Il primo cittadino di Pomigliano, Raffaele Russo, aveva querelato il consigliere comunale del M5s Dario De Falco per diffamazione. Il procedimento è stato archiviato dal gip del tribunale di Nola
Un video pubblicato sui social da De Falco durante la campagna referendaria sulla riforma costituzionale aveva fatto infuriare il sindaco di Pomigliano. Era stato creato dal pentastellato con l’intento di criticare la scelta del primo cittadino e del partito locale di Forza Italia di schierarsi a favore del “Sì”. A sostegno di quella posizione, il 21 novembre scorso era arrivato a Pomigliano il presidente della Regione Campania De Luca, per un convegno tenutosi al teatro Gloria. In quei giorni, tra l’altro, montava la polemica sulle “fritture di pesce”.
Nel filmato, divulgato da De Falco e intitolato “Gli effetti di Gomorra sulla politica”, al volto di De Luca si associava la voce di Pietro Savastano, capoclan in “Gomorra”. Scorrevano poi foto in cui il presidente della Regione sedeva a fianco del sindaco di Pomigliano. Ma Russo non ha gradito e ha risposto con la denuncia, annunciata pubblicamente durante un consiglio comunale.
Il gip del tribunale di Nola, Paola Borrelli, avallando la richiesta del pm, ha ritenuto che non ci fossero gli elementi per portare avanti il procedimento, spiegandone le ragioni nell’ordinanza di archiviazione sottoscritta lo scorso primo maggio. «Tenuto conto – ha motivato il giudice – della peculiarità della satira, deve dirsi che l’indagato si è ispirato ai noti fatti di cronaca che avevano preceduto la consultazione referendaria – e ha aggiunto – l’indagato lo ha fatto nelle forme della satira, ispirandosi non solo al notissimo serial “Gomorra”, ma anche alla quasi altrettanto nota parodia di quest’ultimo, circolata su internet e ideata dal gruppo comico “The Jackall” in cui si inserivano le espressioni tipicamente utilizzate dai protagonisti della serie tv nell’ambito di scene di vita quotidiana, con l’effetto di ridicolizzare le “pose da camorrista” degli stessi di fronte all’incredulità degli interlocutori». Sottolinea, inoltre: «Non solo non vi è nocumento gratuito e gratuitamente dispregiativo della persona offesa che esuli rispetto a quanto consentito in tema di satira ma, a ben vedere, nel video, se vi sono scene mute in cui è ritratto il sindaco Russo, le espressioni del capoclan della serie tv sono attribuite non già a quest’ultimo ma al presidente De Luca, il quale non è parte di questo procedimento».



