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Ipercoop: riesplode il caso Campania

Ieri a Quarto i lavoratori hanno bloccato ipermercato e centro commerciale. E tra due mesi scade la cassa integrazione ad Afragola.

Dopo due anni e mezzo riesplode la vertenza Ipercoop Campania. La proprietaria Unicoop di Livorno sta infatti prendendo provvedimenti draconiani per arginare il calo di consumi e profitti e dopo aver falcidiato l’Ipercoop di Afragola si appresta a cedere quello di Quarto. Qui ieri lavoratori in sciopero, commessi con la paura di perdere il posto o di vedersi tagliati  i salari e che quindi bloccano con i carrelli vuoti della spesa l’ingresso dell’intero centro commerciale. La scena si è consumata tra le nove del mattino e le undici, davanti al portone del centro commerciale Quarto Nuovo, al cui interno ci sono la galleria con decine di negozi e l’ipermercato Ipercoop.

Intanto l’ipermercato è stato costretto a restare chiuso per tutto il giorno. Sono state scene dure, di tensione da lavoro precario. Gli addetti Ipercoop hanno dato il via al presidio piazzando i carrelli lungo tutto l’ingresso del centro commerciale. La barricata creata dagli scioperanti ha impedito l’accesso nel grande impianto. Sul posto sono sopraggiunti i carabinieri. Il blocco ha provocato l’immediato isolamento della struttura. A un certo punto però alcuni clienti hanno tentato di forzare la barriera improvvisata dai lavoratori in agitazione: momenti in cui si è temuto il peggio. Ma fortunatamente è prevalso il buonsenso. Poi, alle dieci, una delegazione di manifestanti si è recata dal sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, eletta appena tre mesi fa, il primo sindaco campano del Movimento Cinque Stelle. Gli addetti Ipercoop le hanno chiesto di fare qualcosa. “Nel nostro negozio si è instaurato un clima di totale tensione e incertezza”, hanno scritto le rsa in un messaggio inviato a Unicoop. In un comunicato Capuozzo ha annunciato di aver contattato la coop. “E’difficile – ha commentato il sindaco – capire come società cooperative, che dovrebbero avere al centro i lavoratori, decidano unilateralmente dell’incertezza del futuro di centinaia di famiglie. Chiedo come sia possibile permettere queste politiche restrittive alle coop, incuranti di costringere i propri dipendenti a vivere con stipendi al di sotto della soglia di povertà”.

Si parla di una chiusura temporanea dell’ipermercato, che potrebbe scattare già a partire dalla prossima settimana e che è stata prevista nell’ambito di una cessione di ramo d’azienda a Distribuzione Lazio, coop creata da coop Estense e Unicoop. Obiettivi: ridimensionamento strutturale degli spazi, riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, ma non a parità di salario, e contratti modulari. “Vale a dire” – sostiene un addetto, che vuole restare nell’anonimato – “che se servi ti chiamano al lavoro ma che se non servi rischi di restare per settimane a casa senza essere pagato”. I contratti modulari sono già una realtà nel supermercato laziale di Guidonia, passato da Unicoop a Distribuzione Lazio: anche qui cessione di ramo d’azienda e accordo sindacale per la nuova organizzazione ultraflessibile. Ma nel Napoletano i lavoratori non ci stanno. Comunque Unicoop ha già fatto sgomberare gran parte delle merci esposte sugli scaffali dell’ipermercato di Quarto. Venerdi prossimo, 18 settembre, Unicoop e organizzazioni di categoria, Filcams Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, si incontreranno all’hotel Terminus di Napoli per decidere la partita. Si tratterà a oltranza. Per quella data è stato proclamato lo sciopero a tutti gli effetti. Finora c’è stato infatti lo sciopero bianco, cioè non proclamato ma lo stesso attuato sfruttando o le assemblee sindacali oppure, com’è accaduto ieri, giorno della festa del santo patrono di Quarto, il rifiuto di ogni dipendente di recarsi al lavoro nella giornata di straordinario facoltativo festivo.

 

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