Il fuoco si è propagato nello spiazzale di un rivenditore di auto. Tre le vetture danneggiate. L’intervento dei vigili del fuoco ha evitato danni peggiori. Si indaga per rogo doloso.
Erano da poco passate le 23 quando ieri sera sulla strada statale 7bis, all’altezza della seconda rotonda di Brusciano, c’erano ancora due autobotti dei vigili del fuoco e le auto dei carabinieri con i lampeggianti accesi. Le fiamme, grazie all’intervento dei pompieri, erano già sparite, ma avevano fatto in tempo a divorare due vetture e a bruciarne in parte una terza tra quelle che erano parcheggiate nello spazio espositivo all’aperto di “Autovetture”, un centro di rivendita di auto ubicato all’ingresso della strada che conduce nella zona industriale di Brusciano e nella sua area rurale. Sul posto è stata trovata una bottiglia contenente liquido infiammabile. L’incendio è quindi senza dubbio doloso. Si indaga ora per comprendere i motivi che hanno spinto ad attaccare quell’attività, che a quell’ora era chiusa. L’incendio sarebbe stato appiccato intorno alle 22,30. Il materiale combustibile sarebbe stato gettato su uno dei veicoli in sosta e da quel punto di innesco le fiamme si sarebbero poi estese sulle altre due vetture rimaste abbrustolite. Il titolare dell’attività è un 31enne di Brusciano che ha negato minacce o problemi con qualcuno. La sensazione, non corroborata per il momento dalle indagini, è che i “signori” del racket vogliano tenere sotto scacco le attività nate negli ultimi anni come i funghi lungo una strada di collegamento dove si sta sviluppando il commercio. Due settimane fa, sulla stessa arteria, nel tratto del comune di Mariglianella, è stata lanciata una bomba carta contro un emporio gestito da un imprenditore cinese. Anche lui aveva negato di aver ricevuto minacce. Per gli inquirenti, nei due casi ad entrare in azione non è stata la stessa mano. Le modalità con cui si è operato sono diverse. E se l’attività d’indagine inizia a propendere per la vendetta commerciale per spiegare l’esplosione dell’ordigno davanti al negozio di Mariglianella, rendendo sempre più flebile la pista del racket, le idee ancora non sono chiare sull’assalto incendiario di ieri sera tra Castello di Cisterna e Brusciano, sul quale gli accertamenti sono appena iniziati. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, si stanno occupando di approfondire l’accaduto. Hanno trascorso la notte a raccogliere elementi per far luce sul rogo doloso, avvenuto in un territorio su cui da mesi bande di malavitosi si stanno scontrando per il controllo delle attività illecite.



