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Il “Blob” di Acerra fa capolino nella notte tra martedì e mercoledì

Dopo giorni di assenza di nuovo la schiuma.

 

E’ rispuntata dai tombini nella notte tra martedì e mercoledì la misteriosa  schiuma bianca che fuoriesce dal sottosuolo di via Buozzi e dintorni. Attraverso Facebook le tante segnalazioni della gente, che hanno in qualche modo smentito le dichiarazioni iniziali del sindaco, in un primo momento orientate a bacchettare “gli sciacalli da tastiera”.  La schiuma gelatinosa è sprizzata dal sottosuolo impadronendosi di centinaia di metri di strada e le auto di passaggio sono state costrette a zigzagare per evitarla. Il fenomeno si è protratto fino all’indomani mattina, ieri. Sul posto sono quindi tornati i vigili urbani. Con loro c’era una pattuglia di carabinieri e una squadra dell’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente. I tecnici ambientali hanno prelevato alcuni campioni di schiuma, il cui odore non era certo rassicurante. “E’ il fetore che di solito sprigionano sostanze chimiche – spiega sul posto Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista del territorio – la sostanza è molto volatile, si disperde nell’aria facilmente per cui può penetrare dappertutto e quando sfuma tra le mani lascia un alone impregnando la pelle di un puzzo di idrocarburi”. Nel pomeriggio il fenomeno si è attenuato. Ma il sottosuolo è rimasto zeppo di questa inquietante sostanza. “Potrebbero essere i residui scaricati da una lavanderia della zona”, scrive in un comunicato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che fa sapere di aver allertato subito l’Arpac allo scopo di mandare i tecnici ad Acerra. “Sono due mesi che questo schifo ci sta flagellando – racconta intanto Giacomo Castaldo, un abitante della zona colpita da “blob” – e nessuno ha fatto niente”. I risultati delle analisi saranno resi noti nei prossimi giorni. Ieri Cannavacciuolo ha analizzato il grafico delle condutture fognarie del territorio. “Non credo proprio che si tratti dei residui di una lavanderia – eccepisce l’ecologista – prima di tutto per le enormi quantità e poi, ma non è cosa secondaria, per l’odore che emana la schiuma”. Se ne saprà di più quando l’Arpac farà conoscere l’esito delle analisi. “La schiuma – aggiunge Cannavacciuolo – credo sia prodotta dall’azione delle pompe di sollevamento della condotta fognaria, pompe che si trovano tra via Stendardo e via Buozzi. E’ stata la movimentazione forzata dell’acqua scaturita dal sollevamento delle pompe a crearla perché l’acqua è molto probabilmente contaminata da additivi e idrocarburi”. Si sospetta ovviamente uno scarico illegale direttamente nelle foglie di grossi quantitativi di liquami chimici. All’altezza di via Stendardo c’è un collettore di vari rami fognari. Uno di questi proviene da un’azienda di via Mulino Vecchio che scarica le proprie acque nel collettore. Indagini a tutto campo.

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