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Museo del Motore a Pomigliano: si parte con Leonardo e Avio Aero

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Ieri è iniziata la due giorni che si è conclusa oggi con la premiazione dei vincitori del concorso di idee e  la visita dei rifugi antiaerei nel sottosuolo delle fabbriche                                    

 

L’anno prossimo, cioè tra appena due settimane, il polo industriale di Pomigliano compirà cento anni. Ma a un secolo dalla sua nascita qui ancora non esiste luogo che ne celebri la storia. Nessuno ha mai pensato di realizzare un museo dell’industria e del motore nella città delle fabbriche disegnata nel 1938 a forma di aeroplano dall’architetto milanese Alessandro Cairoli, urbanista di Mussolini. Ora però  il Comune vuole  imprimere una svolta .  Il sindaco, Gianluca Del Mastro, ha voluto una due giorni di incontri organizzati nel consiglio comunale e nello stabilimento Avio Aero, prima grande fabbrica del polo sotto insegna Alfa Romeo, anno 1939. La sensazione dunque è che si faccia sul serio nella prospettiva della creazione del museo e di una più ampia rete di servizi connessi e in grado di fungere da volano turistico del territorio. Dal canto loro le grandi aziende promettono pieno appoggio. Leonardo e Avio Aero, ieri, nella sala del consiglio comunale, hanno assicurato il loro aiuto al sindaco Del Mastro.

C’è un archivio storico nella Leonardo, fabbrica di 3mila addetti che produce il velivolo Atr, componenti Boeing e tecnologia ingegneristica. Si tratta di un patrimonio di oltre cinquant’anni di documenti che potrebbero far parte di un percorso museale. “Lo stabilimento Leonardo – promette il direttore dell’impianto, Biagio Passaro  – una volta superate le regole sulla proprietà intellettuale potrà mettere a disposizione l’archivio”. Ma l’obiettivo è anche di aprire le porte delle fabbriche. “Questo si potrà fare attraverso accordi appositi – anticipa Giovanni Arbia, di Avio Aero – l’opportunità che vediamo è di condividere la storia con tutti”. E’ nei terreni dell’Avio Aero che iniziò la storia dell’industria di Pomigliano. I primi piccoli insediamenti produttivi nacquero nel 1923. Sedici anni dopo aprì la grande fabbrica di motori aeronautici, l’Alfa Romeo. Durante la guerra fu scavata sotto lo stabilimento una lunghissima rete di rifugi antiaerei che oggi pomeriggio i responsabili dell’impianto faranno visitare agli addetti ai lavori che si stanno apprestando a realizzare il progetto del museo. “Sulle pareti dei rifugi ci sono ancora le scritte lasciate dai soldati tedeschi e americani – racconta il sindaco Del Mastro – l’archivio storico della Leonardo e i rifugi antiaerei arricchiranno il museo”. Stamattina nell’Avio Aero l’assessore regionale al lavoro e alle attività produttive, Antonio Marchiello, presiederà la consegna dei premi per i vincitori del concorso di idee-progetto bandito dal Comune per il museo dell’industria e del motore. Un concorso reso possibile dai 300mila euro messi a disposizione dalla Regione grazie a un emendamento firmato dalla vicepresidente del consiglio regionale, e pomiglianese doc, Valeria Ciarambino.

“Danaro che sta servendo all’intera fase di avvio del progetto ma faremo il possibile – l’annuncio di Ciarambino – per intercettare tutti i prossimi finanziamenti”. Anche la Città Metropolitana ha preannunciato sostegno. “Sono qui su mandato del sindaco Gaetano Manfredi– conferma Salvatore Cioffi, consigliere delegato della Città Metropolitana – sosterremo questo piano con tutte le nostre forze”. Stessa promessa anche da parte di Giorgio Volpe, vicedirettore di Unindustria Napoli: “Il museo sarà parte di una città che lo necessita”. L’idea è di coniugare cultura e promozione del territorio. “Il turismo legato ai percorsi museali industriali registra circa 4milioni di presenze all’anno: lo faremo presente al  governo”, sottolinea Danilo Moriero, segretario di “Città del Motore”, la rete dei 35 comuni italiani di cui Pomigliano fa parte. C’è però chi punta soprattutto all’obiettivo culturale. ” Lo scopo è donare e alimentare conoscenza”, puntualizza Nadia Barrella, docente dell’università Vanvitelli . individuata la struttura: l’edificio che ospiterà il museo è il capannone di una fabbrica dismessa, di fronte all’Avio Aero.

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