Alla sbarra gli imputati Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale. Il muratore ucraino fu ammazzato mentre tentava di sventare una rapina al supermercato Piccolo di Castello di Cisterna.
Hanno scelto il rito abbreviato i presunti killer e i due complici, Emiliano Esposito e Mario Ischero. Dovranno rispondere dell’assassinio di Anatoliy Korol avvenuto il 29 agosto del 2015, oltre che di rapina, ricettazione e porto abusivo d’armi da fuoco. Le posizioni dei due presunti complici sono invece differenti: Esposito dovrà rispondere dinanzi ai giudici del Tribunale di Nola di concorso in omicidio e ricettazione, Mario Ischero soltanto di concorso in rapina. La moglie di Anatoliy, Nadiya, si è costituita parte civile insieme alle due figlie. La donna vive oggi a Pomigliano d’Arco e ha trovato lavoro grazie a Michele Piccolo: è impiegata infatti al banco di prodotti da forno della sede di via Starza a Sant’Anastasia.
I presunti killer oggi alla sbarra furono presi pochi giorni dopo l’omicidio che ebbe, sette mesi or sono, un risalto mediatico degno di nota, proprio per il gesto definito «eroico» dell’ucraino che decise di rischiare la vita pur di sventare una rapina che si stava consumando davanti ai suoi occhi. Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale (detto Gemellino), rispettivamente 32 e 20 anni, hanno cognomi diversi ma stessi genitori e sono soprattutto degni discendenti di un padre pluripregiudicato considerato il boss delle case popolari della 219, il rione Cisternina. Una volta arrestati hanno iniziato a collaborare e stando al loro racconto è Gianluca che ha materialmente sparato ad Anatoliy con due colpi di pistola per aiutare il fratello che era impegnato in una colluttazione con il muratore che lo aveva atterrato bloccandolo da dietro.
Insomma, sarebbe stato il «Gemellino» a colpire prima Anatoliy con una penna e poi a sparare per liberare il fratello dalla morsa con la quale il coraggioso ucraino stava tentando di fermarlo. L’operaio eroe, lo hanno definito poi.
Marco e Gianluca sono figli di Ianuale e di Nunzia Di Lorenzo ma a causa di complicate vicende familiari uno dei due non fu riconosciuto dal padre.
Da oggi dovranno raccontare nuovamente tutto dinanzi ai giudici, di quel giorno fatale e di quelli successivi che hanno visto i carabinieri da subito sulle loro tracce, traditi poi dalle intercettazioni telefoniche e dalle videocamere del supermercato.







