Le ricette di Biagio: la zuppa Santé. Per ribellarci al potere che cerca di manipolarci

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Da qualche giorno sta girando sui canali dei “social” la pagina in cui Noam Chomsky elencava le “armi” usate dal potere, nelle democrazie vere e in quelle con il trucco, e dai despoti, per manipolare le masse. Per fortuna, spesso questi manipolatori – diceva il principe di Canosa riferendosi a Luigi de’Medici – fanno la fine dei “pifferi di montagna”, che andarono per suonare e tornarono suonati. Ma non fu il caso del Medici. Le virtù della zuppa Santé.

 

Ingredienti (6 persone): 4 patate,3 carote gialle grandi, un cavolo, una cipolla, un porro, 4 costole di sedano, lattuga, gr. 50 di burro, brodo, parmigiano grattugiato, dadini di pane fritti nel burro e fettine abbrustolite, sale, piselli sgranati. Tagliate in filettini le patate e le carote, private della loro parte centrale, piuttosto legnosa. Sbollentate il cavolo, passate le sue foglie in acqua fredda, scolatele e tagliatele in fettucce sottili. Affettate sottilmente la cipolla, il porro, le costole di sedano, un poco di lattuga e mettete tutto in una casseruola con il burro e un pizzico di sale e con un paio di cucchiaiate di piselli sgranati. Mettete la casseruola su fiamma debole, copritela e lasciate che gli ortaggi stufino lentamente per una mezz’ora: toglieteli dal fuoco prima che si colorino. Dopo mezz’ora bagnate gli ortaggi con il brodo e lasciate bollire su fiamma debolissima almeno per un’altra mezz’ora. Alla fine guarnite la zuppa con i dadini e le fettine di pane, e fate servire a parte il parmigiano grattato. ( E’ stata seguita la ricetta pubblicata da Ada Bossi).

 

In realtà, Noam Chomsky non dice nulla di nuovo. La “distrazione” già per i Romani era un efficace strumento non per controllare le masse – non c’era ancora questo problema – ma per piegare il nemico sul campo di battaglia, prima confondendolo con manovre diversive, e poi travolgendo con l’attacco definitivo che partiva da una posizione imprevedibile. La più grave sconfitta della loro storia i Romani la subirono a Canne, dove si scontrarono con un condottiero che si mostrò più abile di loro nell’uso della tattica della distrazione. A Zama Annibale commise il grave errore di usare la stessa tattica usata a Canne, ma i Romani non si fecero “distrarre” e sconfissero i Cartaginesi. Dice Chomsky che le masse vengono manipolate gradualmente, quando il potere decide di mettere le mani su diritti consolidati. Luigi de’ Medici quando divenne il più potente amministratore del regno di Napoli tra il 1815 e il 1820 si trovò in una situazione apparentemente opposta, ma che aveva bisogno, scrisse il principe di Canosa, di essere trattata gradualmente. Medici voleva mantenere in vigore le leggi più importanti promulgate dai Francesi durante il “decennio”: le leggi sulla struttura del sistema fiscale, sulla Scuola, sui complessi rapporti con il potere della Chiesa, ma doveva tener conto della dura opposizione dei “borbonici” che pretendevano il netto ritorno alle leggi e ai sistemi del passato, di prima dell’arrivo dei Francesi a Napoli. Il Medici accontentò gli avversari cancellando alcune leggi “francesi” di poca importanza, e sui temi più importanti pubblicò norme che “suonavano” come “borboniche”, ma contenevano passi e principi dei provvedimenti di Murat: alla fine queste norme risultarono paragrafi di un coordinato sistema che ripeteva fedelmente, nella sostanza, la “visione” dei legislatori francesi. Sperò il Canosa che il Medici facesse la fine dei “pifferi di montagna”, che erano andati a suonare, e che tornarono “suonati”. Ma Luigi de’ Medici non si fece “suonare” da nessuno. Nel mondo delle macchine fotografiche, della cinepresa, della TV chi vuole manipolare le masse gioca sulle emozioni: nel 1993 David Freedberg dedicò un libro, che è un capolavoro, al tema del potere che le “immagini” esercitano sulle nostre emozioni. E così vediamo che di immagini si servono, in TV, sia quelli che parlano a favore dell’Ucraina, sia quelli che sono schierati con Putin e lo stesso metodo adotta chi condivide idee e azioni di Israele e chi invece parteggia per la Palestina. Ma la tattica più disgustosa usata dai monopolizzatori è quella di demolire gradualmente lo spirito critico delle masse: si persegue l’obiettivo raccontando ad esse il falso e quindi controllando in modo spietato TV, Radio e la carta stampata, e, contemporaneamente, annacquando il ruolo della Scuola e di alcune discipline.  I manipolatori da teatro comico sono sempre convinti che le masse si manipolano più facilmente se sono masse di ignoranti. Ma se studiassero la storia, scoprirebbero che le masse ignoranti sono scosse all’improvviso dalla frenesia di ribellarsi, di conquistare il potere, ad ogni costo…..Ma pensiamo alla zuppa. Chi mangia la zuppa crede nelle tradizioni, conosce la storia degli antichi mestieri, è convinto del fatto che l’agricoltura non è solo un’attività magica, ma è anche una vera e propria filosofia. Chi mangia la zuppa e dal sapore riesce a distinguere le verdure entrate nella zuppa “sente” subito che le chiacchiere sono chiacchiere e che gli aspiranti manipolatori sono solo delle “barzellette” viventi, travestite da persone.

(FONTE FOTO: ANTONIETTAPOLCARO.IT

 

Le due Stelle del Ravida Resort di Pompei

“La pizza del Pomodorì  veste lo spazio di colori e profumi e quando arriva in tavola si innamora il mondo”

 

«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», così disse Eleanor Roosevelt, ispiratrice del movimento americano per i diritti civili,  questo il motto che ha ispirato il pizzaiolo Nicola Cesarano nella sua crescita professionale. Nicola ha iniziato questo lavoro, credendo in un sogno. Classe ’95, nativo di Boscoreale alle porte di Napoli, ha mosso i primi passi nel mondo della ristorazione mettendo a disposizione la sua passione, dedizione e professionalità al servizio di “sua maestà” la pizza. Un impasto con lunga lievitazione e maturazione che conferisce leggerezza e digeribilità, ricercatezza dei prodotti e raffinata lavorazione si concentrano nella pizza contemporanea firmata “Cesarano” i cui sapori esplodono e si ritrovano in una vera e propria esperienza di gusto. Dalla classica Margherita alle pizze gourmet, Nicola Cesarano da due anni presso la pizzeria Pomodorì – pizzeria napoletana, gestita degli imprenditori Anna Talamo e Raffaele Vingiani,  è impegnato a proporre nuove sensazioni e nuove emozioni facendo del suo lavoro la sua unica e grande passione.

Nicola si potrebbe dire che è nato con la pala di pizzaiolo in mano data la sua giovane età. A quattordici anni già infornava le pizze facendo attenzione a tutti i particolari dei suoi maestri per “rubare” loro il mestiere: Vincenzo Iannucci, Gianfranco Iervolino, Raffaele Bonetta e Salvatore Costa i nomi dei famosi maestri partenopei dell’arte bianca, ognuno con la propria caratteristica. La collaborazione a Firenze con  Giovanni Santarpia, il cui locale è stato insignito dei tre spicchi del Gambero Rosso, è stata  fondamentale per Cesarano che ha potuto in tal modo mettere a confronto i due modi di preparare la pizza, quello di Napoli e quello toscano di impronta partenopea,  con sfumature che  hanno consentito al nostro di elaborare una propria visione per  la realizzazione degli impasti e delle farciture. Cesarano ha partecipato recentemente al Cibus di Parma, dove ha tenuto una masterclass presso lo stand di Solania, azienda leader del settore nella raccolta, produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino, e alla Mostra D’Oltremare per Tuttopizza 2024.

La collocazione della pizzeria Pomodorì – pizzeria napoletana a Pompei facilita la ricerca di prodotti freschi e di alta qualità provenienti dagli orti locali, di una terra fertile per i minerali di cui è ricca a causa della vicinanza con il Vesuvio. Prima dell’eruzione l’attività principale dei commercianti di Pompei consisteva nella vendita dei prodotti agricoli che sfruttavano i benefici del terreno vulcanico. Anche i moderni abitanti della regione hanno tratto vantaggio da questa eredità vulcanica in quanto l’agricoltura prospera ancora oggi, con aziende agricole che producono prodotti di alta qualità.

La pizza di Nicola Cesarano, si è evoluta nel tempo e ormai consolidata nello stile contemporaneo (cornicione alto e pronunciato, a “canotto”, e alveolato), s’inserisce in un contesto locale che offre pizze già di altissima qualità, distinguendosi a sua volta. Scegliere questa pizza significa avere a che fare con un prodotto realizzato con ingredienti accuratamente selezionati, partendo dalla farina del Mulino Petra. Nell’impasto preferito da Cesarano vengono miscelate due diverse farine di tipo 1 e una di tipo 0. La cottura avviene in un forno a legna classico mentre, per quanto riguarda l’idratazione della pizza, ci si mantiene tra il 70 e il 72%. Si va dunque dalla pizza doppio crunch alla pizza fritta ripassata nel forno elettrico, dalla focaccia alta alla pizza cotta nel rutiello. A ciò si aggiungono i frequenti esperimenti con altri tipi di farine come quella di segale, riso e orzo, quella integrale o allo zafferano. La combinazione degli ingredienti freschi e di una maestria artigianale nell’arte bianca consente un’esperienza indimenticabile. Pomodorì è diventato un punto di riferimento per gli amanti della buona tavola, offrendo un’esperienza culinaria completa, anche grazie ai topping creati in collaborazione con lo chef resident Giuseppe Auricchio del ristorante del Ravida Resort, in un ambiente confortevole e garbato, accolti dal direttore di sala e sommelier Andrea De Simone.

Il Ravida Resort di Pompei, a poche centinaia di metri dalle stazioni ferroviarie e dall’uscita dell’Autostrada del Sole Salerno – Reggio Calabria nei pressi del casello Pompei – Scafati,  è circondato da un lussureggiante giardino e da fontane. La location, con arredi chiari e moderni,  è divisa in più sale: il ristorante per eventi e uno più raccolto ed un altro locale per la pizzeria. Riprendendo il concetto della Roosevelt in merito al futuro, che appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni, la collaborazione di uno chef famoso come Auricchio con un pizzaiolo, giovane ma già affermato come Cesarano, è fra i primi esperimenti vincenti di due mondi che hanno preso finalmente a dialogare fra loro: quello della cucina e quello della pizzeria. Da tanto tempo si auspicava questa collaborazione.  Ogni giorno  nel nostro paese vengono sfornate 8 milioni di pizze, nell’anno scorso si sono aperte oltre 3.700 nuove attività con pizza, su più di 18.200 nuove attività di ristorazione, in pratica il 20% del totale. Pertanto il mondo pizza non può più essere trascurato, necessitando di maggiore attenzione. Recentemente è stata diffusa la notizia che dai nuovi scavi a Pompei è emersa la raffigurazione di quello che sembra un antenato della pizza, non può che rallegrarci che le due Stelle del Ravida-Pomodorì brillino proprio nel firmamento di Pompei.

 

Il menù degustazione

 

Entrée di benvenuto: una montanara con pomodoro San Marzano DOP e Grana Padano; frittatina di pasta ai tre pomodori al cuore filante di fiordilatte panato al tarallo “sugna e pepe”

 

Pizza contemporanea La Napoli Sbagliata: topping con un’ombra di pomodoro San Marzano DOP, pomodorini rossi del Vesuvio, olive nere Caiazzane, (in uscita) pomodorini gialli semy-dry, polvere di aglio nero di Vogliera, confettura di pomodoro, basilico e olio EVO

 

O ‘rutiello: topping con moscardino affogato, polvere di olive nere di Caiazzo (CE), clorofilla di prezzemolo e olio EVO.

 

Pizza fritta e al forno: mortadella artigianale IGP, stracciata, acciughe di Sciacca, zeste di limone, basilico e olio EVO,  abbinamento di Falanghina sannitica

 

 

Pizza al padellino, cotta nel forno elettrico farcitura con finto tonno di maiale, mozzarella di bufala DOP, misticanza di erbe spontanee, olive di Caiazzo (CE) e ciliegie, accompagnata da un Piedirosso IGT Pompeiano,  Vini De Martino, Antiche Vigne Pompeiane, annata 2023

 

Pizza nel padellino, cotta nel forno elettrico, realizzata con farina Molino Petra di riso e orzo germogliato: topping di cuore di scarola riccia, stracciata, prosciutto di salmone, pesto di avocado, lamponi in purezza e olio EVO

 

Predessert  una Margherita con pomodoro San Marzano DOP di Solania, fiordilatte di Agerola, Parmigiano Reggiano, basilico e olio EVO

 

Dessert di pizza dolce  pizza al cacao amaro al 70% con semifreddo alla banana, noci caramellate, meringhe alla francese e colata di cioccolato fondente callebaut su foglia di banano.

 

 

 

 

 

 

Elogio dei mediocri, le grandi manovre per riportare indietro le lancette della storia

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C’è un inquietante ritorno alla mediocrità. Tutto fa pensare che sia in atto un vero progetto politico per ridimensionare le eccellenze e per esaltare la funzione degli incapaci. Protagonisti di questa involuzione sono sicuramente diversi politici che attualmente governano le sorti della nostra nazione.

 

Non si spiegherebbe altrimenti l’impegno che i legislatori di destra stanno ponendo per cancellare dalla carta costituzionale la norma che permette al Presidente della Repubblica di nominare i Senatori a vita. Questa carica è stata riservata nell’ambito della Carta Costituzionale a eminenti personalità che si sono distinte in ogni campo del sapere. Giusto per ricordare qualche nome del passato, sono stati nominati Senatori a vita tra gli altri: Eduardo De Filippo e Rita Levi Montalcini. Ancora oggi siedono in Senato Liliana Segre, Renzo Piano la scienziata Elena Cattaneo. A questo punto alcune domande sorgono spontanee. Perché si vuole impedire a personalità di così grande spessore di esprimersi e di dire la loro su argomenti che interessano la gestione e l’organizzazione della vita pubblica? Hanno forse paura questi politicanti, incapaci spesso di utilizzare in modo corretto i congiuntivi o di scrivere senza errori di grammatica un bigliettino di auguri, che nel confronto con i Senatori a vita si scopra questa enorme sproporzione? Io credo che non possa esistere nessun motivo per cui sia impedito ai Senatori a vita di espletare la loro importante funzione. Eppure una ragione per mettere in atto questo nefasto tentativo, forse, c’è.

L’elevazione dei mediocri a simbolo di riferimento per la nostra società rientra nel progetto politico più retrivo di diversi esponenti del centro destra che con il negazionismo climatico e sanitario e con altre clamorose iniziative legislative vogliono imporre la confusione e la barbarie.  Sembra quasi che si stia tentando di bloccare qualsiasi tentativo di evoluzionismo scientifico e di progresso culturale per giustificare l’azione di uomini mediocri, collocati nei punti chiave delle istituzioni.

D’altronde non c’è da meravigliarsi. I fascisti si sono sempre battuti contro ogni forma di progresso. Bruciavano i libri in piazza, mentre i loro teorici vietavano la pubblicazione di saggi letterali stranieri ed imponevano perfino buffe mutilazioni ai cognomi. Louis Armstrong per imposizione del regime venne rinominato ‘Luigi Fortebraccio’. E pensare che ci sono ancora oggi tanti politici che non vogliono prendere le distanze da questo nefasto periodo storico. Negano l’evidenza. Stravolgono la realtà e l’Italia va a rotoli.

(FONTE FOTO: ANSA)

Somma Vesuviana, “Racconto Somma”: boom di presenze al Castello D’Alagno

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana

Stasera menestrelli e festa d’epoca nel quattrocentesco Castello di Lucrezia D’Alagno di Somma Vesuviana. Si replica per ultima serata, oggi,  Domenica 2 Giugno! Con baccalà e ristorazione sul momento e grandi chef!

 

 

Grande successo per l’apertura del Castello quattrocentesco di Lucrezia D’Alagno. Si continuerà ancora questa sera, Domenica 2 Giugno, con rivisitazione storica dal ‘400 al ‘900, anche in costumi tradizionali, artisti di strada, menestrelli, prodotti, rappresentazioni teatrali, filmati, mostre fotografiche.

“C’è di tempo ancora fino a  stasera per entrare di sera al Castello di Lucrezia D’Alagno. Venerdì la serata inaugurale di successo. E’ partito “Racconto Somma: viaggio tra Cultura, Tradizione e Sapori”.  Chi viene al Castello, potrà immergersi, grazie ai costumi, alle rappresentazioni teatrali, nelle atmosfere antiche dal ‘400 al ‘900.  Fino a  stasera  avremo costumi tradizionali, ambienti d’epoca e anche cena a base del grande prodotto tipico del nostro territorio che è il baccalà. Per l’evento sono state coinvolte le scuole e la ristorazione. Fino a domani, 2 Giugno, tutti potranno compiere  un viaggio tra Cultura, Tradizione e Sapori di Somma Vesuviana e del Borgo Antico. Musiche di Quelli del Borgo – ha affermato Raffaele D’Avino, Presidente di ProLoco Vesuvia, a Somma Vesuviana, nel napoletano –  ma anche teatro, gastronomia, e la  mostra fotografica di Genny Maggiore “Racconto Somma”.  Ieri sera in  piena atmosfera storica con i Menestrelli del Borgo, la proiezione della “Storia del Castello passato, presente e futuro” a cura degli studenti dell’ITIS “Ettore Majorana” e ancora la rappresentazione storica e artistica sul Castello d’Alagno e racconti sui prodotti tipici della nostra terra a cura degli studenti del liceo “E. Torricelli”. Stasera, Domenica 2 Giugno, nel giorno anche della Festa della Repubblica, avremo una grande chiusura con una grande serata. Rivivremo l’ambiente storico del Castello quattrocentesco. Sempre cena e degustazioni con baccalà e prodotti tradizionali e ancora la proiezione della “Storia del Castello passato, presente e futuro” a cura degli studenti dell’ITIS “Ettore Majorana”, una nuova rappresentazione teatrale “da Lucrezia al Primo Novecento” testi, poesie, recitazione e posteggia con il maestro Ciro Perna. Direzione artistica e regia di Maria Acanfora e rappresentazione storica e artistica sul Castello d’Alagno con racconti sui prodotti tipici della nostra terra a cura degli studenti del liceo “E. Torricelli”. Durante le tre serate ci sarà: partecipazione degli studenti dell’istituto “Montessori” che cureranno gli ambienti, la reception e le sale, ma avremo tanti stand informativi non solo delle scuole partecipanti ma anche del  Parco Nazionale del Vesuvio, del GAL Vesuvio Verde, della “Festa delle Lucerne” e dell’UMPLI provinciale. Le le specialità di baccalà saranno realizzate dagli chef Antonio Autiero e Antonio Peluso”.

E l’8 Giugno teatro itinerante per i vicoli del Borgo Antico del Casamale! 

“L’8 Giugno sera, avremo il Teatro Itinerante per le vie e vicoli del Borgo Antico, in ricordo di Lucrezia D’Alagno. Attori in costumi tradizionali faranno rivivere i personaggi del Castello ma per le stradine del Borgo Antico. Però non ci limiteremo al Centro Storico del Casamale. Il 5 Luglio sera, il Chiostro di San Domenico, meno conosciuto ma ugualmente bello, sarà luogo di narrazione della storia con dal vivo i canti popolari – ha concluso D’Avino –  e i prodotti tipici di Somma Vesuviana. Il 19 Luglio – Varietà i Taranto – al Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo con la voce di Corrado Taranto ed anche in quella serata non mancheranno i prodotti tipici del territorio. Il 20 – 21  e 22 Settembre baccalà e stoccafisso con cucina a base di prodotti tipici, in Piazza Vittorio Emanuele III, con artisti di strada e canto popolare. La Catalanesca, vino tradizionale sommese che sta conquistando l’estero sarà presente durante gli eventi. Non siamo dinanzi ad una scontata kermesse. Il progetto ha alla base l’intento di valorizzare il territorio in tutti i suoi aspetti culturali e sociali con il coinvolgimento delle scuole che saranno parte integrante degli eventi”.

Gli eventi si avvalgono del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Somma Vesuviana.

Giovane promessa del calcio muore a 16 anni in incidente, due indagati

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Il Pubblico Ministero della Procura di Napoli dott.ssa Maria Sofia Cozza, nell’ambito del procedimento penale per la tragica morte, a soli sedici anni, di Antonio Milo, anche come atto dovuto ha iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di omicidio stradale entrambi gli automobilisti coinvolti nel terribile incidente con lo scooter del ragazzo, occorso mercoledì 29 maggio 2024, si tratta di G. I., 36 anni, di Melito, e di A. F. 25 anni, di Portici, e ha disposto l’autopsia sulla salma della giovanissima vittima per accertare le cause del decesso e desumere dalle lesività anche elementi utili per fare piena luce sulla dinamica, le cause e tutte le responsabilità del sinistro.

Com’è tristemente noto il sedicenne, che risiedeva con i genitori e il fratello e la sorella minori a Napoli in viale della Resistenza, stava procedendo lungo via Roma verso Scampia, in direzione Melito, in sella al suo Honda Sh 125, quando, all’altezza del distributore Ip, prima dello svincolo della circumvallazione esterna, nei pressi del carcere di Secondigliano, superando la Fiat Panda condotta da G. I. è entrato in contatto con quest’ultima vettura che avrebbe a sua volta scartato a sinistra nello stesso frangente, per cause al vaglio della polizia municipale di Napoli e che saranno oggetto dell’inchiesta: purtroppo, in seguito all’urto il motociclo di Milo è finito nella corsia opposta dove sopraggiungeva la Ford Ka guidata da A. F., che ha travolto il giovane, deceduto praticamente sul colpo.

Il Magistrato inquirente ha conferito l’incarico di eseguire gli accertamenti tecnici non ripetibili nella mattinata di oggisabato primo giugno, presso gli uffici della Procura partenopea, al medico legale dott. Emanuele Capasso, che ha proceduto a seguire con l’esame autoptico al Secondo Policlinico di Napoli: alle operazioni peritali ha partecipato quale consulente tecnico per la parte offesa anche il medico legale dott. Mauro Perrino messo a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui, attraverso il consulente per la Campania dott. Vincenzo Carotenuto, si sono affidati per essere assistiti, fare chiarezza sui drammatici fatti e ottenere giustizia i familiari della vittima, con la collaborazione dell’avv. Vincenzo Cortellessa del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

Una volta ultimata l’autopsia, nelle prossime ore l’autorità giudiziaria rilascerà il nulla osta alla sepoltura e i congiunti di Antonio Milo, che tra le varie cose era anche una giovane promessa del calcio, giocava con la società Gioventù Partenope, potranno fissare la data dei funerali, che saranno partecipatissimi.

Somma Vesuviana, nuovo appello di solidarietà per la famiglia Autoriello

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La famiglia di Somma Vesuviana, che vive in condizioni di gravi difficoltà, aveva chiesto aiuto tramite IlMediano.it qualche settimana fa. Ora alcune persone che stanno aiutando Antonio e i suoi cari chiedono un nuovo gesto di generosità da parte della cittadinanza.

 Antonio Autoriello, quarantaseienne di Somma Vesuviana affetto da una grave malattia che lo ha costretto su una sedia a rotelle, aveva lanciato un appello tramite la nostra pagina Facebook lo scorso mese di maggio. In particolare, Antonio chiedeva l’intervento delle Istituzioni in merito alla difficile situazione che lui e la sua famiglia stanno vivendo in questi mesi. Infatti, l’uomo, insieme a sua madre allettata e a sua sorella disabile, vive con una piccola pensione di 654 euro ma, purtroppo, questi soldi non bastano per sostenere le spese familiari. La vicenda della famiglia Autoriello è stata seguita, fin dall’inizio, da Maria Pangiroli, segretario del PSI di Somma Vesuviana. Pangiroli si è attivata subito per fornire alla famiglia di Antonio tutto il necessario per vivere. Grazie all’appello pubblico fatto da Antonio, la sua famiglia ora è seguita dai Servizi sociali.

Il nuovo appello

Alla richiesta d’aiuto di Antonio attraverso i social hanno risposto anche molti cittadini sommesi, i quali si sono attivati con grande generosità per fornire quotidianamente alla famiglia Autoriello tutti i beni di prima necessità, anche pasti caldi già pronti. Ora, però, la città è chiamata ad un nuovo gesto di solidarietà e vicinanza per queste persone in difficoltà. Infatti, i cittadini che nelle ultime settimane si stanno occupando di aiutare gli Auotriello chiedono di poter avviare una raccolta fondi per poter raccogliere la cifra necessaria al pagamento delle bollette che la famiglia non riesce a sostenere economicamente. Chiunque volesse contribuire alla raccolta, può rivolgersi al numero 333 9627652 di Maria Rosaria Granato, una dei diversi cittadini sommesi che con grande disponibilità sta aiutando la famiglia di Antonio.

Finanza scopre evasione milionaria, 23 indagati

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Nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti fiscali disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, agli ordini del Colonnello Salvatore Minale, i finanzieri della Tenenza di Baiano hanno concluso, nei giorni scorsi, una complessa attività ispettiva nei confronti di un’impresa operativa nel settore del commercio all’ingrosso di materiale ferroso. Le indagini si sono concentrate sull’area Nolana.

Le attività ispettive hanno permesso di rilevare una maxi evasione all’IVA per oltre 2 milioni di euro realizzata da una rete di imprese, aventi sede nelle province di Avellino, Napoli, Salerno, Bari, Roma, Forlì e Bergamo, fraudolentemente interposte tra soggetti comunitari e nazionali e dedite alla sistematica emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per oltre 4 milioni di euro.

Le indagini, avviate all’esito di approfondimenti investigativi relativi a movimentazioni finanziari anomale, e poi sviluppate mediante l’esame della copiosa documentazione acquisita, anche di natura bancaria, l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo nonché avvalendosi del sistema di cooperazione internazionale di mutua assistenza amministrativa finalizzata al contrasto dell’evasione fiscale, hanno consentito di ricostruire l’intera filiera dei soggetti coinvolti nel sistema di frode. I responsabili delle imprese coinvolte sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per i reati fiscali, previsti dagli artt. 2 e 8 del D.Lgs 74/2000 (emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti). L’operazione conseguita dalle Fiamme Gialle irpine si inserisce nel più ampio e articolato dispositivo posto in essere dalla Guardia di Finanza di Avellino, volto a rafforzare l’azione di contrasto all’evasione fiscale, che costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico e mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. Per le condotte illecite al vaglio della competente Autorità Giudiziaria, sulla base del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Condanna definitiva per l’assassino di Gianluca, ma il movente è un giallo: “Non fu gelosia”

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Casoria – Condanna a 19 anni di reclusione passata in giudicato per Antonio Felli, il 34enne condannato per l’omicidio di Gianluca Coppola, il ragazzo di Casoria, ferito a morte a colpi d’arma da fuoco, l’8 aprile 2021, e deceduto 40 giorni dopo nell’ospedale Cardarelli del capoluogo partenopeo.

Dopo la condanna a 20 anni di reclusione, inflitta il 14 luglio del 2022 dalla prima sezione della Corte di Assise di Napoli, all’imputato, difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese, il 2 novembre 2023 la Corte d’Assise d’Appello ha ridotto la pena di un anno.

Ancora si attribuisce l’omicidio a presunte ragioni di gelosia da parte di Felli nei confronti del Coppola, ma la peculiarità dell’intera vicenda processuale risiede nella circostanza che nonostante tre gradi di giudizio, il movente dell’omicidio non è stato mai chiarito“, tiene a precisare l’avvocato Procentese. “Il riferimento al movente della gelosia, – ribadisce l’avvocato – risulta quindi destituito di fondamento. La presunta gelosia vantata dal Felli nei confronti del Coppola era una sola delle ipotesi vagliate dagli inquirenti nel corso delle indagini preliminari, ma quello spunto investigativo non ha mai trovato riscontro”.

“Ad amor del vero, – conclude Procentese – sono state molteplici le ipotesi scandagliate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, finanche connesse al mondo degli stupefacenti, ma nessuna di queste è stata adeguatamente riscontrata. Dalla lettura delle motivazioni delle sentenze di condanna emesse a carico del di Felli non è stato mai accertato un movente attribuibile alla gelosia”, precisa ancora una volta l’avvocato.

 

Nella foto la vittima Gianluca Coppola

Il Presidente Mattarella premia al Senato l’Istituto San Domenico Savio di Terzigno

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“La Voce del Coraggio” è il titolo del video vincitore, classificandosi al primo posto nella X Edizione del concorso nazionale “Tracce di Memoria” realizzato dagli alunni delle classi prima A e quarta A del Plesso “Viale Bifulco” e classi quarta A e quarta B del Plesso “Capoluogo” dell’a Direzione Didattica “San Domenico Savio” di Terzigno.

Premio consegnato alla Scuola nell’Aula del Senato a Roma direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Comune di Terzigno ha voluto organizzare un evento per il prestigioso risultato conseguito nella Sala Consiliare dell’Ente, Venerdì 31 maggio, alla presenza del Sindaco, Francesco Ranieri; del Vicesindaco con delega alla Cultura, Genny Falciano, del Dirigente scolastico, Rosaria Murano e del Comandante della Stazione dei Carabinieri di Terzigno, Gennaro Auricchio.

“Tracce di memoria” è un concorso a cura della “Rete degli Archivi per non dimenticare”, del Ministero dell’Istruzione del Merito, del Ministero della Cultura. La premiazione delle scuole vincitrici avviene ogni anno alla presenza delle più alte cariche dello stato il nove maggio, nell’ambito delle celebrazioni organizzate per il giorno della memoria istituito nel 2007 in ricordo delle vittime di terrorismo e delle stragi di tale matrice.

La finalità del concorso è portare alla conoscenza degli avvenimenti della storia italiana recente ricercandone le tracce nel proprio territorio per rinsaldare il ricordo e la memoria di quanti si sono adoperati per il bene comune, anche a prezzo della vita.

Mimmo Beneventano nel novembre del 1980, consigliere comunale di Ottaviano, pagò con la vita il suo impegno contro il malaffare e fu ucciso dalla malavita organizzata.

Nel corso della manifestazione al Comune è stato sottolineato quanto sia importante conoscere e ricordare anche quello che è successo dopo la morte di Mimmo Beneventano, conosciuto e stimato per il suo lavoro di medico chirurgo anche fuori dai confini di Ottaviano. All’inizio c’è stato silenzio e sbigottimento, chiuso negli animi dei suoi concittadini, forse assuefatti a quelle morti che non si arrestavano e aumentavano sempre di più. Poi si è alzata la protesta ad Ottaviano con circa diecimila giovani in marcia il 17 dicembre 1982 contro la camorra. Quella protesta divenne la scintilla di un’intera generazione che rifiutava la camorra. In quell’epoca senza social, le voci correvano veloci e la protesta degli studenti si estendeva, si allargava dalla periferia alla metropoli e poi a tutto il Mezzogiorno. A combattere l’illegalità non sono state dunque solo le forze dell’ordine. C’è stata la scuola. Più dilagava l’illegalità, più la scuola si ergeva a baluardo di legalità, grazie a docenti illuminati che non si limitavano a portare avanti un programma sterile, slegato dalla realtà, ma formavano coscienze civiche così forti da non temere ciò che si aveva paura solo a pronunciare.

Da qui l’idea delle insegnanti che hanno coordinato il lavoro vincitore, Maria Gabriella De Felice, Marilisa Giordano, Alessia Caldarelli e Maria Neve Giugliano di raccogliere, così senza preavviso, durante il normale svolgimento delle attività didattiche, le impressioni degli alunni, le loro considerazioni che poi sono state assemblate in un video.

Con un ben delineato filo conduttore dalla Scuola di Terzigno al Castello Mediceo di Ottaviano, dove sono state girate le scene del video meritevole del primo premio, ha reso possibile la concretizzazione di un lavoro apprezzato anche dall’Amministrazione di Ottaviano che ha partecipato all’evento di premiazione in Sala Consiliare a Terzigno, con il Sindaco, Biagio Simonetti; il Vicesindaco, Antonio Napolitano; l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Virginia Nappo e la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Mimmo Beneventano”, Anna Fornaro, con una pergamena consegnata dal Vicesindaco Falciano di Terzigno e l’Assessore Nappo di Ottaviano alla Scuola Terzignese.

Nola, debutto di gusto per il piatto ideato dagli studenti del “Leone – Nobile”

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:

Questa mattina il piatto preparato dagli studenti è stato presentato al pubblico  

Nola. I ragazzi hanno aspettato per mesi questo evento, e finalmente questa mattina le zucchine di San Pasquale, il piatto ideato dagli studenti dell’Istituto “Leone – Nobile” di Nola, è stato presentato al pubblico.

Il progetto in realtà viene da lontano, e rientra nel progetto “Programma un piatto”: si è trattato in pratica di un accordo di tipo didattico – produttivo stretto tra l’Isis Leone-Nobile, l’istituto alberghiero “Galileo Galilei” e la cooperativa “Eccellenze Nolane”. Il cammino intrapreso da studenti e insegnanti ha visto realizzarsi una filiera completa di produzione, a partire dalla coltivazione dell’ingrediente principale (le zucchine), fino alla preparazione materiale del piatto.

Gli alunni dei due istituti hanno seguito incontri di formazione specifica, ed hanno materialmente lavorato alle fasi di preparazione della pietanza che essi stessi hanno ideato.

L’appuntamento stamattina è stato nei locali di “Eccellenze nolane” in via Mario De Sena, dove sono intervenuti il vicesindaco di Nola, Carmine Sautariello, il dirigente del Leone-Nobile Vincenzo Serpico, il rappresentante di Coldiretti Antonio Napolitano, il titolare di Eccellenze Nolane Giovanni Trinchese, ed i docenti referenti del progetto, Bruno Sorrentino e Gennaro Giugliano.

I ragazzi hanno utilizzato, tra l’altro, come ingredienti pomodorini caramellati, olio di oliva extravergine, zucchine di San Pasquale  e pecorino romano.

“L’esperienza di questo progetto – commenta il dirigente scolastico Vincenzo Serpico – non è destinata a concludersi con la semplice degustazione di questo piatto, ma noi speriamo che porti nel tessuto sociale della nostra area qualcosa di nuovo, che sia destinato magari a trasformarsi in una realtà produttiva ed imprenditoriale innovativa e dinamica”.