Riceviamo e pubblichiamo una nota del Senatore Francesco Urraro sul MES: “nell’interesse primario dei cittadini bisognava partire da un approccio utile attraverso la necessaria e indifferibile monetizzazione del fabbisogno.”
Doverosa la mozione di sfiducia.
Una sorta di subalternità ci ha condotto al MES, un Meccanismo con lunghe radici dalle modifiche dei Trattati europei con l’introduzione delle “condizioni” e che rappresenta un vero e proprio “creditore privilegiato” rispetto ad un semplice creditore, ad esempio un acquirente di un BTP italiano nell’eventualità critica di esigenza di rimborso.
Evidente la compressione dell’interesse del Paese con i negoziatori italiani, senza alcun doveroso mandato parlamentare, definendo un accordo su misure così gravi con il prestito del MES per affrontare le spese determinate dall’emergenza sanitaria. Inevitabile il seguito parlamentare, per quanto di nostra competenza, con la richiesta di mozione di sfiducia. Per fronteggiare realmente un momento così forte di emergenza sanitaria, come un evento bellico, nell’interesse primario dei cittadini bisognava partire da un approccio utile attraverso la necessaria e indifferibile monetizzazione del fabbisogno.



