CONDIVIDI
L'incendio alla Eurometal di Acerra

Secondo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente la zona industriale durante il rogo di rifiuti metallici è risultata salubre

 

E’ stato sequestrato dalla Procura di Nola l’impianto Eurometal, lo stoccaggio privato di rifiuti metallici andato a fuoco venerdi scorso nella zona industriale di Acerra, nel cuore del polo locale dei rifiuti e alle spalle dell’inceneritore. L’operazione di sequestro è stata messa a segno dalla polizia di Stato. Intanto sta scoppiando una polemica sui dati diffusi dall’ARPAC circa la qualità dell’aria nel territorio interessato per oltre 40 ore dall’incendio. Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, nei due giorni in cui sono divampate le fiamme da cui è scaturita una grande nube di fumo la qualità dell’aria sarebbe stata da buona a ottima proprio nella zona industriale di Acerra, il luogo del rogo, dove c’è il polo dei rifiuti e il più grande inceneritore d’Europa, e da discreta a buona in tutta l’area a nordest di Napoli. Lo prova il bollino azzurro fatto apporre dall’Arpac sulla centralina della zona industriale di Acerra, nella mappa interattiva che si trova all’interno del sito pubblico dell’Agenzia e che è relativa alla giornata del 15 febbraio. Giornata in cui il fumo ancora si levava dalla Eurometal. Solo altre due centraline in quel giorno hanno fatto registrare aria ottima, cioè da bollino azzurro, come ad Acerra. Una si trova nel Cilento e un’altra ai piedi del massiccio del Taburno. Ora però il leader ambientalista di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo, è indignato. “E’ incredibile quello che fa l’ARPAC – commenta Cannavacciuolo – noi ambientalisti abbiamo seguito sul posto per giorni la vicenda e per questo possiamo purtroppo assicurare tutti che nella zona non si poteva nemmeno respirare tanto erano insopportabili le esalazioni e le ceneri. Quindi non possiamo e non dobbiamo credere a questi dati. Da tempo – fa notare ancora  Cannavacciuolo – c’è un palese problema di attendibilità degli organismi che dipendono dalle istituzioni. Tanto per fare un esempio nelle settimane scorse, quando le centraline di Acerra hanno fatto registrare valori paurosi, l’ARPAC ha annullato i dati per una presunta avaria tecnica. Dobbiamo a questo punto necessariamente prendere atto che c’è scarsa trasparenza nelle attività di controllo dello Stato per la salvaguardia della salute pubblica”.