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La nuova vita dei tesori nascosti del Museo Zoologico di Napoli

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Un nuovo diorama si aggiunge alle vetrine del Museo Zoologico di Napoli

Sono stati acquistati dal Museo Zoologico di Napoli prima del 1845 e probabilmente appartengono a una sottospecie sudafricana estinta nel 1860: Panthera leo melanochaita, meglio nota come leone del Capo. Dopo due secoli in deposito, la coppia di leoni – un maschio e una femmina – sono stati restaurati e verranno esposti al pubblico in un nuovo diorama, che sarà inaugurato martedì 24 al Museo Zoologico.

La giornata-evento di martedì, intitolata “Tesori nascosti”, sarà anche l’occasione per discutere del recupero e del restauro del Museo Zoologico e di conservazione della biodiversità insieme a Simone Farina del Museo di Storia Naturale dell’ateneo di Pisa, all’esperto di tassidermia Gianluca Salvadori e a Pier Luigi Finotello del Museo di Storia Naturale «La specola» dell’Università di Firenze.

I due leoni sono solo gli ultimi dei tanti reperti rimessi a nuovo negli ultimi tre anni dal Museo federiciano, per volontà della responsabile Roberta Improta e della Direttrice del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche, Maria Rosaria Ghiara. Un lavoro arduo, svolto con passione dagli esperti del Centro Musei e non solo, insieme ai soci dell’Associazione Ardea e a un gruppo di studenti universitari, che ha consentito il ritrovamento di reperti di specie estinte in natura o in via di estinzione e che oggi possono essere ammirate nelle vetrine delle sale museali. La tigre di Sumatra, l’orice dalla corna a sciabola, il pecari gigante (precedentemente catalogato come cinghiale), l’hoatzin, il falco giocoliere, l’avvolto papa sono solo alcuni dei reperti riportati alla luce dai depositi, dove sono custoditi circa 5700 vertebrati, insieme a migliaia di conchiglie e insetti.

Con questo nuovo diorama, dunque, il Museo Zoologico partenopeo potrebbe essere il solo in Europa a conservare una coppia di questi esemplari mummificati, non in pelle montata, di Panthera leo melanochaita. Una sottospecie che presenta nel maschio una criniera fulva lungo tutto l’addome e misure degli arti e del cranio differenti rispetto alla specie nominale. La conferma per portare a casa questo primato arriverà a breve dagli studi genetici ancora in corso.

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