Nel quadro di Battistello Caracciolo San Giuseppe è un affettuoso padre “napoletano”

“San Giuseppe e il Bambin Gesù” (olio su tela, cm. 72 x 97,5).  Dedico questo articolo a tutti gli amici che oggi festeggiano l’onomastico. Scrisse Bernardo De Dominici, nel 1742, che Battistello Caracciolo (1578- 1635), quando Caravaggio arrivò a Napoli, fu tra quelli che adottarono subito la “nuova maniera di scuri con pochi lumi e che terminava nell’ombra”. E dunque Battistello e tutti gli altri “caravaggeschi” napoletani produssero, scrive ciecamente il De Dominici, quadri dipinti nel segno “di sozze e ignobili fattezze”. Battistello dipinse anche un Bambino Gesù che è di cattivo umore (immagine in appendice).   De Dominici, che aveva addestrato la sua percezione sull’accademico “rococò” della pittura del Settecento, non era in grado di cogliere la grandezza rivoluzionaria di Caravaggio e il genio di alcuni “caravaggeschi” napoletani. A spiegare e a dimostrare l’importanza di Mattia Preti, di Massimo Stanzione, della prima produzione di Battistello, di Luca Giordano, di Francesco Solimena fu la grande Mostra sulla civiltà del Seicento napoletano, che venne progettata e organizzata da Raffaello Causa e si aprì a Capodimonte nell’ottobre del 1984: ma “Raffaello Causa, scomparso improvvisamente e prematuramente nell’aprile, non ebbe modo di vederne la realizzazione e di emozionarsi per l’incredibile successo di pubblico che, contrariamente alle sue stesse previsioni, accompagnò l’iniziativa per l’intero arco dei cinque mesi durante i quali la mostra restò aperta a Capodimonte.”( Nicola Spinosa). Ricordiamo che Raffaello Causa crebbe a Ottaviano, che il padre insegnava nell’Istituto Tecnico, che Ottaviano gli ha intitolato una strada, ma non ha realizzato nessuna delle promesse fatte durante una manifestazione commemorativa che si tenne nel 2015. Dunque, nella sua prima produzione Battistello Caracciolo seguì la lezione di Caravaggio e della pittura olandese condividendo il naturalismo delle forme e i forti contrasti cromatici e tra toni chiari e scuri, il così detto “tenebrismo”. In questa fase il pittore dipinse il “Bambino Gesù” (immagine in appendice), il volto del quale ci dice che il Bambino è di cattivo umore, e  lo dice con una smorfia che ci consente di immaginare il pittore mentre percorre i vicoli di Napoli e osserva e registra gesti e espressioni. E in quei vicoli avrà visto anche la canestra con i pani, “lo straordinario brano di natura morta” che sta in basso a sinistra (per chi guarda). Nel quadro “San Giuseppe e il Bambin Gesù”, dipinto nel 1625, Battistello modifica radicalmente l’immagine tradizionale che rappresenta la “Sacra Famiglia” nella storia della pittura. Il Bambino, che di solito è tra le braccia di Maria, qui si stringe al petto di Giuseppe; non c’è riferimento alcuno alla dimensione divina della “scena”, non ci sono angeli, non c’è la presenza delle forme vitali del paesaggio, non c’è traccia della luce soprannaturale. Il Bambino e Giuseppe sono un padre e un figlio che il pittore ha potuto osservare nei luoghi della città in cui vivono, agiscono, e liberamente si esprimono, i Napoletani “umili”. E Cristo è un bambino contento di stringersi al petto del padre e di appoggiare su quel petto la testa e le guance paffute, mentre i brividi della sua contentezza ci vengono rivelati dalle pieghe della sua veste rossa, su cui pare che si muovano ancora le rapide pennellate. E Giuseppe riesce a nascondere le sue emozioni, e affida il messaggio della sua immensa letizia alle mani che si stringono intorno al corpo del Bambino: il volto, il mantello, la chioma, la barba e le dita del Padre putativo sono dipinti nei toni diversi di un dominante e “calmo” colore di terra, perché nulla deve distrarre lo sguardo dell’osservatore dal centro ideale dell’opera: gli occhi del Bambino e gli occhi di Giuseppe. Ma poi Battistello abbandonò le strade del naturalismo e del tenebrismo, perché incominciò a dipingere affreschi, e questa scelta lo costrinse, fatalmente, a “schiarire” la sua percezione e la tavolozza. Ma è un pittore che, come altri artisti napoletani, merita più spazio nei libri di scuola e nell’attenzione degli alunni e del pubblico dei lettori.

Il Decimo Certamen Acerranum celebra Virgilio tra tradizione e nuove voci

Riceviamo e pubblichiamo: Certamen Acerranum Decimum

L’IS Alfonso Maria de’ Liguori di Acerra in gioioso fermento per la gara dedicata a Virgilio, poeta simbolo della romanità.

Compie 10 anni il Certamen Acerranum, ideato e promosso dal Liceo Statale “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra, nella consapevolezza che le lingue classiche costituiscono un insostituibile patrimonio culturale, da tutelare e rispettare.

Il 20 e il 21 marzo 2026, al termine di un lungo e articolato percorso di preparazione, si svolgerà la sfida tra giovani estimatori della lingua latina, studenti del quarto e quinto anno dei Licei Classici e Scientifici italiani, che venerdì 20 marzo si incontreranno alle 9:00 nell’Auditorium dell’Istituto acerrano per affrontare traduzione e commento di un brano dell’Eneide virgiliana, scelto dal Prof. Enrico Ariemma, docente di Lingua e letteratura latina presso l’Università degli Studi di Salerno e Presidente della Commissione. Fanno parte della Commissione i docenti Silvia Rosati (Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Cristoforo Colombo” di Frattaminore), Grazia Iennaco (Docente del Liceo Classico Statale “Umberto I” di Napoli) ed Emanuele Scartaghiande (Docente del Liceo Statale “Renato Caccioppoli” di Scafati).

Quest’anno, Il Certamen mantiene le Sezioni Laus Italiae, destinata agli studenti di tutti i Licei italiani, alla quale prendono parte 46 studenti provenienti da 16 scuole di Campania, Basilicata, Lazio e Puglia e Acerrae, rivolta agli studenti del de’ Liguori (18 partecipanti), ma per il decimo anniversario si arricchisce di una nuova Sezione, denominata Novae Voces e riservata agli studenti del primo, del secondo e del terzo anno dei licei classici e scientifici italiani, che vede in gara 18 studenti di 3 scuole di Campania, Abruzzo e Calabria. È stato loro richiesto di elaborare un podcast video o un podcast audio originale, dedicato alla figura di Virgilio, alla sua opera e alla sua ricezione nella cultura successiva, evidenziandone l’attualità e il valore universale. «Forsan et haec olim meminisse iuvabit» (Aen. I, 203)«Forse un giorno sarà piacevole ricordare anche questi avvenimenti». Questo verso del Poeta è stato scelto come affermazione del valore che il passato, scevro di nostalgiche interpretazioni, può avere e ha nell’interpretazione del presente.

L’Eneide tutta insegna che ogni nuova costruzione (civile, sociale o personale) comporta dolore e sacrificio. Il poema invita a confrontarsi con le proprie origini — i propri “inferi” personali — per poter tracciare la propria identità all’interno di una comunità più ampia. In quest’ ottica la proposta del Certamen Acerranumrappresenta un invito a considerare la complessità del presente come un’esperienza la cui interpretazione può attingere consapevolezza dalla lezione degli antichi e favorire il formarsi di una coscienza civile che non trascuri mai i valori etici e umani.

Questi temi saranno rimarcati nella Lectio Magistralis del Prof. Ariemma, che sabato 21 marzo alle 9:30 aprirà la Cerimonia di Premiazione, attesissima da tutti i partecipanti. Previsti Premi in denaro e Menzioni di merito.

Il Certamen è patrocinato dal Comune di Acerra, dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, dall’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova, dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, dell’Archeoclub d’Italia, nonché del Lions Club Acerra Valle di Suessola e del Rotary Club Acerra-Casalnuovo “Aniello Montano”.

Conti in difficoltà per il Comune di Somma Vesuviana: la Corte dei Conti continua a rilevare criticità

La Corte dei Conti ha riacceso un faro sulla situazione finanziaria del Comune di Somma Vesuviana, evidenziando una serie di criticità rilevanti sia dal punto di vista formale che sostanziale. Al centro di una seconda relazione istruttoria emerge un quadro complesso, che potrebbe avere conseguenze importanti per l’ente e per i cittadini.
Il primo elemento contestato riguarda i tempi di approvazione del piano di riequilibrio finanziario, lo strumento con cui il Comune tenta di risanare i propri conti. Secondo la Corte, il piano è stato approvato oltre il termine previsto dalla legge. La scadenza era fissata al 16 gennaio 2025, mentre l’approvazione è avvenuta il 20 gennaio. Il Comune ha sostenuto una diversa interpretazione del calcolo dei termini, ma i giudici contabili non hanno accolto questa posizione, ritenendo il ritardo rilevante.
Si tratta di un punto cruciale: il mancato rispetto dei tempi potrebbe compromettere l’intero piano e aprire la strada a procedure più gravi, fino al possibile dissesto finanziario.
Accanto al problema formale, la Corte evidenzia difficoltà strutturali nei conti dell’ente. Il disavanzo complessivo è molto elevato, vicino ai 19 milioni di euro, e risulta in forte peggioramento rispetto agli anni precedenti. Questo, secondo la relazione arrivata qualche giorno fa , è anche il risultato di una gestione contabile non sempre accurata, che avrebbe sottostimato alcune voci fondamentali.
Tra le criticità segnalate ci sono i debiti fuori bilancio, pari a diversi milioni di euro, e la mancata corretta gestione di fondi obbligatori negli anni passati. In particolare, alcune somme che avrebbero dovuto essere accantonate non sono state previste, contribuendo a rappresentare una situazione finanziaria più favorevole di quella reale.
Un altro elemento di debolezza riguarda la capacità di riscossione. Il Comune fatica a incassare quanto previsto da tasse e tributi, generando una carenza di liquidità che incide sull’equilibrio complessivo dei conti. Anche su questo punto, la Corte ritiene che le previsioni siano state troppo ottimistiche.
Nel complesso, la Corte dei Conti  descrive una situazione fragile, caratterizzata da errori accumulati nel tempo e da margini di manovra ridotti. Il rischio principale è che il piano di riequilibrio non venga ritenuto valido, con conseguenze potenzialmente pesanti.
Se si arrivasse al dissesto finanziario, il Comune sarebbe costretto ad adottare misure drastiche: aumento delle tasse locali ai livelli massimi, riduzione dei servizi e forte limitazione degli investimenti.
Al momento, tuttavia, la situazione non è ancora definitiva. Il Comune potrebbe tentare di fornire chiarimenti o apportare correzioni. Saranno i prossimi passaggi a determinare se esistono margini per evitare le conseguenze più gravi o se si andrà verso una procedura di dissesto.
La vicenda resta quindi aperta, ma il segnale della Corte dei Conti è chiaro: la situazione finanziaria richiede interventi rapidi e rigorosi.  In ogni modo, la  sentenza definitiva della Corte dei Conti dovrebbe arrivare a fine marzo.

Questore chiude per un mese 5 locali dopo violenze: c’è anche la disco di Pomigliano

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Il Questore di Napoli, nell’esercizio dei poteri di prevenzione e tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha disposto la sospensione temporanea delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nonché dell’intrattenimento musicale e danzante, per cinque esercizi pubblici della movida napoletana. In particolare, i provvedimenti, notificati ed immediatamente esecutivi, hanno disposto la chiusura per 30 e 15 giorni di due locali nella zona di Chiaia, ed altri tre locali chiusi per 30 giorni nelle zone di Montecalvario, Pozzuoli e Pomigliano d’Arco. Questi interventi, sono stati adottati a seguito di gravi episodi di violenza che hanno messo a rischio l’incolumità degli avventori e dei residenti, fatti questi che si sono verificati all’interno o nelle immediate vicinanze degli esercizi commerciali, in orari notturni e nel contesto della movida. I decreti si inseriscono in una più ampia strategia di controllo del territorio, coordinata dalla Questura con tutte le Forze di Polizia, al fine di scongiurare il ripetersi di episodi che generano allarme sociale e ledono la percezione di sicurezza dei napoletani e dei turisti.

Casoria, concluso il corso sulla sicurezza stradale per la Polizia Locale: “Collaborazione e formazione”

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Casoria. Si è concluso martedì mattina, presso la sala convegni dell’Istituto Andrea Torrente, il corso di specializzazione sulla sicurezza stradale per la Polizia Locale.

L’Istituto superiore di via Duca d’Aosta ha ospitato un importante momento di formazione, iniziato lo scorso 10 marzo e terminato con un incontro con le istituzioni del territorio. L’esperienza formativa ha coinvolto oltre 85 operatori e più di 20 Comandi di Polizia Municipale della Campania, oltre a una rappresentanza arrivata da Ponza, comune del Sud Pontino.

Il corso di specializzazione dedicato al Codice della Strada e alla sicurezza stradale è stato organizzato dalla Regione Campania – Scuola di Polizia Locale ed è stato rivolto agli operatori di Polizia Locale.

All’incontro di chiusura sono intervenuti il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, il dirigente della Scuola Regionale di Polizia Locale, Dionisio Limongelli, la dirigente scolastica del Torrente, Annamaria Orso, e il comandante della Polizia Locale di Casoria, Pasquale Pugliese, direttore del corso. Il convegno, moderato dal giornalista de Il Mattino Franco Buononato, ha sottolineato l’importanza della Polizia Locale sul territorio come primo presidio di legalità e di vicinanza ai cittadini.

Il sindaco Raffaele Bene ha sottolineato l’impegno degli agenti nelle situazioni di emergenza e la loro presenza sul territorio come valore aggiunto: «Protagonisti silenziosi ma fondamentali della vita quotidiana delle nostre comunità.

Ringrazio la Regione Campania, l’Istituto Superiore “Andrea Torrente” e la preside Annamaria Orso per l’ospitalità, la Scuola di Polizia Locale e tutti i Comandi presenti per aver scelto Casoria come punto di riferimento, grazie anche al comandante Pasquale Pugliese.

La sicurezza è un bene comune e si costruisce insieme, con competenza, dedizione e spirito di servizio».

Alla fine del convegno la dirigente Annamaria Orso e gli altri ospiti istituzionali sono stati omaggiati con una pergamena. In chiusura, gli allievi dell’indirizzo alberghiero hanno preparato un pranzo per i partecipanti al percorso di formazione.

Conclude il comandante Pasquale Pugliese:
«La sicurezza è un bene comune e si costruisce ogni giorno attraverso la collaborazione tra istituzioni e cittadini. La legalità non va solo predicata, ma soprattutto praticata, con comportamenti responsabili, impegno nello studio, rispetto delle regole e senso civico».

Scoperta fabbrica clandestina di soldi falsi in casa: arrestato dai finanzieri

Maxi operazione della Guardia di Finanza a Torre Annunziata, dove i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno individuato e smantellato una vera e propria stamperia clandestina di banconote false. L’intervento ha portato al sequestro di denaro contraffatto per un valore complessivo superiore ai 2 milioni e 800mila euro e all’arresto del responsabile.

L’operazione è stata condotta dai “baschi verdi” del Gruppo Torre Annunziata nell’ambito dei controlli economici sul territorio. I finanzieri hanno individuato un immobile, situato nella periferia oplontina, trasformato in laboratorio per la produzione di banconote false, pronte per essere immesse sul mercato. La maggior parte dei tagli sequestrati riguarda banconote da 50 euro, con una presenza minore di pezzi da 100 euro.

All’interno del locale sono stati rinvenuti anche oltre 12mila ologrammi contraffatti, necessari per riprodurre le caratteristiche di sicurezza delle banconote. Il laboratorio risultava dotato di attrezzature sofisticate: stampanti ink-jet e laser, un computer con software professionali di grafica, strumenti per il taglio e la punzonatura, cliché, telai per la finitura manuale e materiali specifici come inchiostri e vernici.

Particolarmente rilevante la tecnica utilizzata per rendere le banconote più credibili: i falsari sottoponevano i biglietti a un processo di “invecchiamento” per conferirgli un aspetto vissuto, nel tentativo di aggirare i sistemi di sicurezza dell’euro, come filigrana, ologrammi e fili di sicurezza.

Secondo le stime, la vendita delle banconote sul mercato illecito avrebbe potuto fruttare oltre 280mila euro.

Nel corso della perquisizione, i finanzieri hanno inoltre scoperto e sequestrato circa 2,2 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish, evitando la loro immissione nelle piazze di spaccio locali.

Il responsabile, un cittadino italiano, è stato arrestato e posto a disposizione della Procura di Torre Annunziata. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere.

Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Giornata della dell’Unità Nazionale, l’amministrazione inaugura la ‘Parete della Costituzione’ alla scuola Caporale.

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  ACERRA – “La Costituzione, l’inno di Mameli ed il Tricolore sono i simboli più cari e identificativi della nostra patria: è fondamentale trasmettere ai ragazzi i valori di solidarietà che hanno reso l’Italia un paese libero e unito”. E’ quanto ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico ai ragazzi della scuola Caporale inaugurando la ‘Parete della Costituzione’ insieme a Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, il cronista del Mattino ucciso dalla camorra e agli assessori Francesca La Montagna, Milena Tanzillo e Milena Petrella. L’iniziativa è avvenuta in occasione del 17 Marzo, Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera. “In un contesto internazionale difficile – ha spiegato il sindaco – dove la follia dell’uomo rischia di trascinarci in una spirale di violenza distruttiva, è davvero importante trasmettere ai giovani i valori di pace e unità. Congratulazioni agli alunni, alla dirigente scolastica e ai docenti della Caporale per questa attività, esempio di forte impegno civico: la Costituzione è garanzia dei principi di giustizia e libertà, da 165 anni caposaldo della civile convivenza tra i popoli che va rinsaldata e consolidata proprio attraverso la memoria collettiva”.

Somma al voto, l’ Associazione “9 Marzo” invita tutte le forze civiche a un tavolo di confronto

Riceviamo e pubblichiamo   L’Associazione “9 Marzo”, in vista delle prossime consultazioni amministrative locali – a seguito del proprio manifesto reso pubblico, mesi orsono, volto a promuovere un dibattito tra tutte le forze del territorio al fine di condividere un’azione politico/programmatica rispondente ai reali bisogni della comunità; – considerato che dai numerosi tavoli di confronto, fin qui succedutisi, non sono ancora emerse proposte utili a dare una prospettiva di sviluppo per il paese; – tenuto conto della brevità dei tempi occorrenti per l’espletamento di tutti gli adempimenti necessari in vista delle prossime scadenze elettorali;      INVITA tutte le forze civiche, che vogliono il bene di Somma Vesuviana, il giorno 18 Marzo ore 18:30 presso Hotel Cenacolo per avviare un tavolo di confronto per intensificare il percorso costruttivo già precedentemente avviato, al fine di individuare un’efficace azione politico/programmatica in risposta ai bisogni del territorio.

Marigliano, lite tra minorenni finisce nel sangue: accoltellato alla Villa Comunale

Marigliano – Attimi di paura nel pomeriggio di domenica a Marigliano, dove una lite tra giovanissimi si è trasformata in un grave episodio di violenza nei pressi della Villa Comunale, uno dei luoghi più frequentati della città. Secondo quanto ricostruito, la discussione tra due ragazzi sarebbe degenerata rapidamente fino a sfociare in un accoltellamento. Ad avere la peggio è stato un minore, colpito più volte alle spalle e al collo con un’arma da taglio da un suo coetaneo. Le urla e il caos hanno attirato l’attenzione dei presenti, molti dei quali hanno immediatamente allertato i soccorsi. Momenti di forte tensione che avrebbero potuto avere conseguenze ancora più gravi. Fondamentale si è rivelato l’intervento tempestivo della polizia municipale, giunta rapidamente sul posto. Gli agenti sono riusciti a mettere in sicurezza l’area e a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, garantendo assistenza al giovane ferito e avviando subito le prime attività di indagine. Proprio grazie agli accertamenti immediati disposti dal comandante della polizia municipale, il dottor Emiliano Nacar, è stato possibile identificare in tempi rapidi il presunto responsabile dell’aggressione. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di lesioni personali. Resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine su episodi di violenza tra minori, sempre più frequenti anche in contesti urbani considerati sicuri. L’episodio di Marigliano riaccende il dibattito sulla necessità di prevenzione, controllo del territorio e interventi educativi rivolti ai più giovani. Le condizioni del ragazzo ferito non sono state rese note nel dettaglio, ma l’immediato intervento dei soccorsi ha evitato conseguenze peggiori. La comunità resta scossa da quanto accaduto in un luogo simbolo della socialità cittadina.

Danneggiata la Statua di San Paolino durante un tentato furto

A Nola, nel Duomo della città, è avvenuto un tentato furto che ha portato al danneggiamento della Statua di San Paolino

Lo spiacevole episodio si è verificato nel Duomo di Nola dove una donna, in cerca di denaro e convinta della presenza dei soldi delle offerte, si sarebbe scagliata contro la statua, luogo dove vengono riposte le offerte.

Stando alle prime informazioni, nel tentativo di rubare i soldi, la Statua di San Paolino è caduta a terra riportando danni evidenti. La dinamica non è ancora chiara e quindi non si può dire se la caduta della statua sia avvenuta volontariamente nel tentativo di furto o se sia stata causata in maniera accidentale.

Dalle immagini che circolano online si vede la statua per terra con frammenti sull’altare, segno di un forte impatto.

Attualmente sarebbe stata fermata la probabile responsabile del tentato furto e stando a quanto dicono persone del luogo, la donna sarebbe di Cicciano ed è una lavoratrice conosciuta nella zona.

Intanto, già in tantissimi si sono proposti per ripristinare la Statua di San Paolino e si rivolgono a Don Mimmo per ricevere indicazioni.

Questo è un episodio che ha sconvolto l’intera comunità di Nola, sia per il tentativo di furto in sé sia per il danno morale recato all’identità religiosa del popolo.