Miti, leggende e divinità hanno da sempre accompagnato la storia dell’uomo, ritagliandosi un ruolo importantissimo in ogni contesto: emblematico il caso della mitologia religiosa, che anche quando ormai superata continua ad essere tramandata attraverso continue rielaborazioni nella cultura popolare. Basti pensare a Loki, Thor e Odino, figure centrali del pantheon norreno e diventate protagoniste nei fumetti Marvel nonché nei recenti cinecomics da questi ultimi tratti; alle numerose produzioni televisive e cinematografiche dove protagonisti sono gli dèi e gli eroi della mitologia greca; agli innumerevoli esempi di opere letterarie come nel caso di American Gods, fra le opere più note di Neil Gaiman e dove prendono sembianze umane divinità e creature mitologiche delle più diverse culture. Inevitabile, dunque, che la mitologia arrivasse a fornire ispirazione anche a uno dei media più giovani, ma in grado comunque di raggiungere innumerevoli persone: il videogioco. Per diversi motivi ed esigenze, esattamente come negli altri casi, anche il videogioco ha fatto largo utilizzo di figure mitologiche e divine riconducibili a culture del passato.
Una delle esigenze alla base dell’utilizzo di figure mitologiche è quello di sfruttarne gli aspetti più legati alla loro natura di essere sovrannaturali: un ottimo esempio in tal senso viene dalla serie di Assassin’s Creed. La premessa del videogioco è che la Terra, prima dell’uomo, sarebbe stata abitata da una razza tecnologicamente più avanzata: una volta estintasi, il suo ricordo sarebbe sopravvissuto nei miti umani attraverso un processo di divinizzazione. Fin dal suo esordio la serie ha utilizzato alcune divinità del pantheon greco – romano come Giunone, Minerva e Giove, trasformandole in scienziati di tale civiltà e, col passare del tempo, ricordati come divinità nelle tradizioni degli uomini. Più di recente un analogo trattamento è stato riservato a molte figure del ricco pantheon norreno, sfruttando così l’eredità culturale mitologica per arricchire la trama della serie videoludica, una fra le più iconiche degli ultimi anni.

n altre circostanze, invece, il mondo mitologico influenza quello videoludico fornendo un setting immediatamente riconoscibile, nonché dotato di un fascino del tutto particolare. È emblematico sotto questo profilo il caso delle slot machine, da considerare a tutti gli effetti videogiochi data la loro presenza su piattaforme online che ne propongono un vasto numero suddiviso per jackpot e temi: fra questi ultimi, uno particolarmente ricorrente ha a che fare proprio con diverse mitologie. Viene infatti ampiamente fatto uso dei protagonisti legati alla mitologia egizia e greca, inseriti da tali titoli per fornire un’ambientazione facilmente identificabile in particolar modo attraverso l’utilizzo di alcuni simboli iconici: una scelta capace di dare a colpo d’occhio un contesto culturale in grado di influenzare lo stesso gameplay, oltre a beneficiare dell’incessante evoluzione delle infrastrutture di rete, sempre più performanti.
Un differente profilo è presente in quei titoli che sfruttano il carattere di culto di molte divinità mitologiche, inserendone proprio questa componente all’interno del gameplay. Un esempio su tutti viene da Age of Mythology, spin off della fortunata serie strategica in tempo reale Age of Empires che sceglie di concentrarsi maggiormente sull’aspetto culturale delle varie civiltà. Il titolo infatti riduce drasticamente il numero di civiltà giocabili, portate a sole tre, ma inserisce una componente legata al pantheon di tali tre civiltà: egizi, greci e nordici. Le varie divinità inserite nel gameplay sono in grado di influenzarlo in vari modi, conferendo bonus e rendendo possibile la creazione di unità mitologiche. Si tratta di un ottimo esempio di come la componente mitologica possa arricchire un titolo già di per sé perfettamente funzionante.

Infine, un ultimo aspetto è riscontrabile in quei titoli che utilizzano l’aura leggendaria intorno a divinità e figure mitologiche per farne degli antagonisti particolarmente potenti. La serie God of War, punta di diamante delle varie generazioni di console Sony, ha sempre utilizzato proprio questo profilo: in ogni titolo il protagonista si trova a interagire con divinità ed eroi della mitologia greca, il più delle volte nelle vesti di boss da sconfiggere. L’ultimo titolo del franchise, così come quello che ad esso dovrebbe seguire, hanno compiuto la stessa opera con i protagonisti della mitologia norrena, espandendo così il numero di avversari di questo tipo.
Si può dunque concludere che il mondo videoludico, a vario titolo, sia sempre stato fortemente influenzato dalle mitologie di varie culture: insieme a film, fumetti e libri, anche il videogioco va quindi aggiunto ai media in grado di portare avanti questo tipo di approccio alla mitologia.



