Il percorso si fa più irto ma non per questo meno affascinante e avanti ancora, in uno scenario che da rurale diviene alpino.
Terza tappa dei nostri trekker briganti che da ieri hanno lasciato i paesini a valle, partendo da Cartore, dove avevano pernottato, per salire lungo la Val di Fua, percorrendo un ripido sentiero per arrivare al lago Duchessa. Il lago divenne famoso a fine anni 70 per esser stato uno di quei luoghi dove si cercò, dopo falsa segnalazione, il corpo di Aldo Moro dopo il suo tragico rapimento.

Gli escursionisti sono poi entrati nella riserva del Sirente e del Velino, zona di nascondigli di briganti. Cartore era infatti il cuore del loro territorio e nei monti lì intorno si nascondevano quelli più conosciuti. Infatti sulla vetta alla destra del lago, dall’altro versante, è nascosta la grotta dell’oro, famosa perché i briganti vi nascondevano tutto ciò che sottraevano ai malcapitati.

Salendo verso il lago, con il Monte Velino di fronte, hanno affrontato il Malopasso, valico oltre i 1900 m, trovandosi di fronte alla Val di Teve, valle chiusa da ottobre a maggio, per la presenza di diverse frane.

Con un percorso di 1000 m di dislivello e oltre 25 km e sempre in compagnia dei due ferraresi e della ormai mitica bottiglia di vino, i nostri amici chiudono l’anello giungendo nuovamente a Cartore lasciandosi alle spalle il ghiaccio e le cime innevate del Velino.
Oggi riprenderanno il cammino verso i paesini di Rosciolo e Scurcola Marsicana.



