Sono ripresi i controlli sui cantieri gestiti da Gori e dalle sue ditte subappaltatrici a seguito dell’ennesima frana avvenuta il 13 maggio in località Faibano, nel territorio di Marigliano. L’episodio ha riacceso i riflettori sulle condizioni di sicurezza dei lavori pubblici e, in particolare, sui numerosi cantieri lasciati in stato di abbandono o privi delle necessarie misure di protezione per cittadini e automobilisti.
Nella giornata del 13 maggio, la polizia locale è intervenuta prontamente dopo la segnalazione di un nuovo cedimento del manto stradale. Gli agenti, guidati dal Maggiore Emiliano Nacar, hanno effettuato i rilievi e sono riusciti a risalire con precisione alla ditta subappaltatrice incaricata da Gori per la realizzazione dei lavori nella zona. È emerso che il cantiere era stato lasciato senza recinzioni, segnaletica o altre misure di sicurezza, mettendo a rischio l’incolumità dei residenti e degli utenti della strada.
A seguito dell’intervento, è stata elevata una sanzione amministrativa di 900 euro alla ditta responsabile e sono state immediatamente avviate le operazioni per la messa in sicurezza dell’area interessata dal cedimento. Il comandante Nacar ha dichiarato: “Abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato. La nostra sarà una lotta continua contro le aziende dei sottoservizi che lasciano le strade di Marigliano in pessime condizioni”.
L’episodio di Faibano si inserisce in un contesto più ampio di criticità legate ai lavori sui sottoservizi, con strade spesso dissestate, buche e cedimenti che mettono a rischio la sicurezza pubblica e la viabilità. Le autorità locali promettono controlli serrati e tolleranza zero verso chi non rispetta le norme, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio. L’obiettivo è quello di prevenire ulteriori episodi simili e di assicurare che le aziende incaricate dei lavori pubblici operino sempre nel rispetto delle regole e della sicurezza.








