Grave la situazione economica del Mezzogiorno: complici disoccupazione e calo delle nascite, secondo quanto rilevato dal rapporto Svimez, il sud Italia rasenterà presto la povertà.
L’ultimo rapporto Svimez, l’istituto per gli studi sul Mezzogiorno, lancia l’allarme sulla crisi economica nel Mezzogiorno che, “alla fine del prossimo cinquantennio, avrà perso 4,2 milioni di abitanti, oltre un quinto della sua popolazione attuale, rispetto al resto del Paese che ne guadagnerà, invece, 4.6 milioni. Paralisi economica. Dal 2000 al 2013 il Sud d’Italia è cresciuto del 13%,”la metà della Grecia” secondo il rapporto Svimez sul Mezzogiorno. “In tredici anni, dal 2000 al 2001 – si legge sempre nel rapporto – l’Italia è stato il Paese che è cresciuto meno di tutti i paesi considerati. Per quanto riguarda le nascite, solo 174mila, minimo storico in 150 anni di unità d’Italia. Lo Svimez definisce questo drammatico calo demografico “uno tsunami dalle conseguenze incredibili”. Allarme povertà. “Una persona su tre a rischio al Sud mentre soltanto una ogni dieci è indigente al Nord”, dice lo Svimez. “In Italia, negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014 le famiglie assolutamente povere sono cresciute, a livello nazionale, di 390mila nuclei. Quanto al rischio povertà nel 2013 vi era esposto, in Italia, il 18% della popolazione. Forti le differenze regionali: 1 ogni 10 a un passo dall’indigenza al Centro-Nord, 1 ogni 3 al Sud.” La regione italiana che sta peggio è la Sicilia – dove i davvero poveri sono il 41,8% – Seguita dalla Campania (37,7%). Lavoro. Solo una donna ogni cinque porta lo stipendio a casa al sud e particolarmente disoccupate sono le più giovani. Occupazione. Allarme lavoro al Sud che, negli anni della crisi, ha visto una contrazione dell’occupazione del 9% e, nel solo 2014, ha perso 45mila posti di lavoro. Secondo i dati Svimez il Mezzogiorno, tra il 2008 ed il 2014, ha registrato una caduta dell’occupazione del 9%, a fronte del -1,4% del Centro-Nord. Delle 811mila persone che, in Italia, hanno perso il posto di lavoro in questo periodo, ben 576mila sono residenti nel Mezzogiorno. Nel Sud, dunque, pur essendo presente appena il 26% degli occupati italiani, si concentra il 70% delle perdite determinate dalla crisi. Davanti a questo quadro di drammatica povertà economica e calo delle nascite ai minimi storici fatto dal rapporto Svimez, nessuno di noi può rimanere indifferente. Dietro questi numeri ci sono volti, storie, uomini e donne che con dignità ogni giorno cercano di vivere una vita degna di essere vissuta. E’ chiaro che il Mezzogiorno resta l’area del Paese più in difficoltà, dove le famiglie che vivono in povertà assoluta sono il doppio rispetto a quelle del Nord: il 16% delle famiglie del Sud ha dichiarato di non riuscire a coprire, con il proprio reddito, nemmeno le spese indispensabili. Papa Francesco nella “Laudato sì” dice a tutti che prima della finanza e prima dell’economia viene la persona umana, che bisogna sempre mettere al centro della vera politica. Ancora non ci siamo. Al di là dei proclami e dei conclamati successi politici sulle riforme, questo governo ancora non ha affrontato i veri problemi della gente. Soprattutto del Sud. E’ ora di fare presto





