Per il cortometraggio del countdown mondiale delle Olimpiadi invernali, il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto “Ti Amo”, uno dei brani iconici del vastissimo repertorio del compositore fiorentino Giancarlo Bigazzi.
Scritta e concepita per Umberto Tozzi nel 1977, nel tempo “Ti Amo” è stata tradotta in ventiquattro lingue fino a essere scelta dal CIO, quale brano «riconosciuto in tutto il mondo per la sua energia romantica e il suo fascino intramontabile».
E pensare che l’eterna “Ti Amo” prese vita in poche ore.
Bigazzi fu colto da un’ispirazione dopo essere stato al Teatro della Pergola, per assistere a “La gatta cenerentola” di Roberto De Simone. Rimase folgorato dal suono di un battito ipnotico di una scena dell’opera teatrale con il canto delle lavandaie, grazie al ritmo ancestrale della Tammorra. La notte stessa si mise all’opera al pianoforte della sua villa “la Cingallegra”, la magica dimora di Settignano, la collina affacciata su Firenze, dove ha vissuto con il figlio Giovanni, la moglie Gianna e i figli di lei, Leonardo e Laura e dove aveva il suo studio.
Da lì, in oltre trent’anni di lavoro, hanno preso vita innumerevoli brani senza tempo che a oggi continuano a girare per il mondo.
Quella notte e il giorno seguente, senza percepire più di tanto l’incedere delle ore, rimase aggrappato al pianoforte a coda (un gran concerto C. Bechstein acquistato poco prima dal Teatro Comunale di Firenze) con il suo inseparabile registratore a cassetta che chiamava “Trombino” e che, appoggiato sopra il piano, fungeva come da “blocco degli appunti sonori”.
Dopo ore di costante lavoro, senza sentire né fame né sete, si alzò solo la sera seguente per chiamare Tozzi: «Umberto! Ho partorito un brano che farà cantare il mondo!».
Il cantante tentò di capire meglio e comunque di prendere qualche ora per riorganizzarsi, ma Bigazzi fremendo gli disse: «Hai ventiquattro ore per tornare qui!».
Tozzi, con la sua Fiat 127, arrivò nei tempi stabiliti da Giancarlo. Diversamente, forse, non avremmo vissuto il loro straordinario sodalizio con tante produzioni di successo. In primis la hit internazionale “Gloria”. Un sodalizio artistico durato fino al 1991 con l’uscita dell’attualissimo Album “Gli Altri Siamo Noi”.
Giancarlo Bigazzi, classe 1940, cofondatore e anima ironica dei mitici Squallor, autore anche di colonne sonore indimenticabili (tra le quali quella del premio Oscar “Mediterraneo”, firmata con Marco Falagiani), è scomparso il 19 gennaio 2012, ma la sua musica e i suoi testi restano vivi più che mai ed è infatti l’autore italiano che conta il più alto numero di streaming mondiali.
La Cingallegra, attualmente, è sede della “Fondazione Giancarlo Bigazzi” e della storica etichetta “GB Music” diretta oggi dal figlio Giovanni con il suo staff.
In quel luogo è ancora presente quel pianoforte coi tasti ingialliti dal fumo, come segno distintivo di Giancarlo, strumento di molte notti creative da dove hanno preso forma le sue “note d’autore” fino a generare una serie incredibile di successi, interpretati e/o firmati anche da artisti di fama mondiale come Laura Branigan, Anastacia e Jennifer Lopez e da molti dei più grandi interpreti della musica italiana, come, ad esempio: Massimo Ranieri, Riccardo Del Turco, Fausto Leali, Gianni e Marcella Bella, Mia Martini, Ornella Vanoni, Mina, Loretta Goggi, Adriano Celentano, Umberto Tozzi, Francesco Guccini, Marco Masini, Raf, Gianni Morandi e tanti altri ancora.
L’artigiano della canzone – come dal titolo del libro di Ciro Castaldo a lui dedicato – era costantemente impegnato nella sua ricerca creativa per sorprenderci spesso con immagini folgoranti e geniali intrise di dono della sintesi. Cosa c’è di più originale di una frase come “Apri la porta a un guerriero di carta igienica”, per rendere bene l’idea di uno stronzo che, nel fare i conti con i suoi rimorsi, chiede perdono alla donna amata a ritmo di “Ti amo ti… amo”.
Oggi, anche grazie alla scelta del CIO, “Ti Amo” fa ancora cantare il mondo intero, proprio come aveva immediatamente intuito quell’amabile geniaccio fiorentino di Giancarlo Bigazzi.
Un esempio di come le sue canzoni siano “un’energia sempre rinnovabile nel tempo”, come sostenuto da suo figlio Giovanni Bigazzi.
Per la Fondazione Giancarlo Bigazzi – il Presidente Leonardo Quagliotti



