Intervista a Sergio Pizzo, esponente dell’Mda ex Macello: “Impedire le riprese della serie tv giova solo a chi non fa il proprio dovere facendoci restare nel degrado”.
“Sono fiero di essere del “Congo” ma se qui ci sono dei problemi questi non si risolvono nascondendoli sotto il tappeto. E allora dico di si alle riprese di Gomorra “. Sono le parole di un uomo giovane ma già deluso dalla realtà, si chiama Sergio Pizzo. Parole di chi ha vissuto per tanti anni nel quartiere Gescal di Acerra, soprannominato Congo a causa della sua lontananza dal centro cittadino. Sergio queste parole le ha scritte nel social network, rompendo il muro di omertà e di consensi spesso interessati scaturiti dalla decisione del sindaco Raffaele Lettieri di vietare le riprese della seconda serie tv “Gomorra” all’interno del quartiere popolare. Ma Sergio non è affatto d’accordo. Disoccupato, 38 anni, padre di due bimbi, impegnato nel sociale, ” per il lavoro e per l’ambiente “, Sergio Pizzo sbarca il lunario facendo l’elettricista, ma in condizioni sindacali e contrattuali difficili, da sistema totalmente sottosviluppato. E’ esponente del Movimento Disoccupati Autorganizzati del centro sociale Ex Macello. Sergio ha abitato per 25 anni nel rione Gescal, insieme ai genitori. Dopo essersi sposato ha lasciato il rione per poi stabilirsi in un alloggio in affitto nel vicino corso della Resistenza. ” Vedo che molti di voi fate i complimenti al sindaco per non aver permesso le riprese nel “Congo” – ha scritto – ma io sono del “Congo” e molti di voi che scrivete non sapete nemmeno di cosa parlate. In questo quartiere ho vissuto delle esperienze bellissime – racconta Sergio – che non cambierei per nessun altro posto. Ma – la critica dell’esponente dell’Mda – nascondersi dietro ai falsi moralismi è sbagliato. In quel quartiere come in tutti i quartieri campani ci sono problemi seri, dalla disoccupazione all’abbandono della politica, politica che dà al rione una “lavata di faccia” solo quando siamo sotto le elezioni “. Quindi il si, motivato, alle riprese nel quartiere da parte della serie tv prodotta da Sky. ” Sono a favore della serie Gomorra – conferma Sergio – perché anche se ci sono molte distorsioni della realtà molte cose purtroppo non ne sono così distanti. Ricordo bene quando ero piccolo, quando dovevamo scappare dalle pallottole perché qualche camorrista se ne fregava di noi bambini che giocavamo. Ma loro, i camorristi, evidentemente dovevano fare il loro “dovere”. Per cui voglio che questo non accada mai più “. E a proposito della tutela dell’immagine dei cittadini che risiedono nei quartieri a rischio, tutela invocata dai sindaci per giustificare i no alle riprese ( anche Tuccillo, ad Afragola, aveva opposto lo stesso rifiuto di Lettieri ), Sergio commenta così: ” Far vedere lo stato di abbandono dei quartieri non è una vergogna per chi ci abita ma è una vergogna per quei politici che usano i quartieri solo per i voti ma che poi li lasciano nel pieno degrado. Il compito dei politici non è di vietare le riprese ma è di fare in modo che i quartieri non siano più vetrine di degrado. Pensateci bene: non far vedere in che stato sono i quartieri campani giova solo a chi non fa il proprio dovere “.



