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Napoletano formatosi all’«Accademia Danza e Spettacolo», sbaraglia la concorrenza al talent «Prodigi, la musica è vita» e ci racconta sogni e progetti della sua vita per la danza.

 La propensione, la passione, questione di fisica o di chimica, sicuramente insita nel Dna, perché il talento di Giuseppe Scaramuzzi, nato a Chiaiano in provincia di Napoli sedici anni fa, cominciava presto, e aveva soltanto bisogno di essere riconosciuto. Lo ha fatto all’epoca la sua maestra d’asilo per prima, quando ne intravedeva il trasporto per musica e suono, intuendo da subito che la danza, fosse la strada da percorrere. Il sogno di mamma e papà così, nonostante i padri siano sempre propensi a fare dei figli maschi calciatori provetti, accompagnava i passi di un giovane che oggi li rende nuovamente orgogliosi. Oggi Giuseppe porta a casa l’ennesima vittoria, insieme all’accompagnamento di Barbara Scaramuzzi zia e maestra di danza che lo segue da due anni nella sua scuola «Accademia Danza e Spettacolo» di Pomigliano D’Arco, fucina di talenti, nella quale Giuseppe ha affinato la tecnica che lo ha portato a vincere numerosi premi, uno dei quali, gli darà l’opportunità di studiare all’English National Ballet di Londra al Duth di Amsterdam, allo State Opera di Berlino.  Vincitore della Trasmissione «Prodigi, la musica è vita» Charity Talent di Raiuno presentato da Flavio Insinna e Nathalie Guetta, in cui si premiava il talento di nove giovanissimi nelle categorie danza, musica e canto, Giuseppe davanti alla giuria composta da Daniel Ezralow, Pippo Baudo, Serena Autieri, accompagnato dalla musica del Maestro Beppe Vessicchio, ha incantato tutti sulle note di Meraviglioso dei Negramaro portando a casa l’ennesima soddisfazione.

Insieme alla sua Maestra Barbara Scaramuzzi, Giuseppe ci racconta le impressioni vissute in questa nuova esperienza.

Barbara, prima di tutto le chiedo: quanta soddisfazione prova per questo nuovo traguardo?

 «Tanta, non solo per la vittoria, anche nel vedere Giuseppe superare tutti i provini, come ha affrontato quei giorni di prove e di messa in scena dovendo adattare la sua coreografia ad un magistrale arrangiamento musicale del maestro Vessicchio che però non era quello originale della sua coreografia, un lavoro sui violini su una musicalità completamente diversa e oltretutto suonata dal vivo. Qualcosa di spettacolare».

Come si ottengono questi risultati?

«Giuseppe lavora da più di un anno per sei ore al giorno, ma più che il tempo, è il modo di lavorare che fa la differenza, la sua consapevolezza, la maturità di una persona adulta, ogni ora per come lavora, vale il triplo».

La passione per uno sport può essere un aiuto per i giovani nel periodo difficile dell’adolescenza per esempio?

«É la passione a salvare. Spero che sia per i miei figli, come è stato per me. Essere impegnati a raggiungere un obiettivo, può tenere lontani da altro, può essere una difesa per tanti versi».

Possiamo dire che la vittoria a Prodigi, è un altro colpo messo a segno dalla sua scuola…

«Raccogliamo molte soddisfazioni, posso dire che siamo una bella realtà nonostante le tante difficoltà. Nell’ultimo Yagp (realtà di danza internazionale) Giuseppe ha vinto nella categoria contemporaneo, passo a due contemporaneo, Top 6 solista classico. Insieme a lui anche altre allieve vincitrici in diverse categorie. A marzo poi, Giuseppe e l’allieva Liliana Viglione rappresenteranno l’Italia a Kiev».

Giuseppe, dopo questa vittoria quali sono le tue sensazioni?

«Mi sento fiero, soddisfatto. In questi due anni dopo il trasferimento in questa nuova scuola, mi sento realizzato, proiettato finalmente verso la realtà che sognavo».

Cosa è per te la danza?

«Tutto. Le dedico tutto il mio tempo, voglio vivere di quest’arte meravigliosa e in futuro spero di riuscire ad entrare in una grande compagnia».

Hai mai pensato essendo così giovane, che tutto fosse troppo faticoso, mai pensato di rinunciare?

«Ho attraversato momenti difficili, qualche volta ho pensato di lasciare tutto ma stare lontano dalla sbarra, mi ha fatto solo capire che nonostante la fatica, non posso stare senza la danza».

Sei grato a…

«Ai miei genitori che mi sono sempre stati accanto. A mia sorella che mi ha sostenuto sempre. Alla mia insegnante, fondamentale. Lei ha segnato una svolta a livello artistico e personale».

Se dovessi descrivere l’emozione della vittoria?

«È stata talmente forte che mi ha ripagato di tutto, quasi non ricordo neanche cosa pensavo per la felicità».

Barbara un’ultima domanda per lei. La danza è…

«Tutto quello che non passa sempre attraverso la tv. Sudore, fatica. Ti annienta, ma senza non ci puoi stare».