La Festa accende l’interesse verso il Borgo da recuperare. L’amministrazione intende sostenere l’evento come patrimonio Unesco.
Lo storico portale della Chiesa Collegiata illuminato come non si era mai visto e una folla di persone attente e partecipi. É così, in un’atmosfera sobria e familiare, che è stata presentata ieri la festa più attesa dai sommesi, la Festa delle Lucerne. Sui gradini della Chiesa, centro della religiosità e dalla vita sociale del Borgo Antico, si sono sedute, così come per tanti anni hanno fatto da piccoli, da adolescenti e da giovani, le persone che negli anni settanta hanno voluto riproporre e far rivivere la magia di un rito affascinante e suggestivo, unico nel suo genere. Luigi Jovino, Vincenzo Maiello, Giuseppe Martone, Francesco Salierno, Gaetano Molaro, Arcangelo Rianna, Fiore Di Palma, Nicola D’Avino, figlio di Felice D’avino, scomparso qualche anno fa, Gerardo Jovino.
In mezzo a loro, il sindaco Pasquale Piccolo. Gli amici di sempre, accumunati dagli stessi ideali, uniti dalle stesse passioni, legati in modo viscerale alle loro radici e alle loro tradizioni. Figli del Casamale, figli di una comunità contadina onesta e laboriosa, fortemente e saldamente religiosa, capace di sentirsi ed essere una sola grande famiglia. A distanza di trent’anni, seduti su quei gradini, mostrano la stessa caparbietà e la stessa voglia di continuare a sperare nella rinascita del Borgo Antico e nel recupero e mantenimento delle più belle tradizioni religiose e non, che lo caratterizzano.
I risultati positivi sono stati i frutti che hanno generato, la fiammella dell’entusiasmo e della passione che hanno saputo accendere anche nel cuore dei loro figli e delle nuove generazioni. Lo testimonia la straordinaria capacità di aggregazione del giovane Nicola D’Avino, presidente dell’Associazione Festa delle Lucerne, intorno al quale e insieme al quale si sono untiti circa una trentina di altrettanti giovani instancabili, combattivi, entusiasti, capaci di allestire in pochi giorni l’intero borgo. No alle polemiche, alla disinformazione, al disfattismo, no alle strumentalizzazioni e a chi insinua solo sospetti. Questo, in buona sostanza, il messaggio corale dei promotori e degli organizzatori della festa. Per chi ancora avesse qualche dubbio sulla questione, è stato chiaramente ribadito che non c’è stato alcun finanziamento e che è stato raccolto veramente il minimo possibile.
Cosa che è stata ribadita dal sindaco Piccolo, il quale ha precisato che ”la Festa delle Lucerne vive di autofinanziamento: non esiste alcun contributo né comunale né regionale o di altri enti. Quest’amministrazione ha fatto tutto quello che ha potuto fare. Per il resto è tutto merito dei casamalisti e di questi giovani che veramente hanno fatto un lavoro straordinario. In questi giorni sono stato spesso tra i vicoli e ho avuto modo di comprendere realmente il grande e complesso lavoro che c’è dietro questa bella festa che va sicuramente proposta come patrimonio dell’Unesco ed è quello di cui ci occuperemo. Intanto invito tutti voi a vivere questa meravigliosa festa e godercela fino in fondo”.
Suggestivo il video proiettato sulla facciata della Collegiata. Le luci, i colori, le stradine,il silenzio, il rito e una voce narrante i versi del Purgatorio dalla Divina Commedia. A testimonianza di un Borgo che guarda al futuro con speranza, che vuole aprirsi varchi di civiltà, di vivibilità, di vita. Un Borgo che vuole rinascere. A tutti i costi.



