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Liceo di Acerra, occupazione finita. Gli studenti: «Ma il preside da che parte sta ?»

Terminato dopo quattro giorni lo stop alle lezioni nella scuola più importante della città    
E’ finita ieri sera l’occupazione da parte di un gruppo di studenti del liceo Alfonso Maria de’ Liguori di Acerra. Un’occupazione che è durata quattro giorni di fila, partita lunedi e terminata ieri, poco dopo le 22.  Dunque, gli studenti aderenti al Collettivo de’ Liguori e al centro sociale Kaos hanno deciso di mollare la presa e se ne sono andati, dopo aver attirato un bel po’ di attenzioni visto che la loro protesta era scattata sull’onda di uno dei problemi più sentiti nella città simbolo della Terra dei Fuochi, l’inquinamento e tutte le sue nefaste conseguenze. Del resto la situazione si era fatta troppo difficile ed estremamente tesa. Il preside della scuola, Giovanni La Montagna, l’altro ieri si era recato in commissariato a sporgere denuncia contro gli occupanti. A quel punto si temeva un intervento imminente della polizia, uno sgombero forzato che avrebbe complicato tutto. Invece ieri sera sono stati fugate tutte le preoccupazioni con l’abbandono volontario della scuola. Una decisione non senza polemiche. Sempre ieri infatti i giovani del Collettivo hanno scritto un comunicato pungente nei riguardi di La Montagna. «Ma il preside da che parte sta  », hanno scritto gli studenti.

La lettera del Collettivo

« Il nostro preside Giovanni la Montagna dice che noi occupanti non riusciamo a comprendere “la gravità delle nostre azioni”. Ma come si fa a parlare di gravità davanti ad un’occupazione quando la gente nella nostra terra muore quotidianamente di tumore? Tutti abbiamo familiari e amici che per la sola sfortuna di essere nati nel posto sbagliato si trovano a dover fronteggiare situazioni drammatiche. Noi agiamo per il nostro territorio contro chi ci avvelena ed è l’unico motivo per il quale insieme a noi ci sono realtà che da tempo portano avanti tutti i giorni la nostra stessa battaglia. E il nostro modo di agire è semplicemente proporzionato ai danni, alla realtà che ci troviamo intorno.
Il de’ Liguori occupato è aperto, come siamo aperti noi al dialogo, nessuno ha mai voluto il contrario, tant’è che ci siamo ritrovati, come è giusto che sia, a parlare con chiunque volesse venire a trovarci e abbiamo chiesto anche in passato a più riprese di avere momenti di dibattito e formazione sul biocidioL’. Studenti, docenti e preside stesso compresi. Questa lotta ci dovrebbe coinvolgere tutti e se la scuola e la sua dirigenza sono realmente “da sempre impegnati sui temi della tutela dell’ambiente e della salute” allora adesso sarebbero con noi. Non ci scordiamo che il 14 ottobre anche lei, preside, stava in piazza con noi, ma allora perché oggi è contro la nostra occupazione ? Ci sorprende che nel 2024 si guardi ancora il dito piuttosto che la luna, l’occupazione é un mezzo per portare sotto ai riflettori il dramma di Acerra, della terra dei fuochi e degli impianti velenosi e ci aspettiamo dalla cosiddetta società civile vicinanza, solidarietà e concertazione non denunce e repressione. Preside, ma da che parte sta? »

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