scudieri, i Guastaferro. Alla fine della convegno, mentre Carmine Cimmino continuava a rispondere, in piazza, alle domande dei presenti, due signore si sono avvicinate, e gli hanno chiesto di dedicare una manifestazione alla memoria di don Pietro Capolongo.

Giovedì sera gli Ottavianesi hanno voluto dimostrare agli scettici e ai pessimisti che essi amano la loro storia, che la conoscono, e che vogliono conoscerla ancora più profondamente. E anche questo è un “segno”.