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Le catene di professionisti

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Attenzione a flessibilità e prezzi, a discapito della qualità.

A Napoli c’è un detto che tradotto in italiano direbbe: “Tanto costa, tanto vale”.

Tutto oggi sembra girare verso il risparmio: l’attenzione alla qualità, sembra sempre di più lasciare spazio all’attenzione al prezzo.

La crisi finanziaria del 2008 ha sicuramente svuotato le tasche degli italiani, esaurito i risparmi e gelato l’economia. Questo, però, potrebbe non essere l’unico fattore del profondo cambiamento che l’attitudine a comprare dei consumatori ha subito.

Quella dei centri commerciali che hanno preso il posto dei, cosiddetti, negozi di prossimità non è una novità. Il settore food – quindi macellerie, fruttivendoli e panifici – è sicuramente quello maggiormente danneggiato.

Dopo la grande distribuzione organizzata, i piccoli negozi hanno visto la concorrenza inferocirsi ancora di più a causa dei retailers online: un altro cambiamento radicale nelle abitudini degli italiani.

Sono processi lunghi, composti da tante trasformazioni alle volte impercettibili ma che vanno a modificare anche il tessuto economico italiano, che resta comunque costituito da piccole e medie imprese, le quali però, sono sempre più in difficoltà.

Il fenomeno del momento è quello delle catene, dei franchising. Nelle città italiane più grandi spuntano come funghi. Una volta erano tipiche le catene di abbigliamento, o di bigiotteria o di calzature. Lo step successivo sono state le catene di ristoranti o pizzerie. Oggi, la novità, sono le catene di “professionisti”.

Camminando per i vicoli di Milano colpisce la presenza di catene di parrucchieri per uomini e di dentisti. In effetti, il fenomeno va differenziato.

Catene di barbieri, o di estetiste, rappresentano un modello già visto: puntare sulla notorietà del brand, e sulla professionalità dei dipendenti, per attirare clienti.

Le catene di professionisti sfruttano un altro elemento: l’incalzante propensione al risparmio.

Una visita da un dentista, o da un oculista, ha due caratteristiche principali: la prima è il prezzo, una visita da un professionista costa così tanto da non potersi permettere controlli frequenti, la media è una volta ogni 12 mesi; la seconda caratteristica sono gli appuntamenti simbolici, l’infinita permanenza nelle sale d’attesa. Queste nuove catene puntano sulla flessibilità negli orari e sui prezzi bassi: sembra un fenomeno destinato ad espandersi.
In tutto questo scenario, il posto che occupa la qualità, è ancora da individuare.

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