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Napoli, elezioni: scendono in campo i licenziati Fiat

Il “Perché la democrazia è partecipazione” 

Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella e Massimo Napolitano sono operai della Fiat di Pomigliano ma sono stati licenziati due anni fa per aver esposto davanti al reparto logistico di Nola un manichino impiccato a una forca, un fantoccio raffigurante Sergio Marchionne. E’ stata una protesta di quelle eclatanti per protestare simbolicamente contro i suicidi e i tentati suicidi di alcuni cassintegrati Fiat. Da allora non hanno fatto più rientro in fabbrica gli esponenti del Comitato di Lotta Cassintegrati e licenziati. Ora però si riaffacciano alla scena politico-sindacale. Come ? Con una lista elettorale. Hanno infatti annunciato l’intenzione di presentare una lista alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Napoli.

Ecco il loro manifesto-appello:

Scusate il ritardo, la rivoluzione e’ fatta anche di silenzio in certi momenti….ORA CI SIAMO!!!
LA DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE…il potere deve essere operaio
Gli operai vogliono partecipare alle elezioni comunali a Napoli con una propria lista. I cinque licenziati FIAT, operai della FIAT di Pomigliano e del polo logistico di Nola, operai ed operaie precari e operai disoccupati, hanno costituito una lista da presentare alle elezioni prossime elezioni comunali. E’ una lista “aperta” in cui si possono presentare altri operai e disoccupati che vogliono partecipare.
Perché presentarci direttamente come operai?
Ogni cinque anni c’è la farsa delle elezioni. Gli operai sono sistematicamente esclusi. Nessun partito li rappresenta. A volte, nei partiti c’è la presenza di qualche operaio come “fiore all’occhiello”, ma in queste formazioni alla fine non contano nulla.
Noi non crediamo a questa farsa delle elezioni, ma vogliamo utilizzarla. Gli operai oggi non hanno visibilità. Non hanno ascolto. Nel silenzio generale vengono super sfruttati nelle fabbriche grandi e piccole. Chi si ribella viene licenziato. La magistratura del lavoro sempre più spesso conferma le decisioni del padrone.
Le regole della democrazia non superano i cancelli delle fabbriche!
In questa situazione utilizziamo la farsa delle elezioni per poter dire la nostra, per denunciare la condizione da schiavi che vivono gli operai, per dire che agli operai il diritto di critica è negato.
Non abbiamo nessuna illusione sulle istituzioni. Per gli operai sono organismi nemici e servi schiocchi dei Marchionne. Servono solo per eleggere ogni cinque anni il comitato d’affari dei padroni e delle classi benestanti.
Noi vogliamo essere solo un megafono per gli operai e per tutti i diseredati di questa società.
Per presentare la lista servono cinquecento firme.
Noi facciamo appello ai compagni di Napoli affinché queste cinquecento firme siano raccolte.
Noi siamo quelli dei picchetti alla FIAT. Quelli della gru a piazza municipio. Del concerto di solidarietà per i licenziati FIAT a piazza Dante dove oltre 100 artisti insieme a Daniele Sepe hanno detto no ai licenziamenti politici. Siamo quelli che hanno partecipato alle lotte contro le speculazioni a Bagnoli, a fianco degli studenti, dei disoccupati, del sindacalismo di base. Al fianco degli operai di Melfi, Cassino, Mirafiori, spalla a spalla con i facchini della logistica, comunque
sempre in prima fila con gli sfruttati.
Chiamiamo in causa direttamente i disoccupati, gli operai, gli studenti, i compagni dei centri sociali, tutti quelli con cui siamo stati fianco a fianco in questi anni nelle lotte e le mobilitazioni contro i padroni.
La lista degli operai deve essere presentata. Le cinquecento firme devono essere raccolte.

(Fonte foto: rete internet)

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