Licenziamenti confermati. Manifestazione in concomitanza con l’arrivo di Renzi nel capoluogo campano, il prossimo 6 aprile.
Nulla di fatto dal confronto di ieri pomeriggio nella sede romana di Confindustria tra Almaviva e i sindacati. L’azienda di telecomunicazioni ha confermato i 2988 licenziamenti annunciati lo scorso 21 marzo per le sedi di Napoli, Palermo e Roma. A Napoli sono previsti 400 esuberi. Intanto i sindacati hanno appena annunciato una raffica di scioperi. “Abbiamo chiesto il coinvolgimento del ministro del Lavoro Poletti – fa sapere Osvaldo Barba, segretario della Slc Cgil di Napoli – e per mercoledì prossimo organizzeremo un corteo fino alla sede della prefettura nell’ambito del nuovo pacchetto di scioperi scaturito dal nulla di fatto di quest’esame congiunto”. L’intenzione è di portare i lavoratori dei call center minacciati dai tagli sotto la sede della prefettura di Napoli in occasione della riunione su Bagnoli che sarà presieduta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La procedura di mobilità Alamaviva scadrà il 5 giugno. Quella per il call center Gepin Contact di Casavatore, dove sono previsti 220 licenziamenti per tutti gli organici, scadrà invece il 10 maggio”. Diversa la versione dei fatti fornita da Salvatore Topo e Tammaro Palomba, dirigenti della Fistel Cisl campana. “Riteniamo positivo – affermano – che la riunione in Confindustria abbia fatto scaturire un comunicato congiunto di Almaviva e dei sindacati attraverso cui è stato chiesto il diretto coinvolgimento del ministero per lo Sviluppo Economico”. Anche Palomba e Topo affermano comunque che i sindacati hanno in animo di proclamare uno sciopero nazionale e che l’azienda ieri ha confermato i licenziamenti.






