Dati agghiaccianti dalle analisi: alluminio e ferro centinaia di volte più della norma.
Sono stati resi noti dall’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo i primi risultati delle analisi dei campioni prelevati dalla discarica abusiva di via primo maggio. Lo sversatoio si è incendiato due volte nella seconda metà di giugno. Le esalazioni sprigionate provocarono decine di vittime, intossicate dai fumi nauseabondi provenienti dal controfosso dei Regi Lagni. Intanto dopo due mesi il pericolo è sempre in agguato. Si sono infatti riattivate altre fumarole. Il sospetto e che non si siano del tutto spenti i metalli pesanti e gli idrocarburi riscontrati nelle analisi dai tecnici del laboratorio accreditato al quale si sono rivolti Cannavacciuolo, i Voltontari Antiroghi e alcuni cittadini di via primo maggio, nel rione limitone, disclocato accanto al versante occidentale dei lagni. Nel frattempo risultano allarmanti i livelli di alluminio e ferro, centinaia di volte superiori al normale, trovati nei campioni prelevati dalla zona incendiata, dove ancora ci sono le fumarole. Preoccupanti anche i numeri relativi a zinco, rame e idrocarburi, ben oltre i limiti consentiti dalla legge, il testo unico sull’ambiente. Il problema principale però è che il fuoco sotto il terreno di riporto dello sversatoio è ancora attivo. Cosa che sta facendo montare la rabbia della popolazione, già scesa in piazza a giugno e a luglio.



