mercoledì, Giugno 10, 2026
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Napoli

Incubo campi rom, il prefetto: l’esercito nell’area devastata dall’incendio

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Incontro con i sindaci della zona compresa tra Casalnuovo, Afragola e Arpino di Casoria.   

 

Il prefetto Gerarda Pantalone invierà l’esercito nell’area dell’ultima devastazione ambientale, in quel campo rom abusivo incendiato e distrutto lunedi pomeriggio, nei pressi della Cittadella. Lo ha fatto sapere il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, che ieri si è recato in prefettura anche in qualità di presidente dell’Anci Campania. “E’ un problema complessivo, che investe tante municipalità: bisogna puntare a un tavolo regionale”, aggiunge Tuccillo. Restano avvolte nel mistero le cause del disastro. La compagnia carabinieri di Casoria, che sta conducendo l’indagine, ha raccolto le testimonianze di alcuni nomadi, che sostengono di aver visto alcuni italiani scendere da un’auto per appiccare il fuoco alle baracche. Ma finora non è stata trovata nessuna prova dell’ipotetico assalto. Intanto le fiamme si sono spente soltanto ieri sera lasciando la scena a un paesaggio spettrale, di guerra: alberi inceneriti, rottami di ogni sorta bruciati, animali moribondi e poi tanti, tantissimi rifiuti. E’ stato uno di quegli incendi difficilmente domabili. Ancora per tutta la mattinata di ieri il gioco dei venti ha rivolto la colonna di fumo verso l’aeroporto di Capodichino. Soltanto grazie all’invio di una grande ruspa messa a disposizione dal comune di Afragola è stato evitato il peggio e cioè che la nuvola bianca invadesse lo spazio aereo attraverso cui passano i velivoli in fase di atterraggio, che in quel punto sono ormai a bassissima quota. Il vento però, soprattutto il giorno prima, cioè al momento del disastro, ha giocato un brutto scherzo a tanti comuni vicini. La colonna di fumo nero, enorme, bassa, minacciosa, che si è levata non appena si è sprigionato l’incendio ha costretto migliaia di abitanti di Tavernanova e Licignano di Casalnuovo, di Pomigliano, di Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Castello di Cisterna, Marigliano, del Nolano, a restare tappati in casa per ore a causa dell’aria irrespirabile. Ma la propagazione del fumo, come si evince dal rapporto scritto e fotografico consultabile sul sito dell’Arpac, ha interessato nella notte anche la zona orientale di Napoli, via Argine, il centro Direzionale e l’area della stazione centrale. A ogni modo l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, sempre ieri, attraverso un rapporto diramato intorno alle 15, ha reso noto che le sei centraline di rilevamento della qualità dell’aria, piazzate a cerchio e a una distanza variabile tra i 4 e i 6 chilometri dal punto dell’incendio, hanno riscontrato livelli di inquinamento che complessivamente non hanno superato le concentrazioni consentite dalla legge. L’Agenzia ha ammesso che ci sono stati dei picchi, sia sul fronte degli ossidi di azoto, dell’anidride carbonica, del benzene che delle polveri sottili pm 10 e 2,5, ma che questi non hanno comunque superato i limiti imposti dalla norma. Non è stato possibile invece rilevare la qualità dell’aria nella zona compresa in un raggio di 4 chilometri dall’incendio. Allo scopo l’Arpac ieri ha inviato una centralina mobile che è stata installata nell’isola ecologica di Casalnuovo. “La città che amministro paga lo scotto di un disastro ambientale annunciato “, ha sostanzialmente dichiarato ieri il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, che, insieme al sindaco Tuccillo e al vice Prefetto per la Terra dei Fuochi Donato Cafagna, ha partecipato alla riunione organizzata dal prefetto Pantalone. “L’esercito e i maggiori controlli promessi dal prefetto – ha aggiunto Tuccillo – dovranno servire anche un’area compresa tra Afragola, Casoria, Caivano, Acerra e Casalnuovo. Per quanto riguarda invece la bonifica della zona incendiata abbiamo concordato che si tratta di un intervento di competenza della Regione Campania”. Però lo stesso sindaco Tuccillo non è entusiasta della “soluzione esercito”. “Meglio sarebbe stato – ha eccepito – potenziare i comuni, i vigili del fuoco, la protezione civile”. E resta, ma non è cosa secondaria, il problema dei circa 120 rom che abitavano il campo. Ieri si sono accampati sotto le fronde che lo costeggiano. “Ho offerto alle famiglie di rom con bambini – ha fatto sapere il sindaco Tuccillo a questo proposito – una sistemazione momentanea: ma loro non hanno accettato”. Cittadini inviperiti. Si stanno mobilitando gli attivisti della Terra dei Fuochi: sabato prossimo, a Giugliano, corteo cittadino, alle 18.      

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