Il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, ha dovuto sospendere le attività del canile comunale per il sospetto focolaio di leptospirosi canina all’interno del rifugio.
Il provvedimento è stato preso in seguito a una nuova nota del Servizio veterinario dell’Asl Napoli 3 Sud. Il primo cittadino ha sottoscritto un’ordinanza che impone l’interruzione temporanea di ingressi e adozioni, di attività ambulatoriali e di microchippatura, per “impedire la diffusione della patologia e prevenire l’infezione alle persone”. Ai cani risultati sieropositivi non sarà consentito lo sgambettamento, fino a nuova disposizione.
Il caso era stato sollevato dai consiglieri comunali del Movimento cinque stelle, che avevano attaccato il sindaco per la mancata adozione di misure atte a fronteggiare e prevenire il problema. Russo sminuì, sostenendo che, a fronte degli esiti degli accertamenti eseguiti, non aveva ritenuto necessario chiudere il canile. A distanza di una decina di giorni, però, cambia idea. E spiega così il suo passo indietro: “L’Asl mi ha imposto la chiusura del canile e io ho dovuto farlo”. Poi ha voluto tranquillizzare: “I cani stanno benissimo. Sono solo due cani che hanno dei valori un po’ più alti, e sono diversi da quello che era stato segnalato inizialmente. Ora stiamo facendo la profilassi. Fra un mese effettueremo nuovi esami e decideremo cosa fare”. Russo, per questa situazione, scarica responsabilità sui veterinari dell’azienda sanitaria pubblica: “Perché non hanno fatto le vaccinazioni per la leptospirosi? Non danno né farmaci, né assistenza. L’assistenza ai cani è obbligatoria da parte loro”.







