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La drammatica situazione del Trasporto pubblico in Campania

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Peggiora la situazione del trasporto pubblico in Campania (Eav): i treni a disposizione sulle linee ferroviarie sono sempre di meno, gli utenti sono esausti, i lavoratori stressati dai mancati pagamenti, come si evince dalla nota, riportata di seguito, del sindacato O.r.s.a .

La situazione delle aziende di trasporto del ell’EAV sta peggiorando sempre di più, i treni a disposizione sulle linee ferroviarie sono sempre di meno, gli utenti sono esausti, i lavoratori sono sempre più stressati, anche perché è esclusivamente sulle loro spalle che ricade questo disservizio e, ovviamente, la polemica quotidiana coi viaggiatori, quando essa non si trasforma anche e purtroppo, in violenza. Sulle linee di MetroCampania NordEst i 3 treni disponibili sulla tratta di Piedimonte Matese non riescono a sopperire adeguatamente al Programma di Esercizio, al punto che necessitano gli autobus sostitutivi, sulla linea metropolitana circolano 3 treni su 11, con ovvie conseguenze e ancor più ovvie soppressioni. Per ciò che concerne la Sepsa, sulla linea Cumana circolano soltanto 2 treni, mentre la Circumflegrea a stento riesce a garantire le corse previste, anche se con enormi ritardi… senza tener conto degli innumerevoli guasti. Dei 70 elettrotreni che avrebbe dovuto avere a disposizione la Circumvesuviana, sbandierati in conferenza stampa, mesi fa dal Direttore Generale, Valeria Casizzone, ne circolano a stento 50 e, giova ricordare che, l’intero parco del materiale rotabile è di 144 treni, ora il calcolo è semplice… volendo non tener conto dei 37 che dovranno essere completamente ristrutturati e dei 2 incidentati, ne dovremmo avere a disposizione 105… perché allora 55 sono ancora fermi ? Quali sono i motivi di questo sfascio ? Non abbiamo pezzi di ricambio ? Non vengono paganti i fornitori ? Mistero fitto !! Ma non eravamo usciti dal tunnel della crisi volendo ascoltare il messaggio che trio Caldoro-Vetrella-Polese ha più volte ripetuto in ogni conferenza stampa pre-elettorale ? Questo numero, questi esigui 50 treni, non ci consentono di poter effettuare tutte le corse previste dal già ridotto programma di esercizio ed è il sintomo più evidente che conferma i nostri sospetti, cioè che non ci sono i fondi per poter fare un’adeguata e duratura manutenzione ai treni. Purtroppo ci troviamo a vivere l’ennesima crisi del trasporto, ma la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che la fase di “vuoto di potere”, che al momento c’è in regione Campania, sta permettendo al management aziendale, ed in particolare al Direttore Generale, di portare a termine una serie di operazioni, che sarebbero state inaccettabili persino alla giunta Caldoro che li ha nominati. Pagina | 2

 

L’arroganza vertice aziendale è arrivata al punto da disporre trasferimenti non necessari e reintegri di funzionari retrocessi per gravi motivi disciplinari, addirittura si arriva a creare nuove strutture ad hoc per poterli adeguatamente “sistemare”, ovviamente con un ulteriore aggravio dei costi aziendali; si fanno finalmente dei concorsi interni, ma in assenza di un piano industriale che definisca in modo serio l’organico aziendale, i numeri di questi sono al momento aleatori, il fine però è sempre quello, cioè la volontà di “trovare una giusta collocazione” e, ovviamente, premiare solo parenti, amici e sodali di dirigenti, funzionari aziendali, politici e sindacalisti. Infine abbiamo la “pietra di uno scandalo colossale”, distribuzione ai soli dirigenti, di un “Premio di Risultato”, per un ammontare complessivo che potrebbe essere tra un milione e un milione e mezzo di euro. Questo premio, comunemente chiamato M.B.O. (management by objectives) è una parte variabile della retribuzione dei dirigenti ed è valutato contratto per contratto. Essendo un elemento contrattuale, il fatto in sé non ci vede contrari, ma saremmo interessati a sapere quali sono gli obiettivi raggiunti dai dirigenti dell’EAV, quali i criteri di valutazione per il raggiungimento degli obiettivi, e chi decide se l’obiettivo è stato raggiunto o meno. Al di là della trasparenza sui criteri, doverosa e necessaria, ci aspettavamo di sapere anche l’importo procapite, perché la privacy è un valore e non un’opportunità per celare certe operazioni e poi… ci chiediamo come sia possibile che i dirigenti dell’EAV, per altro ancora in soprannumero rispetto alle reali esigenze aziendali, che non sono in grado di far funzionare in modo appena appena decente un’azienda, che non sono in grado di garantire l’erogazione dello stipendio ai lavoratori, che non sanno gestire l’appalto per i Ticket, abbiano ora l’indecenza di spartirsi una quota procapite del premio di obiettivo che è pari al costo annuo di un singolo lavoratore. E ci chiediamo, in tutto questo, quale sia stato il ruolo del commissario ad acta, il dott. Voci, sempre attento a bloccare ogni iniziativa economicamente a favore dei lavoratori, e forse troppo distratto quando si tratta di valutare le spese e i costi del management. In ultimo, ma non per ultimo, vogliamo segnalare una petizione che i lavoratori hanno consegnato nelle scorse settimane in azienda , in cui sostengono che “potrebbero” non essere in grado di effettuare “serenamente” il proprio lavoro, se non verranno pagati entro l’ultimo giorno del mese in corso. Pagina | 3

 

Il che significa che se entro martedì non ci saranno gli stipendi, sicuramente dal primo luglio dovremmo aspettarci ulteriori disservizi, ascrivibili esclusivamente all’incompetenza dei dirigenti che negli ultimi tre anni hanno troppe volte fatto sì che i salari non fossero erogati nel giorno previsto, trincerandosi sempre dietro qualche scusa, talvolta anche cervellotica, come l’ultima in ordine di tempo, infatti si dice che “ci sarebbe un non ben definito funzionario regionale che non vuol firmare le autorizzazioni dovute”. Una classe dirigente attenta alla gestione aziendale, non avrebbe consentito tali azioni e una classe dirigente aziendale con una giusta coscienza civica si sarebbe già dimessa da tempo, alla luce di tutti questi evidenti fallimenti, ora noi ci aspettiamo che la nuova classe dirigente regionale ponga immediatamente fine a tutti questi comportamenti inaccettabili e sostituisca i dirigenti incapaci fin da subito, in modo che non arrechino ulteriori danni, economici e di prestigio all’azienda. Il nostro appello va dunque a Vincenzo De Luca, perché provveda in brevissimo tempo a sanare questa orrenda ferita che la giunta Caldoro ha lasciato aperta e che rassicuri immediatamente i lavoratori, sia in merito al futuro societario, che per ciò che concerne l’erogazione degli stipendi.

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