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Non piangere più per i disastri

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Il terremoto una lezione per il futuro.Da Italia Nostra un appello alla mobilitazione contro le  inadempienze.  

Immaginiamo che ogni cittadino si rivolga al proprio Sindaco per chiedere sicurezza  per il territorio. Cosa  succede ? E se tutti ,collettivamente, esigiamo che gli amministratori locali applichino gli articoli 9 e 32 della Costituzione sulla tutela del paesaggio e del patrimonio storico. Cosa ne viene ?  Interrogativi  che cinque mesi dopo le scosse di terremoto nel centro Italia reclamano  risposte all’altezza della situazione. Si è  scritto di ritardi, piani territoriali inesistenti o inadeguati,di Protezione civile da potenziare, ma anche di di angeli della salvezza, di eroi del nostro tempo  e via dicendo. Non è mancato l’allarmismo. Non è mancata la retorica. Come sempre la verità sta nel mezzo. In quella capacità collettiva di prevenire  gli accadimenti.  Ma poi ci  consoliamo con il   dipende dagli altri. In un Paese che “in tempi normali”  conta migliaia di eventi catastrofici e centinaia di vittime. Secondo Italia  Nostra siamo, invece, al punto in cui a mettere in moto le cose devono essere i cittadini. In prima persona. Sono loro che devono chiedere ai sindaci e alle loro  strutture  di sbrigarsi e non rimandare. Di prevenire e non soccorrere dopo. Perché  il modo migliore di onorare le vittime e  coloro che accorrono  nei  disastri,  è di impegnarsi per evitare che eventi luttuosi di ripetino. Di fatto, superata l’emergenza,   le critiche hanno preso più strade. Quella delle Province che, sebbene smantellate,non gestiscono la viabilità;dell’Enel che  nell’emergenza non assicura le forniture elettriche ; delle Regioni per le falle nei piani idrogeologici ; dei  Comuni per gli strumenti urbanistici inadeguati. Critiche che celano amarezza per un Paese ideale che in realtà non c’è. Ci si affida alle parole del presidente della Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, per il quale chi accusa dei ritardi i controlli della burocrazia , vuole avere le mani libere. Dal basso si sogna una classe dirigente seria e competente. Quella di cui – dice Italia Nostra – da troppo tempo si lamenta la scarsità. Niente di più vero, almeno sotto il profilo dell’impegno e della dedizione . Non si può vivere solo con gli eroi. Lo sconforto  fa breccia nella determinazione di tutelare le vite umane da terremoti, alluvioni,slavine, smottamenti. Non ne prenderà il posto perché la voglia di farsi sentire e difendere l’ambiente in cui si vive è contagiosa.Attraversa generazioni e plana sui sentimenti. Ma per restare con i piedi in terra, potenziare l’Istituto nazionale di geofisica , aggiornare le mappe territoriali, combattere gli abusi edilizi , il consumo del suolo, ascoltare i cittadini,  viene prima – molto prima- del riparare i danni e delle messe solenni.

 

 

 

 

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