Oggi il tribunale ha deciso che la sentenza sulla confisca del tesoro dei Pellini, beni per 222 milioni di euro sequestrati quasi due anni fa (case, ville elicotteri, auto), sarà emanata il 16 gennaio prossimo. Ultima fermata, dunque, tra poco più di un mese sul fronte dei rapporti tra scarichi illegali e introiti nell’hinterland. All’udienza di stamattina nel palazzo di Giustizia erano presenti, sia pure all’esterno dell’aula, vari attivisti della Terra dei Fuochi. Alla fine il giudice ha stabilito che la decisione sulla confisca sarà presa tra qualche settimana. << Siamo stati lì, al tribunale, per sostenere la magistratura – precisa Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista del territorio acerrano – affinché confischi definitivamente i beni dei Pellini. La magistratura deve dare un segnale forte e chiaro: chi avvelena la nostra terra non solo deve essere punito con il carcere ma gli dovrà anche essere tolto il frutto del suo crimine, compiuto innanzitutto ai danni della salute pubblica, di tutti noi. Ci sono stati diversi campanelli di allarme negli ultimi tempi: questi soggetti possono rientrare dalla finestra nel business dei rifiuti. Dobbiamo impedirlo a tutti i costi >>. E non si è esaurita nemmeno la questione penale a carico dei tre fratelli e imprenditori dello smaltimento dei rifiuti. Il tribunale di Sorveglianza deve infatti decidere se concedere loro o meno il beneficio della pena alternativa al carcere. I Pellini nel 2017 sono stati condannati in via definitiva per disastro ambientale aggravato nella Terra dei Fuochi a sette anni di reclusione. Ma grazie all’indulto hanno fatto solo tredici mesi di carcere, sei in cautelare, nel 2006, e sette mesi nel 2017, dopo la condanna. Vale a dire che la magistratura potrebbe far tornare in galera quelli che sono stati individuati finora come gli unici soggetti che hanno devastato la provincia di Napoli con i loro scarichi tossici.







