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Ottaviano consacra una grotta nella Valle delle Delizie alla Madonna di Lourdes

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Il sindaco, Luca Capasso, il consigliere Vincenzo Caldarelli, i parroci della città, realizzando un progetto formulato da un gruppo di cittadini, hanno consacrato alla Madonna di Lourdes una delle grotte del Somma in cui si rifugiavano i contadini sorpresi dalla pioggia e trovarono ricovero molti Ottavianesi durante i terribili giorni di guerra del 1943. Il sindaco e Carmine Cimmino vedono nella consacrazione la conferma del legame indissolubile che unisce la storia di Ottaviano alla Montagna.

 

Gli Ottavianesi sono fatti così: sentono il fascino di certi progetti e si fermano solo quando li hanno trasformati in realtà. Sabato 16 hanno consacrato alla Madonna di Lourdes la prima delle grotte che si aprono nei dirupi e nei contrafforti lungo la strada che porta alla vetta del Somma e ai sentieri del Vesuvio. La grotta sta poco lontano dal Palazzo Medici, quasi a rappresentare simbolicamente, con la dimora dei principi, i due valori costitutivi dell’identità ottavianese. La cerimonia di consacrazione è stata sobria, e anche commovente, perché le molte persone presenti hanno “sentito” istintivamente che la Madonna di Lourdes rende ancora più profonda e più intensa la suggestione di sacralità che la Montagna ispira agli Ottavianesi, soprattutto a quelli di una certa età. Il sindaco, avv. Luca Capasso, ha fatto notare che la Madonna “guarda” e protegge una strada che l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio considera di fondamentale importanza nel disegno di un ambiente e di un paesaggio ricco di tesori naturalistici,e continuamente minacciato da chi non ama la Natura. Il sindaco ha ricordato ai presenti che la Città Metropolitana ha stanziato somme di danaro importanti per completare il sistema di illuminazione della strada e per incominciare a mettere in sicurezza i sentieri che da essa si dipartono per entrare nelle selve e nei boschi delle Carcave. Davanti alla grotta non ci sono né cancelli né altri sistemi di protezione: il sindaco ha giustamente sostenuto che il luogo deve essere tutelato e protetto dai cittadini tutti, e dai valori stessi che esso rappresenta.

Il consigliere comunale Vincenzo Caldarelli, che ha saputo organizzare le intenzioni e l’impegno del gruppo di cittadini promotore dell’iniziativa, ha espresso l’augurio che tutti coloro che salgono in Montagna, a piedi, in bicicletta, in auto, passando davanti alla grotta, che ora ha un nome, Grotta del Rifugio, siano sollecitati a recitare una preghiera, a fare una riflessione, a cogliere quelle note spirituali che la Natura incontaminata, e carica di storia, suggerisce. Anche il consigliere Caldarelli ha espresso, come il sindaco avv. Capasso, l’augurio che l’amore, la fede e la civiltà dei cittadini ottavianesi proteggano la sacra immagine e il luogo e lo trasformino, a poco a poco, in un simbolo della cultura religiosa.

Carmine Cimmino ha ricordato che anche il culto della Madonna di Montevergine, che è tradizionalmente collegato alla Montagna, nasce solo alla fine dell’Ottocento, quando una importante famiglia ottajanese fece costruire tra i querceti una cappella per una statua della Madonna Nera che era stata trovata in un antico palazzo di Ottajano. La consacrazione della Grotta alla Madonna di Lourdes, ha detto Cimmino, ha un’importanza non solo religiosa, ma anche culturale, perché rende chiaro a tutti che il destino di Ottaviano è indissolubilmente legato alla sua Montagna, da sempre: nei giorni bui dell’eruzione del 1906, quando anche le autorità temevano che la città non sarebbe più risorta, Matilde Serao chiese “ Perché sei tornato?” a un contadino che cercava tra le rovine i resti della sua povera casa  E il contadino le rispose: “Perché torno? Perché questa è la mia terra, qui ci sono le mie viti, qui sono seppelliti i miei morti.”. La Grotta del Rifugio e la Madonna di Lourdes sono la conferma di una vocazione e di una completa consapevolezza storica. Nella Grotta del Rifugio e nelle altre grotte delle prime pendici del Somma si rifugiavano i contadini per ripararsi dalla pioggia, e trovarono ricovero molti Ottavianesi nel 1943, quando la città subì prima l’attacco degli aerei anglo-americani, e poi quello dei Tedeschi di Hitler, che diedero alle fiamme i quartieri di San Lorenzo e di San Giovanni.

Don Michele Napolitano, circondato dagli altri parroci di Ottaviano, ha benedetto la statua e la grotta, tra gli applausi dei presenti. Panifici, ristoranti, pasticcerie e aziende vinicole della città hanno offerto  un ricco buffet, per ricordare a tutti che il rito religioso è sempre una festa.